Diritto e Fisco | Articoli

Un figlio di detenuti è adottabile?

18 Giugno 2021 | Autore:
Un figlio di detenuti è adottabile?

Può essere dichiarata l’adottabilità di un minorenne se entrambi i suoi genitori si trovano in carcere: vediamo perché.

Sono molte le situazioni di minori che vengono dichiarati adottabili dai tribunali per i minorenni. A volte, si tratta di piccini che vengono abbandonati alla nascita da madri in difficoltà; in altri casi, di bambini che hanno perso entrambi i genitori a causa di malattie o incidenti e che non hanno nessun parente stretto disposto a prendersi cura di loro.

La situazione più comune, però, è quella di minorenni i cui genitori sono in vita, ma inadeguati a crescerli e ad educarli. Ciò è spesso dovuto ad abuso di alcol o stupefacenti, oppure a gravi problemi di ordine psicologico.

Ma qual è la sorte dei bambini i cui genitori si trovano in carcere? Un figlio di detenuti è adottabile? La risposta è affermativa: lo stato di detenzione di entrambi i genitori comporta infatti l’impossibilità, da parte loro, di occuparsi del figlio. In questo articolo approfondiamo l’argomento.

Come funziona l’adozione?

La legge sull’adozione [1] ha alla propria base il concetto che ogni bambino ha diritto a crescere in una famiglia che lo mantenga, lo istruisca e lo educhi in un clima di armonia e serenità.

Per le coppie che desiderano un figlio, adottare un bambino può essere una grande opportunità; tuttavia non esiste il diritto ad adottare, bensì soltanto il diritto del minore ad avere dei genitori adeguati.

Per diventare genitori adottivi di un bambino italiano occorre presentare una domanda al tribunale dei minori. Il tribunale effettua degli accertamenti sulla coppia, prima servendosi degli assistenti sociali del luogo di residenza della stessa e, poi, convocando i coniugi per dei colloqui. Se l’esito di questi è positivo, essi vengono inseriti in un elenco.

In presenza di bambini adottabili, il tribunale chiama le coppie che, per le loro caratteristiche (tra queste la loro età rapportata a quella del minore), sembrano idonee a garantire loro una crescita serena.

Se una coppia accetta di adottare uno o più bambini che le vengono sottoposti, scatta un periodo di affidamento preadottivo, che serve al tribunale a valutare l’inserimento del minore (o dei minori) nella nuova famiglia. Se tutto va bene, viene pronunciata l’adozione definitiva e il piccolo diviene figlio della coppia a tutti gli effetti di legge.

La legge prevede anche la possibilità di adottare un bambino straniero mediante adozione internazionale; la procedura, però, è in parte diversa e non interessa questo articolo, che riguarda l’adottabilità dei bambini italiani. Per approfondire questo argomento, leggi “Adozione internazionale: cos’è e come funziona“.

Quando un bambino è adottabile?

Un bambino è adottabile quando il tribunale per i minorenni accerta che egli si trova in stato di abbandono. Tale situazione ricorre quando i genitori del bambino:

  • non gli prestano adeguata assistenza materiale. Si tratta di tutto ciò che serve al piccolo per crescere fisicamente sano:
  • cibo adeguato, calore, vestiario, igiene. Tutto questo deve essere fornito al minore dal padre e dalla madre; se tuttavia questi si trovano in difficoltà, i parenti più prossimi (come i nonni e gli zii) devono intervenire per colmare il disagio dei genitori;
  • non gli prestano assistenza morale, cioè tutto quanto necessario perché il minore sviluppi una personalità sana ed equilibrata e cresca ben inserito sia nel contesto familiare che nella società. Si tratta, in definitiva, di tutte le manifestazioni affettive che ci si aspetta dai genitori: protezione, vicinanza fisica, gioco, ascolto, educazione.

Non si verifica lo stato di abbandono quando la mancanza di assistenza da parte dei genitori del bambino è dovuto a cause di forza maggiore. Ad esempio, una grave malattia può creare in una famiglia un grave disagio, tale da non consentire alla madre e al padre del piccolo di accudirlo come vorrebbero. Un’altra causa di forza maggiore può verificarsi quando uno dei genitori perde il lavoro: ciò può far vivere un periodo di forte disagio, anche psicologico, che si ripercuote sulle attenzioni da dedicare ai più piccoli della famiglia.

Per escludere lo stato di abbandono, tuttavia, occorre che la mancata assistenza per cause di forza maggiore abbia carattere transitorio: sia, cioè, destinata a venir meno in breve tempo.

Le situazioni di abbandono vengono di solito segnalate al tribunale per i minorenni dai servizi sociali; tuttavia, qualunque cittadino che ne sia a conoscenza può farlo, consentendo così agli organi competenti di avviare, nell’interesse del bambino, i necessari accertamenti.

Se i genitori sono in carcere il bambino è adottabile?

In base a quanto sopra detto, un figlio di detenuti è adottabile? La risposta è affermativa e a tale conclusione è giunta, di recente, anche la Cassazione [2].

Alla base di ogni valutazione deve sempre esservi la tutela degli interessi del bambino. In particolare:

  • l’interesse a vivere nella famiglia di origine, alla quale il piccolo è naturalmente legato. In considerazione di esso la legge prevede l’adozione solo come rimedio estremo; di solito, quando i genitori del minore vivono una situazione di disagio, i servizi sociali intervengono con misure di sostegno, cercando di aiutarli a superarla. Ad esempio, in caso di perdita del lavoro, gli assistenti sociali possono erogare alla famiglia dei buoni spesa e, nel contempo, indirizzare nella ricerca di un’occupazione; nell’ipotesi di malattia, essi possono fare frequenti visite alla famiglia e metterla in contatto con volontari che siano d’aiuto nell’accudire i bambini;
  • l’interesse a crescere in una famiglia che gli garantisca uno sviluppo fisico e psicologico corretto. Questo, purtroppo, è impossibile quando i problemi dei genitori biologici non sono dovuti a cause di forza maggiore di carattere transitorio, ma sono destinati a durare nel tempo.

Quando entrambi i genitori si trovano in carcere a causa di una condotta criminosa da loro posta in essere, non ricorrono le condizioni che permettono di escludere lo stato di abbandono del bambino; infatti:

  • non si tratta di una causa di forza maggiore, perché se i genitori sono detenuti ciò è conseguenza delle loro azioni, anche nel caso in cui se ne siano pentiti;
  • non si tratta di una circostanza di carattere transitorio, perché la detenzione dura nel tempo impedendo al padre e alla madre del bambino di accudirlo. A nulla varrebbero, in questo caso, delle misure di sostegno da parte dei servizi sociali, che non possono certo sostituirsi ai genitori.

Pertanto in simili circostanze l’unica soluzione, anche se dolorosa, è quella di dichiarare il bambino adottabile, consentendogli così di essere inserito stabilmente in una famiglia che sia in grado di occuparsi di lui.


note

[1] L. n. 184/1983.

[2] Cass. ord. n. 319/2020.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube