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La tv accesa in condominio può essere reato?

18 Febbraio 2021
La tv accesa in condominio può essere reato?

Rumori: quando è disturbo alla quiete pubblica e quando invece si può solo chiedere il risarcimento del danno.

Quando un condomino lascia accesa la tv per tutta la notte e il rumore arriva fin negli appartamenti vicini, è difficile difendersi nell’immediatezza se non bussando alla porta del diretto interessato e cantandogliene quattro. Ma il giorno dopo, c’è la possibilità di rivolgersi a un avvocato affinché l’episodio non si ripeta più. 

Chi non vuol pagare un difensore senza però rinunciare al diritto di difendersi, difficilmente troverà un amministratore di condominio disposto ad ascoltarlo: l’amministratore difatti non è un paciere delle liti tra privati. Il suo compito è solo quello di far rispettare il regolamento condominiale; pertanto, se in esso non è indicata una fascia oraria di silenzio assoluto, il capo condomino può legittimamente rifiutarsi di intervenire. 

Ma allora chi chiamare in questi casi? La polizia o i carabinieri? La possibilità di chiedere l’intervento delle autorità passa dalla risposta a una previa domanda: la tv accesa in condominio è reato? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Più volte, su queste stesse pagine, abbiamo spiegato quando il rumore in condominio può configurarsi come reato di «disturbo alla quiete pubblica» e quando invece no. Ripetiamo i punti essenziali. 

C’è una soglia del rumore che deve essere tollerata, perché rientra nei normali rapporti di vicinato ed è impossibile pretendere il silenzio assoluto. La legge non dice quale sia questa soglia: il Codice civile si limita solo a dire che il rumore non deve superare la normale tollerabilità. 

Può sembrare un concetto scontato: difatti, tutto ciò che è intollerabile è anche illecito. Lo scopo del legislatore è stato quello di scaricare la patata bollente sul giudice, lasciando a questi stabilire, a seconda del caso concreto, cosa è tollerabile e cosa non lo è. Il tutto si gioca sulla base delle condizioni ambientali: l’ora in cui il rumore viene prodotto, la persistenza dello stesso, l’intensità, la zona geografica in cui viene prodotto il rumore, ecc.

Per cercare di non generare sentenze tra loro difformi, molti giudici si sono dati un criterio empirico: tutto ciò che supera di 3 decibel il rumore di fondo si considera illecito. Quindi, è chiaro che di notte, quando non fiata una mosca e dalla strada non provengono altre fonti sonore, è molto facile superare tale soglia.

Il fatto però che il rumore sia “intollerabile”, e quindi illegale, non significa che sia anche reato. Ci sono rumori che costituiscono solo un illecito civile, e che pertanto legittimano tutt’al più una richiesta di risarcimento, e rumori invece che rientrano nell’illecito penale. 

La distinzione tra queste due categorie (civile e penale) non è data dall’intensità del rumore ma dal numero di persone potenzialmente molestate: se il rumore è in grado di giungere all’orecchio di un numero indeterminato di persone (come succede nel caso in cui il trambusto viene prodotto in un agglomerato urbano molto condensato), allora scatta il reato di disturbo alla quiete pubblica. Se invece il rumore molesta solo due o tre famiglie, si rimane dell’ambito dell’illecito civile.

Solo quando il rumore dà fastidio a molte persone, dunque è possibile parlare di disturbo alla quiete pubblica, proprio perché entra in gioco il «pubblico». In tali ipotesi, si può chiamare la polizia o i carabinieri, i quali interverranno sul posto e dovranno redigere un verbale: verbale che poi sarà trasmesso alla Procura della Repubblica per l’avvio del processo penale e per la punizione del colpevole. In alternativa, si può depositare una denuncia alla Procura della Repubblica.

Se invece il rumore viene percepito dagli inquilini degli appartamenti confinanti a quello del responsabile, e da nessun altro, allora non è più possibile parlare di un disturbo alla quiete pubblica. Tutto ciò che si può fare contro il colpevole è avviare un ricorso al tribunale civile, a mezzo del proprio avvocato, anticipando peraltro le relative spese legali. Nel ricorso, si chiederà al giudice di ordinare al colpevole, con apposito decreto, di interrompere i rumori e di non ripeterli mai più, eventualmente condannandolo a una sanzione economica per ogni giorno di inottemperanza al comando. Con un ulteriore giudizio poi si potrà avviare una causa per ottenere il risarcimento, ma solo a condizione che si possano dimostrare i danni subiti alla salute o alla serenità quotidiana. 

Vediamo ora, alla luce delle spiegazioni fin qui fornite, se la tv accesa in condominio può essere reato? 

Da quanto abbiamo appena detto, è facile comprendere che, a meno che il volume non sia talmente alto da poter essere ascoltato da tutti i condomini, il rumore della televisione è di solito in grado di arrivare all’orecchio solo di chi abita al piano sottostante e, tutt’al più, nell’appartamento dello stesso pianerottolo. Sicché, quand’anche i condomini molestati siano due o tre, non è possibile parlare di disturbo alla quiete pubblica. Dunque, la tv accesa in condomino non è reato, ma un semplice illecito civile (sempre che la soglia dei rumori sia intollerabile). 

Contro il responsabile quindi non si può sporgere una denuncia ma si dovrà ricorrere al tribunale civile per un ordine di cessazione della molestia. 

Come detto, è del tutto inutile far intervenire l’amministratore a meno che questi, solo in veste di paciere e per il quieto vivere, trovi un punto di incontro tra le parti e funga da mediatore.  



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3 Commenti

  1. Ci sono vicini che forse avrebbero bisogno di un apparecchio acustico perché a mio parere non ci sentono, altrimenti non mi spiego di come sia possibile che il volume della loro tv è perennemente al massimo e lo avverto io dal mio appartamento.

  2. Molto chiaro l’argomento trattato. Io direi che ora bisognerebbe farlo capire a quei condomini che non hanno un televisore ma un impianto per concerti con casse a tutto volume nel loro appartamento. Pure io ho la mia veneranda età, però cerco di regolarmi sebbene abbia dei problemini di udito

  3. EH grazie, qui si parla di condominio, ma se siamo due villette attaccate senza un amministratore? Io ho provato a parlare con i vicini ed ho confidato anche sul loro senso di responsabilità e sul loro buon senso…Ma niente di niente. Dopo una volta, hanno ripreso ad aumentare a palla il volume, manco stessero guardando un film al cinema. Che poi questi lasciano accesa la tv a qualsiasi ora del giorno ed è un continuo!!!

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