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Cos’è la procura irrevocabile a vendere?

19 Giugno 2021
Cos’è la procura irrevocabile a vendere?

Il contratto attraverso il quale il rappresentato conferisce al rappresentante il potere di concludere una vendita al fine di soddisfare l’interesse di entrambi o anche di un terzo. 

Se hai deciso di vendere un immobile e vuoi conferire il relativo incarico ad un persona di tua fiducia, devi stipulare con questa un apposito contratto. Tuttavia, se temi che questo contratto, per qualche ragione, non venga eseguito, in accordo con la persona scelta, puoi stabilire che non venga prevista alcuna revoca. Un contratto adatto alla situazione appena descritta potrebbe essere la procura irrevocabile a vendere.

Ma cos’è la procura irrevocabile a vendere? In che cosa si differenzia da una normale procura? Cosa determina l’irrevocabilità della procura? In questo articolo, cercheremo di darti tutte le risposte a queste domande. Inoltre, potrai comprendere se l’irrevocabilità è definitiva oppure se sono previste delle eccezioni.

Cos’è la procura irrevocabile a vendere?

La procura irrevocabile a vendere è un contratto attraverso il quale un soggetto (indicato come rappresentante) si sostituisce ad un altro (detto dominus o rappresentato) nella vendita di un bene, con la produzione di conseguenze giuridiche per il rappresentato e il rappresentante (o anche di un terzo).

La procura irrevocabile a vendere può essere utilizzata per la vendita di un bene mobile (una moto, un’autovettura) o un bene immobile (una casa o un appezzamento di terreno).

Questo contratto può essere utile nel caso in cui l’interessato risieda all’estero e voglia vendere un terreno che si trova in Italia. In tal caso, il proprietario del terreno potrà individuare un soggetto a cui rilasciare la procura alla vendita e a compiere tutti gli atti ad essa collegati. Infatti, il soggetto a cui è rilasciata la procura a vendere agisce in nome e per conto del proprietario compiendo una serie di attività al posto suo come incontrare gli acquirenti, presenziare dinanzi al notaio, incassare la somma derivante dalla vendita, etc.

In che cosa si differenzia da una normale procura?

Le caratteristiche della procura irrevocabile a vendere sono quasi del tutto identiche a quelle della normale procura, ma si differenzia da quest’ultima perché non può essere revocata. Infatti, la regola generale è quella per cui la procura si presta ad essere revocata.

Se è vero che il rilascio della procura presuppone la volontà del rappresentato, la stessa volontà potrebbe variare nel corso del tempo: il rappresentato, infatti, potrebbe manifestare una diversa intenzione modificando, avocando a sé o revocando la procura, ma pur sempre nel pieno rispetto delle indicazioni fornite dalla legge [1].

Dal punto di vista pratico, per revocare la procura occorre informare il procuratore, oralmente o con atto scritto in base alla diversa forma con cui è stata rilasciata la procura stessa. Supponiamo che la procura sia stata rilasciata dinanzi al notaio: sarà necessario recarsi presso il suo studio e ritirare la procura presente agli atti; il ritiro dovrà avvenire con scrittura privata autenticata dal notaio stesso.

Cosa determina l’irrevocabilità della procura?

In verità, non è sempre possibile revocare la procura.

La procura è certamente irrevocabile quando:

  • è conferita anche nell’interesse del rappresentante o di terzi (ad esempio, nella procura irrevocabile a vendere una casa viene in rilievo sia l’interesse del proprietario a vendere che l’interesse del rappresentante ad incassare la somma prevista come compenso per la conclusione della vendita);
  • si tratta di procura soggettivamente collettiva, cioè fatta da tutti i mandanti (utile nel caso in cui la vendita riguarda una casa con più proprietari).

L’irrevocabilità della procura è determinata dall’accordo concluso tra le parti, in modo che la rinuncia alla revoca possa avere un effetto stabile e duraturo.

Sebbene il Codice non preveda espressamente i casi in cui la procura debba essere considerata irrevocabile, possono essere applicate per analogia le disposizioni dettate in tema di mandato (contratto simile alla procura). Trova quindi applicazione la seguente disposizione: «Il mandante può revocare il mandato ma, se era stata pattuita l’irrevocabilità, risponde dei danni, salvo che ricorra una giusta causa» [2].

Per cui, se hai conferito procura a vendere ad un soggetto (che agisce come rappresentante o mandatario), fissandone di comune accordo l’irrevocabilità, potrai decidere quando e come revocare la procura stessa. Il rappresentante, però, non rimarrà privo di tutela: la legge, infatti, riconosce in capo a quest’ultimo il diritto al risarcimento del danno, a meno che non ricorra una giusta causa che ti costringe a revocare la procura (in tal caso, non sarai tenuto al risarcimento del danno).

Ad esempio, ciò si potrebbe verificare quando il rappresentante adotti un comportamento doloso o colposo nei tuoi riguardi e tenti di ostacolare la vendita della casa inventando la presenza di difetti strutturali dell’immobile.

Se la procura è stata conferita nell’interesse comune di più soggetti, per la validità della revoca è necessario il consenso di coloro che hanno provveduto al conferimento della stessa. La revoca deve essere portata a conoscenza sia del procuratore che dei terzi interessati con mezzi idonei (tipo una raccomandata con ricevuta di ritorno), altrimenti non è opponibile ad essi.

D’altronde, secondo la giurisprudenza, non prevedere la possibilità di revocare la procura irrevocabile, comporterebbe limitazioni eccessive del diritto di proprietà, come ad esempio, il potere del venditore di disporre giuridicamente del bene senza limiti di tempo [3].


note

[1] Art.1396 cod. civ.

[2] Art.1723 cod. civ.

[3] Cass. civ., sez, II n.30246 del 20.11.2019.


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