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Nomina avvocato in condominio chi decide

20 Giugno 2021 | Autore:
Nomina avvocato in condominio chi decide

Sulla facoltà dell’amministratore di nominare l’avvocato del condominio.

All’interno di un condominio, le liti sono molto frequenti. Non mi riferisco soltanto ai battibecchi tra i vicini per questioni legate al volume della televisione oppure all’intenso odore di cucinato. In molti casi, infatti, il dissidio si trasforma in qualcosa di più serio e finisce dinanzi ad un magistrato. A questo proposito, non è insolita l’impugnazione di una delibera assembleare, magari perché un singolo proprietario si ritiene ingiustamente caricato di spese condominiali non dovute. Insomma, se ciò dovesse accadere, per il condominio sarebbe inevitabile difendersi e nominare un legale di fiducia. A quel punto, la domanda a cui rispondere sarebbe la seguente: «In caso di nomina dell’avvocato in condominio chi decide?».

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente, abiti in un edificio in cui è da poco arrivata una citazione a giudizio. In particolare, lo hai saputo perché, in occasione della prossima riunione, l’amministratore ha posto all’ordine del giorno la nomina del procuratore oppure la ratifica del mandato già conferito. Ti stai chiedendo, quindi, in tale circostanza, quali sono i poteri dell’amministratore e quali sono le facoltà concesse all’assemblea circa la scelta del proprio avvocato. Per chiarire gli aspetti principali dell’argomento in esame non ti resta che proseguire nella lettura.

Amministratore nomina l’avvocato: la legge

Per stabilire se l’amministratore possa avere il potere di nominare l’avvocato che dovrà rappresentare e difendere il condominio è necessario consultare la legge. In particolare, devi sapere che essa elenca le funzioni che l’amministratore esprime nell’esercizio dei suoi poteri. Ad esempio, questi deve provvedere all’incasso delle quote condominiali, deve curare la gestione dei beni comuni oppure deve eseguire le deliberazioni espresse dall’assemblea.

La legge, inoltre, stabilisce che nei limiti di tali poteri, il rappresentante del fabbricato può agire in giudizio e che può essere citato per qualunque azione legale che dovesse riguardare i beni comuni [1]. Alla luce, quindi, di questi articoli del Codice civile, è opinione comune e pacifica nella giurisprudenza della Cassazione che l’amministratore, di regola, abbia il potere di nominare l’avvocato del condominio, senza dover attendere un’eventuale autorizzazione dell’assemblea.

Impugnazione assemblea: l’amministratore può nominare l’avvocato

Come detto in precedenza, è opinione incontrastata nella giurisprudenza che l’amministratore abbia il potere di nominare l’avvocato del condominio senza dover ricorrere necessariamente alla riunione e alla sua approvazione. In particolare, tale facoltà gli viene riconosciuta proprio in relazione ad eventuali impugnazioni del deliberato assembleare.

Nello specifico, si tratta dell’ipotesi più frequente. In tale occasione, la Cassazione [2] chiarisce che l’amministratore può dare mandato ad un legale di fiducia, senza avere alcun obbligo di attendere la decisione della maggioranza dei condomini e tanto meno la loro ratifica. Si tratta, infatti, di esprimere e realizzare una delle attribuzioni che gli vengono conferite dalla legge.

Impugnazione sentenza: l’amministratore può nominare l’avvocato?

Alla luce delle precedenti considerazioni, potresti concludere che l’amministratore ha pieni poteri nel gestire ogni contenzioso che riguarda il condominio, decidendo, quindi, a chi affidare il mandato legale. In realtà, in alcuni casi e, in particolar modo, allorquando si tratta di una vertenza che esorbita dalle funzioni attribuite all’amministratore, questi non può decidere autonomamente e deve, necessariamente, sottostare al vaglio dell’assemblea. È, ad esempio, il caso dell’impugnazione di una sentenza sfavorevole. Può accadere, infatti, che il condominio sia stato vittima di una decisione negativa poiché, al termine del procedimento, il tribunale ha accertato che aveva torto. In una circostanza come questa, la parte soccombente potrebbe decidere di fare appello. Anche il condominio, quindi, potrebbe proporlo, ma ciò non può avvenire su iniziativa dell’amministratore e senza alcuna autorizzazione assembleare. Pertanto, in questo, come in altri casi, è necessario che la nomina del legale avvenga dietro decisione o ratifica dell’assemblea.

Citazione al condominio: cosa succede?

Quando arriva una citazione al condominio, anche se si tratta di una materia che rientra nelle attribuzioni dell’amministratore, di regola viene convocata l’assemblea per riferire sul da farsi. In quella sede, i partecipanti potranno, ad esempio, appoggiare la scelta del legale oppure decidere di revocarlo. L’assemblea, inoltre, potrebbe provvedere al conferimento dell’incarico, ove mai non fosse stato ancora fatto.

Devi sapere, infine, che la riunione in questione offre ai proprietari la possibilità di esprimere il cosiddetto dissenso alle liti [3]. In pratica, si tratta di quel diritto, riconosciuto ad ogni condomino, di non voler aderire al contenzioso in corso, ad esempio perché si ritiene più opportuno procedere con un accordo con la controparte. Sappi che chi decide in tal senso, non dovrà pagare alcuna spesa processuale o legale nel caso in cui il condominio dovesse perdere la causa.


note

[1] Art. 1130 cod. civ.

[2] Cass. civ. sent. n. 8309/2015

[3] Art. 1132 cod. civ.


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