| Editoriale

Differenza tra difesa d’ufficio e gratuito patrocinio

11 febbraio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 febbraio 2014



La difesa d’ufficio è riservata a chi, a prescindere dal reddito, non abbia nominato un proprio difensore di fiducia; il patrocinio a spese dello Sato è riservato, invece, a chi non ha reddito sufficiente per potersi permettere un difensore.

 

Spesso si cade nell’errore di confondere la difesa d’ufficio con il gratuito patrocinio. In realtà si tratta di due istituti completamente differenti ed è il caso che il cittadino conosca le differenze per sapere come comportarsi quando ha necessità di essere difeso da un avvocato nell’ambito di un giudizio civile, penale o amministrativo.

Difesa d’ufficio

La difesa d’ufficio è garantita a chi, indipendentemente dal reddito, sia stato citato in giudizio in un processo penale [1] ma non abbia ancora provveduto a nominare un proprio legale di fiducia per farsi difendere.

La difesa d’ufficio attua il principio costituzionale dell’inviolabilità del diritto di difesa [2] per cui chiunque ha diritto di essere assistito da un legale pur non avendolo nominato personalmente.

Chi, imputato in un processo penale, non ha ancora provveduto ad incaricare un avvocato di fiducia per la difesa, si vede assegnato un difensore d’ufficio, nominato dal giudice o dal pubblico ministero e scelto in un elenco di avvocati predisposto dal consiglio dell’ordine forense.

L’avvocato nominato d’ufficio non può rifiutare l’incarico a meno che non sussistano giustificati motivi (per esempio conflitto di interessi nella causa).

L’imputato, invece, può in qualsiasi momento nominare un proprio difensore di fiducia che prenderà il posto di quello d’ufficio.

La principale differenza con il gratuito patrocinio risiede nel fatto che il difensore d’ufficio viene assegnato indipendentemente dal reddito dell’imputato e deve essere pagato da quest’ultimo.

Patrocinio a spese dello Stato

Il gratuito patrocinio, più correttamente definito patrocinio a spese dello Stato, opera, invece, solo nei casi in cui un soggetto non abbiente sia interessato a promuovere o a costituirsi in un processo civile, penale o amministrativo. Requisito indispensabile per poter beneficiare del gratuito patrocinio è che il soggetto disponga di un reddito non superiore a 10.766,33 euro.

L’interessato deve presentare apposita domanda di ammissione al gratuito patrocinio al consiglio dell’ordine degli avvocati competente e allegare la documentazione fiscale attestante il proprio reddito.

Le dichiarazioni false o omissive, nonché la mancata comunicazione di eventuali aumenti di reddito, sono punite con la pena della reclusione in carcere e con la multa da 309,87 a 1.549,37 euro, oltre al pagamento di tutte le somme corrisposte dallo Stato.

Una volta accolta la domanda, il soggetto potrà avere la difesa d’ufficio o nominare un avvocato di fiducia. Tuttavia, non tutti gli avvocati possono difendere un soggetto ammesso al gratuito patrocinio, ma solo quelli iscritti in un apposito elenco [3].

Nel caso del gratuito patrocinio tutte le spese legali sono a carico dello Stato: l’avvocato non potrà quindi chiedere al cliente un’ulteriore compenso per l’incarico svolto.

Servizio di informazione e consulenza per l’ammissione al gratuito patrocinio e alla difesa d’ufficio

Per avere informazioni sull’accesso al gratuito patrocinio o alla difesa d’ufficio è possibile rivolgersi al consiglio dell’ordine degli avvocati della propria città [4].

Il consiglio dell’ordine comunica, su richiesta dei cittadini interessati:

– i costi dei procedimenti giudiziali, con riguardo alle spese e alle eventuali imposte;

– i requisiti e le modalità per l`ammissione al patrocinio a spese dello Stato;

– i requisiti e le modalità per la nomina del difensore d`ufficio.

note

[1] La difesa d’ufficio è prevista per i giudizi penali e per i soli giudizi civili dinanzi al Tribunale per i minorenni.

[2] Art. 24 cost.

[3] L’elenco contiene i nominativi degli avvocati che hanno presentato domanda di iscrizione e possiedono i seguenti requisiti: attitudine ed esperienza professionale; assenza di sanzioni disciplinari; iscrizione all`Albo degli Avvocati da almeno due anni.

[4] Servizio di informazione previsto dall’art. 20 della L. 134/2000.

Autore immagine: 123rf.com

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