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Fioriere in cemento in condominio: chi risponde dei danni?

19 Febbraio 2021
Fioriere in cemento in condominio: chi risponde dei danni?

Ripartizione delle spese di manutenzione e responsabilità per il caso di caduta di materiale sulla strada.

Un nostro lettore è proprietario di un appartamento in condominio. In corrispondenza dei terrazzi privati, sono installate delle fioriere in cemento. Alcune di queste, però, col tempo si sono rovinate e necessiterebbero di manutenzione. Alla richiesta più volte indirizzata all’amministratore, affinché convochi un’assemblea, questi non ha mai risposto, spinto probabilmente dalle pressioni di altri condomini che non vorrebbero sostenere la spesa. Ci si chiede quali potrebbero essere le responsabilità dei condomini in caso di caduta di materiale sulla strada sottostante? Chi risponde dei danni per le fioriere in cemento in condominio? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Fioriere in cemento: a chi appartengono?

La struttura dei balconi condominiali è di proprietà dei singoli condomini. A questi quindi compete la decisione circa l’eventuale manutenzione e messa in sicurezza, con tutte le conseguenti responsabilità in caso di omissione.

Sono invece di proprietà del condominio tutti gli elementi architettonici e decorativi dei balconi in quanto rappresentano un valore aggiunto per l’edificio, contribuendo al miglioramento del suo aspetto estetico e, in definitiva, aumentandone il valore. 

Dunque, le fioriere in cemento sono di proprietà condominiale ossia di tutti i condomini. Da ciò derivano due importanti conseguenze:

  • la decisione circa la manutenzione compete all’assemblea e non al singolo condomino;
  • le relative spese si dividono tra tutti i condomini secondo millesimi, anche tra quelli i cui appartamenti non sono eventualmente dotati di balconi. Il valore estetico è infatti un bene comune.

Fiorire in cemento: chi risponde degli eventuali danni

Dalla proprietà delle fioriere in cemento deriva anche la responsabilità per eventuali danni arrecati a cose o persone dal difetto di manutenzione: responsabilità che ricade sull’intero condominio. Sarà quindi il condominio – ossia tutti i condomini, pro quota – a dover risarcire chi venga pregiudicato dalla caduta di materiali provenienti dalle fioriere in cemento (si pensi a un’auto parcheggiata sotto un balcone a un passante).

Sotto però un profilo penale, l’amministratore può avere una propria responsabilità personale per l’inerzia di cui si è macchiato: difatti, tra gli obblighi propri del suo mandato, vi è quello di conservare in buono stato di manutenzione l’edificio, provvedendo alle attività urgenti anche senza dover prima convocare l’assemblea (sempre che nella “cassa condominiale” vi siano le sufficienti risorse economiche per provvedere). Il Codice civile infatti attribuisce al capo condomino una piena autonomia tutte le volte in cui vi siano gravi rischi per il condominio o per i terzi. 

A tal fine, non è necessario informare l’amministratore delle condizioni disastrose delle fioriere: è suo compito tenere sotto attenta osservazione l’edificio in modo costante. 

Che fare se l’amministratore non risponde alla richiesta?

In caso di inerzia dell’amministratore, i condomini che rappresentano un sesto del valore dell’edificio (ossia dei millesimi) possono obbligarlo a indire l’assemblea ponendo come ordine del giorno la decisione circa i lavori di ristrutturazione e manutenzione delle fioriere. 

L’amministratore ha, in questo caso, il dovere di inviare ai condomini l’avviso di convocazione per la riunione di condominio ponendo, come ordine del giorno, l’avvio delle opere in questione. Se invece questi non dovesse provvedere, sarà questa una valida ragione per provvedere alla sua immediata revoca per giusta causa, anche senza dover attendere la scadenza del mandato.

L’assemblea allora potrà riunirsi anche da sola, con la partecipazione di tutti i condomini, nominando un nuovo amministratore che sostituisca il precedente e provveda all’avvio dei lavori, affidando l’incarico a una ditta specializzata. 



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