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Pulizia fine locazione: a chi spetta?

18 Febbraio 2021
Pulizia fine locazione: a chi spetta?

Inquilino lascia l’appartamento sporco: che fare?

Capita spesso che, alla scadenza del contratto d’affitto, con la riconsegna delle chiavi, il proprietario scopra solo allora che la casa è talmente sporca da necessitare dell’intervento di una ditta specializzata in pulizie e igienizzazione. Chi si deve fare carico di tali costi? A chi spetta pagare la pulizia a fine locazione? Cerchiamo di stabilirlo qui di seguito. 

Obblighi alla riconsegna dell’immobile 

La legge pone in capo al conduttore – ossia l’inquilino – l’obbligo di provvedere alle opere di piccola manutenzione ordinaria durante tutto il rapporto di locazione, occupandosi quindi delle piccole spese che servono per mantenere l’immobile in buono stato. In più, questi è tenuto, alla scadenza del contratto, a restituire l’appartamento nelle stesse condizioni in cui gli è stato consegnato all’origine, salvo ovviamente il naturale deterioramento o il consumo legato all’uso quotidiano. Diversamente, egli deve risarcire al proprietario tutti i danni arrecati al bene. 

Questo significa che l’inquilino non dovrà rifare il pavimento eventualmente logoro o la pittura scuritasi col tempo o rovinata dai fori dei quadri, ma dovrà provvedere a riparare il tubo del lavandino che perde o la moquette sporca.

Appartamento sporco: chi paga la pulizia?

Da ciò deriva il dovere per il conduttore di pulire l’appartamento prima di restituire le chiavi al locatore e di garantire le normali condizioni igieniche. Il che non significa che debba chiamare una ditta specializzata in pulizie per interni: ciò che gli si chiede è solo la normale cura di chi abita l’appartamento, quella cioè derivante dalle quotidiane faccende domestiche.

In più, come chiarito più volte dalla Cassazione, la restituzione dell’immobile non si esaurisce nella semplice messa a disposizione delle chiavi, ma richiede l’eliminazione di ogni ostacolo all’utilizzo del bene da parte del locatore. Ciò significa che, se nell’immobile sono presenti arredi oppure oggetti personali dell’inquilino, questi deve rimuoverli nell’immediato. In caso contrario, il locatore non potrà tuttavia buttarli, venderli o lasciarli per strada; egli deve semmai lasciarli in custodia in un magazzino addebitando le spese al conduttore.

Tornando quindi alle spese di pulizia, se queste sono state sostenute dal locatore per via dell’incuria dell’affittuario, le stesse possono essere messe a carico di quest’ultimo. Si tratterà però del costo di una colf e non certo di una squadra di intervento specializzata che sterilizzi l’immobile, spesa quest’ultima da considerare di «straordinaria amministrazione» e pertanto ricadente sul locatore, non sul conduttore.

Che fare se l’inquilino non provvede alla pulizia? 

Abbiamo anticipato che il locatore potrebbe agire contro l’inquilino che abbia lasciato l’appartamento sporco per chiedere il risarcimento del danno. Tuttavia, si tratta di importi così irrisori (specie se si tratta di un immobile destinato a civile abitazione) da non giustificare l’avvio di un’azione legale. Pertanto, tutto ciò che è ragionevole fare è trattenere l’eventuale cauzione che è stata versata all’atto della stipula del contratto di locazione. Con un’importante precisazione: se le parti non concordano tra loro l’ammontare delle spese gravanti sull’inquilino per il ripristino dei danni da questi arrecati all’immobile, il locatore deve per forza avviare contro di questi un giudizio. Solo il giudice infatti può quantificare le spese necessarie alle riparazioni e alla pulizia, non potendolo fare unilateralmente il padrone di casa.

  



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