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Delibera condominio senza indicazione dei nomi votanti: ultime sentenze

18 Febbraio 2021
Delibera condominio senza indicazione dei nomi votanti: ultime sentenze

È nulla la delibera approvata in un’assemblea senza nomi dei votanti e rispettivi millesimi.

Fra i presupposti di validità delle delibere del condominio che, ricordiamo, si devono conformare ai principi di chiarezza, vi è l’indicazione analitica, a verbale, dei nomi dei votanti e delle rispettive quote in millesimi. Questo, appunto, per poter successivamente verificare, anche ai fini di un’impugnazione, l’esistenza dei quorum previsti dalla legge e degli eventuali conflitti di interesse (Cassazione 24132/09). Del resto, come sottolinea la Corte di appello di Taranto 66/2020, l’articolo 1130 numero 7 del Codice civile ha imposto l’obbligo di annotare nel registro dei verbali anche eventuali mancate costituzioni delle assemblee.

L’assenza di indicazioni circa i nominativi dei soggetti che hanno votato la decisione (precisazioni necessarie per rilevare insorti conflitti d’interesse, poter eliminare eventuali partecipanti non legittimati o comunque evidenziare singole quote) non permette di appurare neanche come l’approvazione sia stata assunta. Di conseguenza, in una tale ipotesi, sottolineano le Sezioni unite della Cassazione con pronuncia 4806/2005, la deliberazione impugnata risulterà teoricamente illegittima per vizio di formazione della volontà dell’organizzazione condominiale. 

È presupposto di validità delle delibere, per il principio di chiarezza che si riflette sul vizio di formazione della volontà assembleare, l’indicazione analitica nel verbale dei nomi dei votanti e delle rispettive quote millesimali. Precisazione essenziale per verificare, anche ai fini di una eventuale successiva impugnazione, l’esistenza dei quorum previsti dalla legge e degli eventuali conflitti d’interesse. 

Tribunale di Roma con sentenza 12692 del 22 settembre 2020

Il verbale dell’assemblea di condominio, ai fini della verifica dei “quorum” prescritti dall’art. 1136 c.c., deve contenere l’elenco dei condomini intervenuti di persona o per delega, indicando i nomi di quelli assenzienti o dissenzienti, con i rispettivi valori millesimali, rimanendo comunque valido ove, pur riportando l’indicazione nominativa dei soli partecipanti astenuti o che abbiano votato contro, consenta di stabilire per differenza coloro che hanno votato a favore, e senza che neppur infici l’adottata delibera la correzione del verbale, effettuata dopo la conclusione dell’assemblea, allo scopo di eliminare gli errori relativi al computo dei millesimi ed ai condomini effettivamente presenti all’adunanza.

Cassazione civile sez. II, 31/03/2015, n.6552

Il verbale dell’assemblea di condominio, ai fini della verifica dei quorum prescritti dall’art. 1136 cod. civ., deve contenere l’elenco nominativo dei condomini intervenuti di persona o per delega, indicando i nomi di quelli assenzienti o dissenzienti, con i rispettivi valori millesimali. Tuttavia, dovendo il verbale attestare quanto avviene in assemblea, la mancata indicazione del totale dei partecipanti al condominio non incide sulla validità del verbale se a tale ricognizione e rilevazione non abbia proceduto l’assemblea, giacché tale incompletezza non diminuisce la possibilità di un controllo aliunde della regolarità del procedimento e delle deliberazioni assunte.

Il verbale deve pertanto contenere l’elenco nominativo dei partecipanti intervenuti di persona o per delega, indicando i nomi dei condomini assenzienti e di quelli dissenzienti, con i rispettivi valori millesimali perché tale individuazione è indispensabile per la verifica della esistenza dei quorum prescritti dall’art. 1136 c.c..

Corte appello Cagliari sez. I, 31/10/2020, n.545

La domanda giudiziale che abbia ad oggetto il mero accertamento di un diritto di per sé insuscettibile di stima economica ha valore indeterminabile e appartiene alla competenza residuale del Tribunale (controversia in cui la proprietaria di un immobile sito in un complesso condominiale impugnava la delibera con cui l’assemblea condominiale aveva approvato il preventivo di spesa per i lavori di adeguamento dell’impianto termico, sostenendone l’invalidità per la mancata indicazione dei nomi dei condomini favorevoli e di quelli contrari e delle relative quote millesimali e l’illegittimo addebito a suo carico delle spese del riscaldamento nonostante ella avesse distaccato il suo appartamento).

Cassazione civile sez. VI, 20/07/2020, n.15434

Ai fini della validità delle deliberazioni assembleari devono essere individuati e riprodotti nel relativo verbale, i nomi dei condomini assenzienti e di quelli dissenzienti, ed i valori delle rispettive quote millesimali, pur in assenza di una espressa disposizione in tal senso, essendo tale individuazione indispensabile per la verifica della esistenza della maggioranza prescritta dall’art. 1136, commi 2, 3 e 4 c.c. Ai fini del rispetto di tale principio non è neanche sufficiente indicare a verbale che la delibera sia stata assunta “a maggioranza”, atteso che la mancata verbalizzazione del numero dei condomini votanti a favore o contro la delibera approvata, oltre che dei millesimi da ciascuno di essi rappresentati, invalida la delibera stessa, impedendo il controllo sulla sussistenza di una delle maggioranze richieste dall’art. 1136 c.c.

Tribunale Nocera Inferiore sez. II, 14/11/2019, n.1285

Ai fini della validità delle deliberazioni assembleari nel verbale dell’assemblea devono essere riportati i nomi dei condomini assenti, favorevoli, astenuti, dissenzienti e i valori delle rispettive quote millesimali onde verificare l’esistenza delle maggioranze previste dall’art. 1136 c.c. Dalla non conformità a legge dell’omessa indicazione nominativa dei singoli condomini favorevoli e di quelli contrari discende l’esclusione della presunzione di validità della delibera assembleare priva di quegli elementi indispensabili ai fini della verifica della legittima approvazione della delibera stessa.

(Nella fattispecie, stante quanto detto, si è ritenuto, pertanto, fondato l’assunto di parte attrice in ordine alla mancata specificazione della maggioranza con cui era stata nominata l’amministratrice del condominio, non essendo emerso nel corso del giudizio che la delibera impugnata fosse stata assunta all’unanimità e non a maggioranza).

Tribunale Genova sez. III, 11/02/2014, n.514

Ai fini della verifica dei “quorum” prescritti dall’art. 1136 c.c., il verbale dell’assemblea di condominio deve contenere l’elenco nominativo dei condomini intervenuti di persona o per delega, indicando i nomi di quelli assenzienti o dissenzienti, con i rispettivi millesimali. È, pertanto annullabile ex art. 1137 c.c., su impugnazione del condomino dissenziente, la delibera il cui verbale sebbene dà atto della votazione in base al numero dei partecipanti, non provvede all’analitica indicazione dei nomi dei partecipanti, né del valore delle loro proprietà in millesimi, specificazione indispensabile al fine di verificare la valida costituzione dell’assemblea ex art. 1136 c.c.

Alla luce di quanto sopra, nel caso di specie, considerato che nel verbale di assemblea non è presente alcuna indicazione dei condomini assenzienti e dissenzienti, né delle relative quote millesimali, integrando tale vizio un motivo di annullabilità, il tribunale accoglie sotto tale profilo rilevato la domanda di parte attrice e per l’effetto annulla la delibera approvata dal condominio convenuto.

Tribunale Genova sez. III, 23/06/2010, n.2563

La violazione da parte dell’amministratore di condominio dell’obbligo di convocare tutti i condomini – così come l’omessa precisa individuazione degli elementi personali, quali il nome dei singoli condomini, e degli elementi reali, quali le quote dei millesimi, costituenti requisiti necessari per verificare la validità della costituzione assembleare, e la validità della stessa delibera con riferimento al quorum prescritto dall’art. 1136, c.c. – in quanto lesiva del diritto a partecipare alla libera formazione della volontà dell’assemblea, produce la radicale nullità della deliberazione assunta dall’assemblea irregolarmente costituita.

In particolare, in tema di condominio degli edifici, ai fini della validità delle deliberazioni assembleari devono essere individuati e riprodotti nel relativo verbale, i nomi dei condomini assenzienti e di quelli dissenzienti, ed i valori delle rispettive quote millesimali, essendo tale individuazione indispensabile per verificare l’esistenza della maggioranza prescritta dall’art. 1136, c.c., ai fini della validità dell’approvazione della relativa deliberazione con riferimento all’elemento reale (quota proporzionale dell’edificio espressa in millesimi). Inoltre, essendo il potere di impugnativa riservato ai condomini dissenzienti, oltre che a quelli assenti, è necessario indicare fin dal momento della espressione del voto i partecipanti al condominio legittimati ad impugnare la deliberazione adottata.

Tribunale Bari sez. III, 08/01/2008, n.42

In tema di condominio degli edifici, ai fini della validità delle deliberazioni assembleari devono essere individuati, e riprodotti nel relativo verbale, i nomi dei condomini assenzienti e di quelli dissenzienti, ed i valori delle rispettive quote millesimali, pur in assenza di una espressa disposizione in tal senso. Tale individuazione è, infatti, indispensabile per la verifica della esistenza della maggioranza prescritta dall’art. 1136, commi 2, 3 e 4 c.c., ai fini della validità dell’approvazione delle deliberazioni con riferimento all’elemento reale (quota proporzionale dell’edificio espressa in millesimi). Inoltre, essendo il potere di impugnazione riservato ai condomini dissenzienti (oltre che agli assenti), è necessario indicare fin dal momento della espressione del voto i partecipanti al condominio legittimati ad impugnare la deliberazione.

Né mancano altre ragioni per le quali si rende necessaria la identificazione dei condomini consenzienti e di quelli dissenzienti, soprattutto ove si consideri l’interesse dei partecipanti a valutare l’esistenza di un eventuale conflitto di interessi. Dalla non conformità a legge della omissione della indicazione nominativa dei singoli condomini favorevoli e di quelli contrari e delle loro quote di partecipazione al condominio e della riproduzione di tali elementi nel relativo verbale discende la esclusione della presunzione di validità della delibera assembleare priva di quegli elementi, indispensabili ai fini della verifica della legittima approvazione della delibera stessa, e la cui non veridicità costituisce oggetto dell’onere probatorio del condomino legittimato ad impugnarla.

Cassazione civile sez. II, 29/01/1999, n.810

È annullabile entro trenta giorni, su impugnazione dei condomini dissenzienti, la delibera il cui verbale dà atto del risultato della votazione in base al numero dei votanti senza indicare analiticamente i nomi dei partecipanti e il valore della loro proprietà in millesimi, specificazione necessaria onde verificare la validità della costituzione dell’assemblea ai sensi dell’art. 1136 c.c., nonché il nome e il valore della quota proporzionale dei condomini assenzienti e dissenzienti, necessaria onde verificare la validità della delibera adottata sia in relazione ai quorum, se le quote sono disuguali, sia in relazione ad un eventuale conflitto di interessi tra condomino e condominio.

Cassazione civile sez. II, 19/10/1998, n.10329



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