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Uso improprio di dati degli utenti: Facebook multata

17 Febbraio 2021 | Autore:
Uso improprio di dati degli utenti: Facebook multata

Il colosso di Mark Zuckerberg dovrà versare 7 milioni di euro, dopo l’altra salata sanzione da 5 milioni del novembre 2018.

Incorreggibile Facebook. Non è bastata una pesantissima multa da 5 milioni di euro sul finire del 2018. Il social network più usato e conosciuto al mondo ci casca di nuovo e, stavolta, la sanzione è ancora più pesante.

L’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto alla società un’altra multa da 7 milioni di euro. Motivo: non aver rispettato le prescrizioni della stessa Antitrust nel procedimento di tre anni fa.

Non è roba da poco, perché in ballo ci sono i dati degli iscritti alla piattaforma: parliamo di almeno 2,60 miliardi di utenti mensili attivi, secondo i dati del 2020. Un pezzo di globo cui Zuckerberg & Co. avrebbero mancato di rispetto.

La prima multa del 2018, infatti, legata a doppio filo alla nuova, era proprio per questo motivo. L’Authority lamentava che Facebook ingannasse i propri iscritti. In che modo? Non avvisandoli che i loro dati sarebbero stati sfruttati per campagne pubblicitarie mirate, dunque a fini commerciali e tutt’altro che gratuiti.

In sede di iscrizione al social, le informazioni all’utente erano generiche e incomplete e, secondo l’Autorità, non c’era traccia di differenziazione tra l’uso dei dati finalizzato alla socializzazione e quello a scopo commerciale. Per questa ragione, l’Antitrust comminò la multa da 5 milioni.

L’Autorità dette anche una serie di prescrizioni cui il social avrebbe dovuto conformarsi in Italia. Specificamente, la società avrebbe dovuto:

  • provvedere al blocco immediato della pratica ingannevole;
  • pubblicare una rettifica in cui, sostanzialmente, sintetizzare l’accaduto, sulla home del sito aziendale italiano, sull’app Facebook e sulla pagina personale degli utenti italiani.

Niente di tutto questo è stato fatto. A distanza di tempo, una verifica dell’Authority ha accertato che, anche se è stato eliminato ogni riferimento alla gratuità del servizio, manca ancora un’informativa esauriente circa l’uso dei dati degli iscritti.

Il gruppo, evidenzia l’Antitrust, «pur avendo eliminato il claim di gratuità in sede di registrazione alla piattaforma, ancora non fornisce un’immediata e chiara informazione sulla raccolta e sull’utilizzo a fini commerciali dei dati degli utenti».

Da qui, la nuova multa per non aver «ottemperato alla diffida di rimuovere la pratica scorretta sull’utilizzo dei dati degli utenti», né «pubblicato la dichiarazione rettificativa richiesta dall’Autorità».

Facebook ha spiegato le sue ragioni: la prima pronuncia dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato è ancora sub judice, perché il gruppo, non condividendola, l’ha impugnata.

«Prendiamo atto dell’annuncio – si è limitato a osservare il portavoce di Facebook Italia – ma rimaniamo in attesa della decisione del Consiglio di Stato sull’appello che abbiamo presentato rispetto al provvedimento iniziale emesso dall’Autorità. La tutela della privacy per noi è fondamentale e abbiamo già apportato uno serie di cambiamenti, anche alle nostre Condizioni d’uso, per chiarire ulteriormente come utilizziamo i dati per fornire i nostri servizi e la pubblicità personalizzata».



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