Quando finirà la scuola quest’anno

19 Febbraio 2021 | Autore:
Quando finirà la scuola quest’anno

Il nuovo ministro dell’Istruzione proporrà alle Regioni di prolungare le lezioni fino alla fine di giugno e di anticipare il rientro a settembre.

Chiudere l’attuale anno scolastico più tardi ed iniziare prima il prossimo. È l’idea di massima che il nuovo ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, vuole trasmettere alle Regioni. In pratica, si tratta di finire la scuola in tutti i cicli al 30 giugno e di tornare in aula a settembre una settimana prima del previsto.

In questo modo, Bianchi vorrebbe creare le condizioni per recuperare le lacune lasciate da un periodo di emergenza Covid che ha sconvolto sia il metodo di studio sia le ore di frequenza, tra periodi in presenza a singhiozzo ed intere settimane di didattica a distanza. Un lavoro che non intende fare da solo: in questi primi giorni, da quando ha preso il posto di Lucia Azzolina a capo del ministero, ha già preso contatti a più riprese con i vertici delle Regioni per capire difficoltà ed esigenze di ogni singolo territorio ed intraprendere una strada unica sulla gestione dell’emergenza nelle scuole, comprese le date di fine e di inizio delle attività.

Ad oggi, a seconda delle Regioni (che decidono in merito), la fine dell’anno scolastico è prevista tra il 5 e il 16 giugno 2021. Quello che il ministro propone è di chiedere un ulteriore sforzo sia al personale scolastico sia agli alunni di ogni ordine e grado per spostare l’ultima campanella al 30 giugno. L’idea non dispiace ai dirigenti, ma trova il parere contrario di docenti e studenti, reduci da un anno piuttosto complicato. Bianchi ne parlerà tra oggi e lunedì con sindacati e gruppi di precari: vuole rispettare l’autonomia delle scuole ma è convinto che ci sia bisogno di fare dei recuperi.

Quello che non dovrebbe subire degli spostamenti temporali sarebbe l’esame di Maturità. Il ministro firmerà la sua prima ordinanza che riguarda la prova di Stato confermando la data del 16 giugno per l’avvio degli orali. Come ormai noto, infatti, per il secondo anno consecutivo si farà a meno delle prove scritte per privilegiare un esame orale più lungo con una tesina scelta dal coordinatore ed elaborata prima. Verranno valutati, inoltre, il curriculum del candidato e l’alternanza scuola lavoro.

Per quanto riguarda i test Invalsi, in programma per le quinte classi dal 1° marzo, avranno l’unico scopo di verificare lo stato di preparazione degli studenti, ma non avranno alcun peso per l’esame di Stato.

A proposito di valutazioni, va ricordato anche che quest’anno è possibile essere bocciati e che per sostenere l’esame di Maturità occorrerà superare lo scrutinio. Una linea di severità «relativa», perché verrà chiesto ai docenti di tenere conto delle difficoltà affrontate durante l’anno scolastico dai singoli studenti. Insomma, di come l’emergenza ha potuto influire in modo anche pratico nel loro rendimento. Si arriverà così ad una sorta di «giudizio personalizzato» in base alla preparazione, certo, ma anche alle proprie circostanze. Non saranno, comunque, degli alibi per non essere bocciati se non esisteranno i presupposti per avere il biglietto per la Maturità. Inoltre, il giudizio dei docenti sarà insindacabile.



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4 Commenti

  1. In questo anno di pandemia, gli esami di Maturità saranno come lo scorso anno una pacchia per gli studenti dal punto di vista pratico e di studio. A livello psicologico, invece, la situazione non è rosea perché è chiaro che ne stanno risentendo molto. Alcuni ragazzi si sono chiusi in loro stessi, si stanno deprimendo, stanno aumentando i casi di autolesionismo e di suicidio e stanno perdendo uno degli anni più belli del loro percorso scolastico: il quinto anno fatto di condivisioni, di viaggio di fine anno, di ansie condivise e di crescita insieme ai loro coetanei.

    1. Facciamo delle future visite psichiatriche ai nostri figli , e consideriamoli pazienti psichiatrici, per la legge, e quindi prendiamo anche pensioni ed accompagnamenti, facciamo si che l’Italia vorra’ sempre di piu’ far finta di non vedere cio’ che succede in giro, quindi dopo che ogni figlio che va a scuola e non sara’ considerato idoneo, difendiamoci scroccando al meglio la situazione; un padre di Famiglia che Lavora 365 giorni all’anno. Grazie

  2. Potrebbero anche allungare i tempi di frequentazione della scuola visto che quest’anno tra aperture, chiusure e aperture a metà non si è capito nulla ed i ragazzi sono sballottati tra didattica a distanza e presenze incerte. L’ideale sarebbe organizzare gli orari in modo che tutti possano seguire le lezioni e cercare di fare qualche sacrificio in più in modo da ritornare in classe in sicurezza

  3. Ci sono madri ansiose e forse eccessivamente preoccupate che oltre agli studenti e agli insegnanti sono proprio contrarie all’allungamento del calendario scolastico e al rientro in aula. Questo sarà anche legato al fatto che soprattutto nelle scuole primarie sono capiti casi di maestre contagiate e intere classi in quarantena!

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