Cronaca | News

Verso il divieto di fumare all’aperto in città

18 Febbraio 2021
Verso il divieto di fumare all’aperto in città

La pandemia sta spingendo molti Governi, compreso quello italiano, ad accelerare la transizione ecologica. 

Rispettare l’ambiente non è più un’opzione ma un imperativo. La «rivoluzione verde» è una delle principali direttrici del nuovo Esecutivo, presieduto da Mario Draghi. Un tema trasversale che incontra l’occupazione (per la necessità di assumere nuove professionalità), il turismo (sempre più sostenibile), l’economia (se c’è qualcuno che va premiato è chi investe in ecologia e minimizzazione dell’inquinamento), ma anche la salute, specie in tempo di pandemia.

In questi mesi, si è visto, ad esempio, come l’impatto del fumo non sia trascurabile in chi, col vizio delle sigarette, si ammala di Coronavirus. I fumatori sono più esposti a sviluppare l’infezione in forme gravi. Proprio ultimamente, dunque in piena emergenza sanitaria, una città duramente colpita dal Covid come Milano ha deciso di darci un taglio, introducendo nuovi divieti al riguardo.

Il nuovo Regolamento della qualità dell’aria, approvato dal Comune di Milano il 19 gennaio, istituisce una serie di aree all’aperto della città off-limits ai fumatori: stadi, parchi, fermate degli autobus. In tutti questi posti, non sarà più possibile fumare e, in generale, non lo si potrà fare se non a una distanza minima di dieci metri da altre persone.

Provvedimento draconiano? Nient’affatto. Milano è solo l’ultima città che ha deciso di muoversi in questa direzione, ma sono già molte quelle che stanno cercando di restringere gli spazi anche all’aperto per i fumatori perseguendo un duplice obiettivo: da un lato, il miglioramento della qualità dell’aria; dall’altro, gli effetti sulla salute umana (otto milioni di morti all’anno, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità).

Non è escluso che un Governo sensibile alle tematiche ambientali, al punto da lavorare alla creazione di un ministero per la Transizione ecologica, decida di intervenire su questo terreno. Così come non è escluso che altre città italiane guardino a Milano ispirate.

La pandemia, del resto, è un grande acceleratore proprio in questo senso. Lo si è già visto in altri Stati del mondo, dove provvedimenti del genere sono stati già presi proprio durante l’emergenza sanitaria. A New York e Città del Messico, per esempio, è proibito fumare in parchi, parco giochi e spiagge.

In Spagna, da quando il Paese è stato massicciamente colpito dalle infezioni, alcune regioni hanno introdotto il divieto di fumare per le strade e nei luoghi pubblici. Sempre nel 2020, la Turchia ha messo al bando il fumo in tutti gli spazi esterni affollati. A Malta, dal 22 maggio dell’anno scorso, niente più sigarette in tutti i luoghi pubblici all’aperto.

Ma il cambiamento era in atto già prima della pandemia. Era il 2004 quando un gruppo di 160 Stati prese l’impegno di firmare la Convezione Oms sul controllo del tabacco. Obiettivo: ridurre il fumo del 30% entro il 2025. Per raggiungerlo, era necessario un sistema graduale di restrizioni fino a rendere le grandi città smoke free.

Nuova Zelanda e Svezia ci hanno creduto molto, aspirando al traguardo del tabacco zero. In Svezia, si è vicinissimi: nel 2016, solo l’11% dei cittadini si diceva fumatore. La legge che vieta le sigarette nei parchi, alle banchine dei treni e nei ristoranti all’aperto è del 2019. Chissà che sempre più città italiane, ora che il momento sembra particolarmente adatto, non decidano di seguire l’esempio.



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3 Commenti

  1. Libero (ed. Nazionale, ed. Milano) del 23/11/20 pag. 20
    SUCCEDE A MILANO
    Il divieto di fumo e la cacciata di Sala
    Dall’inizio dell’anno prossimo le sigarette saranno vietate alle fermate dei mezzi pubblici ai parch. . Più in generale sarà proibito fumare nel raggio di 10 metri da altre persone. Questa la decisione del Sindaco Sala del Pd, decisione pensata prima del covid. Anni fa il sindaco Ignazio Marino di Roma fu cacciato per il solo divieto di fumo nei parchi. Ci si attende una fine non migliore per il sindaco Sala. Silvio Pammelati Roma

  2. sono davvero molte le menti sapienti, in Italia, davvero TROPPE!!! E molti psichiatri che li attendono nei loro studi medici…

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