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Pensione con 35 anni di contributi

20 Giugno 2021 | Autore:
Pensione con 35 anni di contributi

Opzione donna, lavori usuranti e notturni, Ape sociale, prepensionamento: quali trattamenti si possono ottenere con 35 anni di versamenti?

La vecchia pensione di anzianità con le quote, che poteva essere ottenuta con soli 35 anni di versamenti, ad oggi è stata sostituita dalla pensione anticipata Fornero [1]. Quest’ultimo trattamento si ottiene con un minimo di 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne, oltre all’attesa di una finestra pari a tre mesi per la decorrenza della pensione.

Ma la pensione con 35 anni di contributi si può ancora raggiungere? Fortunatamente, ad oggi, sopravvivono alcune forme di pensionamento agevolate, che consentono di uscire dal lavoro con 35 anni di versamenti. Si tratta, in particolare, dell’opzione donna e della pensione di anzianità per addetti ai lavori usuranti ed ai turni notturni.

Trentacinque anni di contributi sono poi sufficienti per le donne che usufruiscono dell’isopensione (una particolare indennità di accompagnamento alla pensione), alle quali devono mancare non più di 7 anni per raggiungere il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia, oppure in alternativa per perfezionare il requisito contributivo per la pensione anticipata. Così, con 35 anni di contributi, è possibile attendere meno di 7 anni per raggiungere il pensionamento anticipato con 41 anni e 10 mesi di versamenti, grazie alla contribuzione versata dal datore di lavoro nel periodo di spettanza dell’isopensione. Per gli uomini, il cui requisito contributivo per la pensione anticipata ordinaria è invece pari a 42 anni e 10 mesi di contribuzione, ai fini dell’accesso all’isopensione sono necessari almeno 36 anni di contributi.

Diversi trattamenti si ottengono poi con meno di 35 anni di contributi, come la pensione di vecchiaia ordinaria ed anticipata, la pensione anticipata contributiva e l’Ape sociale. Ma procediamo con ordine

Opzione donna

L’opzione donna [2] è una particolare tipologia di pensione anticipata, riservata alle sole lavoratrici.

Possono accedere alla pensione con opzione donna, grazie alle recenti modifiche normative apportate dalla legge di Bilancio 2021, le lavoratrici che:

  • hanno compiuto 58 anni e maturato 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2020, se dipendenti;
  • hanno compiuto 59 anni e maturato 35 anni di contribuzione entro il 31 dicembre 2020, se autonome.

Con riferimento al requisito anagrafico richiesto, sia per le lavoratrici dipendenti che per le autonome, non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita [3].

Per quanto riguarda la decorrenza della pensione con opzione donna, trovano applicazione le cosiddette finestre mobili. Le finestre, nel dettaglio, consistono in un periodo di attesa, a partire dalla maturazione dell’ultimo requisito richiesto per il trattamento, sino alla data di liquidazione della pensione.

Per le lavoratrici dipendenti, le finestre di attesa sono pari a 12 mesi, mentre per le autonome risultano pari a 18 mesi.

In cambio del consistente anticipo, il trattamento è ricalcolato col sistema integralmente contributivo, normalmente penalizzante.

Pensione per addetti ai lavori usuranti e notturni

Gli addetti ai lavori usuranti ed ai turni notturni [4] hanno diritto ad importanti agevolazioni pensionistiche: possono difatti conseguire la pensione di anzianità con soli 35 anni di contributi ed un minimo di 61 anni e 7 mesi di età.

I requisiti sono più elevati per gli addetti ai turni notturni che risultano aver svolto meno di 78 notti l’anno, e per coloro che possiedono contribuzione da lavoro autonomo: nel dettaglio, il requisito di età e la quota sono aumentati di un anno se il lavoro notturno è stato svolto annualmente per un numero di giorni lavorativi da 72 a 77, e di due anni se le giornate annue in cui si è svolto il lavoro notturno sono state da 64 a 71.

Rispetto ai requisiti richiesti, chi possiede anche contribuzione da lavoro autonomo subisce un ulteriore incremento di un anno.

Per godere dei benefici è richiesto che le attività usuranti o notturne siano state svolte per almeno 7 anni, nell’ultimo decennio di attività lavorativa, oppure per almeno la metà della vita lavorativa complessiva.

Per approfondire, leggi: Pensionamento agevolato per gli addetti ai lavori usuranti e notturni.

Ape sociale

L’Ape sociale, o anticipo pensionistico a carico dello Stato, è un’indennità che accompagna il lavoratore a partire dai 63 anni di età, fino al compimento dell’età pensionabile (cioè dell’età per la pensione di vecchiaia ordinaria, attualmente pari a 67 anni).

Il trattamento può essere richiesto soltanto da disoccupati di lungo corso, invalidi dal 74%, caregiver ed addetti ai lavori gravosi.

Per ottenerlo, ad invalidi, disoccupati e caregiver bastano 30 anni di contributi. Sono invece richiesti 36 anni di contributi per gli addetti ai lavori gravosi: per le donne, però, il requisito contributivo può essere alleggerito di un anno per ogni figlio, sino a un massimo di due. In sostanza, le addette ai lavori gravosi con figli possono ottenere l’Ape sociale con 35 o 34 anni di contributi.

Pensioni di anzianità comparto Difesa, sicurezza e soccorso

La pensione di anzianità con soli 35 anni di contributi sopravvive anche per gli appartenenti al comparto Difesa, sicurezza e soccorso, che la ottengono con un minimo di 58 anni di età e con l’applicazione di una finestra di 12 mesi.

Pensione di vecchiaia avvocati

L’avvocato che vuole beneficiare della pensione di vecchiaia senza subire il ricalcolo contributivo presso Cassa Forense deve possedere almeno 35 anni di contributi nella Cassa stessa. Dal 2021, è previsto un requisito di età minimo pari a 70 anni.

Per approfondire, leggi: Guida alla pensione degli avvocati.

Pensioni di vecchiaia Inps

Nella generalità dei casi, per ottenere la pensione di vecchiaia presso l’Inps sono sufficienti 20 anni di contributi; in particolari ipotesi, si può ottenere la pensione di vecchiaia addirittura con soli 15 o addirittura 5 anni di contributi.

Il requisito di età per la pensione di vecchiaia, tuttavia, è piuttosto severo: risulta difatti pari a 67 anni, relativamente alla pensione di vecchiaia ordinaria Fornero, o a 71 anni nell’ipotesi della pensione di vecchiaia contributiva, con 5 anni di versamenti.

A proposito di questo trattamento, che può essere raggiunto dai soli lavoratori privi di contribuzione al 1996 (salvo i casi di computo presso la gestione Separata, per i quali però sono necessari almeno 15 anni di versamenti), assoggettati al calcolo interamente contributivo dell’assegno, si osserva che i destinatari della prestazione possono in astratto beneficiare anche di una particolare pensione anticipata agevolata, detta pensione anticipata contributiva, con:

  • almeno 64 anni di età;
  • almeno 20 anni di contributi;
  • un assegno pensionistico che risulti di ammontare non inferiore a 2,8 l’assegno sociale.

Tornando alla pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico può essere anticipato a 56 anni per le donne ed a 61 anni per gli uomini, qualora si tratti di lavoratori dipendenti del settore privato con invalidità pensionabile almeno pari all’80%. Ulteriori anticipi dei requisiti di età sono previsti per i non vedenti.

Per ulteriori approfondimenti sulle pensioni che richiedono meno di 35 anni di contributi, ti rimandiamo alla lettura della guida alla pensione di vecchiaia.


note

[1] Art.24 Co. 10 DL 201/2011.

[2] Art.16 DL 4/2019.

[3] Art. 12 DL 78/2010.

[4] D.lgs. 67/2011.

[5] Art.24 Co. 6 DL 201/2011.

Autore immagine: pixabay.com


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