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Quanto può durare al massimo un apprendistato?

21 Giugno 2021
Quanto può durare al massimo un apprendistato?

Il contratto di apprendistato può essere utilizzato per favorire l’inserimento dei neolaureati o neodiplomati nel mondo del lavoro.

Sei un piccolo imprenditore. Vorresti assumere un apprendista per insegnargli la tua professione e, al contempo, per ottenere un risparmio sugli oneri economici che devono essere versati all’Inps. Ti chiedi qual è la durata massima di un contratto di apprendistato e quali sono i requisiti di legittimità previsti dalla legge.

Il contratto di apprendistato rappresenta la tipologia contrattuale maggiormente utilizzata per favorire l’ingresso dei giovani all’interno del mondo del lavoro e consentire loro di effettuare una prima esperienza diretta sul campo. La legge riconosce a questo contratto una funzione sociale molto importante e, per questo, prevede dei particolari vantaggi anche sotto il profilo del costo del lavoro, per i datori di lavoro che decidono di utilizzarlo.

Ma quanto può durare al massimo un apprendistato?

Come vedremo, la legge delega buona parte della disciplina del contratto di apprendistato alla contrattazione collettiva di settore alla quale occorre, dunque, fare riferimento per conoscere le regole da rispettare. Occorre, comunque, chiarire che al termine del periodo di formazione il contratto di apprendistato non cessa di produrre effetti ma, in assenza di disdetta, prosegue come un ordinario contratto a tempo indeterminato.

Contratto di apprendistato: che cos’è?

Il contratto di apprendistato è una speciale tipologia di rapporto di lavoro a causa mista. Alla causa classica sottesa ad ogni rapporto di lavoro, vale a dire lo scambio tra prestazione lavorativa e retribuzione, nel contratto di apprendistato, infatti, se ne aggiunge un’altra, vale a dire, la formazione dell’apprendista.

Nell’apprendistato, dunque, sul datore di lavoro non gravano solo gli obblighi che derivano dal contratto di lavoro ma si prevede anche il dovere di erogare all’apprendista una formazione specifica che gli consenta di acquisire la qualifica cui il contratto è finalizzato.

Contratto di apprendistato: quali sono le tipologie?

Nel nostro ordinamento, sono presenti tre tipologie di apprendistato:

  • apprendistato per la qualifica e il diploma:
  • apprendistato professionalizzante;
  • apprendistato di alta formazione e ricerca.

L’apprendistato per la qualifica e il diploma è lo strumento contrattuale che può essere utilizzato per l’assunzione di studenti che devono effettuare, nell’ambito del proprio percorso di studi, un periodo di formazione direttamente in azienda (basti pensare all’assunzione di un giovane cameriere che sta seguendo la scuola alberghiera).

L’apprendistato professionalizzante è la tipologia più utilizzata e consente di assumere giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni al fine di consentire loro l’acquisizione di una qualifica professionale.

L’apprendistato di alta formazione e ricerca riguarda soggetti che abbiano concluso un percorso di alta formazione (come, ad esempio, master o dottorato di ricerca).

Contratto di apprendistato: i requisiti di legittimità

Il contratto di apprendistato può essere legittimamente stipulato dalle parti solo se sussiste un’effettiva esigenza di formazione dell’apprendista. Proprio per questo, al contratto devono essere allegati:

  • il piano formativo individuale concordato dalle parti per l’acquisizione della qualifica finale;
  • la designazione del tutor aziendale, ovvero, il soggetto interno all’organizzazione del datore di lavoro che si occuperà di affiancare l’apprendista nel percorso formativo.

Il contratto di apprendistato costituisce, sin da subito, un contratto a tempo indeterminato nel quale, tuttavia, si prevede un primo periodo di formazione (che può durare, come vedremo, un massimo di cinque anni) al termine del quale le parti possono recedere liberamente dal rapporto senza dover addurre una giusta causa o un giustificato motivo. Se le parti non esercitano il diritto di recesso alla fine del periodo formativo, il contratto continua come un normale rapporto a tempo indeterminato.

Contratto di apprendistato: quanto può durare al massimo?

La durata massima del contratto di apprendistato dipende dalla tipologia di rapporto nonché dalle previsioni del contratto collettivo di settore al quale la legge delega un’importante fetta della disciplina dell’apprendistato.

In particolare:

  • il contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma non può durare più di tre anni;
  • il contratto di apprendistato professionalizzante può durare per il periodo di tempo massimo indicato dal Ccnl che, generalmente, è compreso tra 6 mesi e 3 anni. Per alcune professioni artigiane, tuttavia, la durata può essere estesa fino a 5 anni;
  • il contratto di apprendistato per l’alta formazione e la ricerca ha una durata massima diversa a seconda del titolo di studio.

Contratto di apprendistato: quali vantaggi per il datore di lavoro?

Come abbiamo detto, la legge riconosce al contratto di apprendistato un’importante funzione sociale per l’avviamento al lavoro dei giovani. Per questo, il datore di lavoro che assume un dipendente come apprendista può contare su due principali forme di supporto e di incentivo:

  1. innanzitutto, è prevista una forte riduzione dei contributi previdenziali dovuti rispetto al contratto di lavoro subordinato standard. Più nel dettaglio, i datori di lavoro usufruiscono di una contribuzione a loro carico pari al 10% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali per tutto il periodo dell’apprendistato e per i successivi dodici mesi;
  2. inoltre, il datore di lavoro può erogare all’apprendista una retribuzione inferiore rispetto a quella prevista per un lavoratore di pari livello assunto con contratto di lavoro subordinato standard. In particolare, in base alle previsioni del Ccnl, è possibile sottoinquadrare l’apprendista fino a due livelli sotto la categoria spettante oppure modulare lo stipendio dell’apprendista in percentuale rispetto a quello spettante, in relazione all’anzianità maturata.


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