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Passo carrabile: tasse e pratiche

21 Giugno 2021 | Autore:
Passo carrabile: tasse e pratiche

Quanto costa l’autorizzazione ad avere libero il passaggio per uscire da una proprietà privata. I documenti da allegare alla domanda. Attenzione al cartello.

Vuoi avere la garanzia che quando esci con la tua auto dal portone di casa non ci sia una macchina parcheggiata su suolo pubblico che ti faccia da «tappo»? Devi pagare. Mettere sull’uscita un foglio A4 con su stampato «Vietato parcheggiare», «Divieto di sosta» o «No parking» per i turisti è una grandissima perdita di tempo perché è un gesto che non ha alcun valore legale: se uno vuole il passo carrabile, tasse e pratiche vanno assolte. Altrimenti non potrà pretendere alcunché e la telefonata al carro attrezzi sarà inutile, oltre che costosa.

Il passo carrabile, quello regolare richiesto dal cittadino che ha pagato le tasse al Comune e svolto le pratiche per ottenerlo, vieta la sosta e il parcheggio nell’area che si trova tra la strada e l’accesso ad un parcheggio privato. In altre parole, si deve consentire a chi ha chiesto e avuto il permesso di poter uscire dalla sua proprietà e di raggiungere la strada.

Ci sono, ad ogni modo, dei limiti per poter ottenere il passo carrabile. Vincoli che riguardano le dimensioni del portone o anche lo stesso richiedente, se si tratta del proprietario dell’immobile, di un inquilino, ecc. Vediamo questi requisiti ed anche tasse e pratiche per avere un passo carrabile.

Passo carrabile: cos’è?

Cominciamo a capire esattamente di che cosa stiamo parlando. Il passo carrabile, detto anche passo carraio, viene definito dal Codice della strada «l’accesso ad un’area laterale idonea allo stazionamento di uno o più veicoli». Si tratta, dunque, dello sbocco da un’area privata verso un’altra ad uso pubblico. Come accennato prima, si pensi al pezzo di marciapiede o di strada che serve ad un’auto per uscire dal proprio parcheggio privato ed immettersi nella via pubblica.

Il passo carrabile va segnalato, ma con un certo criterio: niente cartelli improvvisati ma un cartello apposito che certifica il permesso di occupare una parte del suolo pubblico e il divieto per i terzi di occuparlo. Il cartello, che riporta il segnale di divieto di sosta, dovrà indicare anche il Comune che ha rilasciato l’autorizzazione e il numero del permesso. Davanti a questo segnale, sarà consentita solo la sosta breve per il carico e lo scarico di merce, non certo per allontanarsi dall’auto a prendere un caffè o a fare una commissione veloce.

Passo carrabile: i requisiti

Per poter ottenere il permesso di avere un passo carrabile all’uscita del proprio parcheggio, bisogna innanzitutto essere residenti in Italia.

L’autorizzazione viene rilasciata soltanto al proprietario dell’immobile e non all’inquilino o al titolare di un altro diritto di godimento. Se si tratta di un condominio, la domanda va presentata dall’amministratore, il quale dovrà allegare in copia il consenso firmato da tutti i condòmini.

Inoltre, occorre che l’apertura del portone davanti al quale si vuole il passo carrabile sia compresa tra 2,5 e 4 metri. È possibile ottenere il permesso anche per una superficie più ampia, ma solo se la strada non consente agevolmente di fare manovra per entrare nell’edificio. Inoltre, lo spazio di apertura deve essere pavimentato e non deve trovarsi ad una distanza inferiore a 12 metri da una curva o da un incrocio.

Va garantita la visibilità da una distanza equivalente allo spazio di frenata alla velocità massima del punto in cui si trova. Significa, ad esempio, che in centro città il passo carrabile deve essere visibile dalla distanza che occorre per frenare a 50 km/h.

Altro requisito: va consentito l’accesso ad un’area laterale in cui un veicolo possa circolare o sostare brevemente. Se l’accesso alla proprietà registra un frequente viavai di pedoni, occorre creare una separazione tra l’ingresso delle persone e l’ingresso dei veicoli.

Infine, all’entrata ci devono essere almeno 3 metri in piano prima di un’eventuale rampa.

Passo carrabile: le pratiche

Per chiedere l’autorizzazione al passo carrabile occorre presentare la domanda all’ufficio edilizia del Comune interessato. Se la strada sulla quale si affaccia il parcheggio privato non è comunale, si dovrà presentare richiesta alla Provincia o all’Anas, a seconda del proprietario della strada stessa. Se, invece, pur essendo non comunale si trova in un centro abitato, la domanda va presentata lo stesso in Comune con il nulla osta del proprietario della strada.

Alla domanda va allegata la documentazione richiesta dai singoli Comuni. In ogni caso, vanno sempre riportati i dati anagrafici, il codice fiscale, residenza e domicilio e la via ed il numero civico in cui si vuole collocare il passo carrabile. Dopodiché, ci saranno da allegare:

  • tre copie della planimetria catastale;
  • le fotografie del luogo interessato dal passo carrabile;
  • l’eventuale copia del nulla osta rilasciato dal proprietario della strada, nel caso in cui non sia comunale ma si trovi in un centro abitato;
  • la ricevuta dell’avvenuto pagamento dei diritti di istruttoria della pratica;
  • la marca da bollo da 16 euro.

L’autorizzazione, insieme all’apposito cartello da collocare in modo ben visibile da ogni angolo della strada, viene solitamente rilasciata dopo 15 o 20 giorni dalla data di presentazione della domanda e dura 29 anni. Il permesso va conservato con tutta la documentazione per eventuali future controversie.

Passo carrabile: le tasse

Come anticipato, chi chiede l’autorizzazione per il passo carrabile deve versare i diritti di istruttoria della pratica (stabiliti dal Comune) ed una marca da bollo da 16 euro. Ma ci sarà da pagare anche la Tosap, cioè una tassa annuale sull’occupazione del suolo pubblico. La si paga per quell’area nella quale nessuno potrà parcheggiare per lasciare libero il passaggio a chi ha chiesto e ottenuto il passo carrabile. Anche in questo caso, l’importo della tassa viene stabilito da ogni singolo Comune. Di norma, va dai 30 ai 50 euro.

Il passo carrabile viene concesso gratuitamente in alcuni casi, come per gli accessi alla proprietà privata della pubblica amministrazione o delle forze dell’ordine. Ma anche dei portatori di handicap.

Passo carrabile: cosa si rischia per un cartello non a norma?

Abbiamo già detto che il cartello del passo carrabile non si improvvisa. E non solo perché risulterebbe privo di ogni validità legale ma anche perché si rischia qualche sanzione.

Quindi, il cartello deve riportare il nome e il simbolo del Comune che ha rilasciato il permesso, il numero dell’autorizzazione ed il segnale di divieto di sosta. Se manca qualcuno di questi elementi, il cartello non è valido e chiunque potrà parcheggiare tranquillamente davanti a quel portone o a quel cancello senza temere alcunché.

Se qualcuno si azzarda a collocare un passo carrabile senza l’autorizzazione o con un cartello non a norma, non solo dovrà pagare delle sanzioni ma dovrà ripristinare lo stato dei luoghi a proprie spese.

Se il cartello non ha i requisiti richiesti, si dovrà pagare una multa da 41 a 169 euro. Se, per di più, vengono aperti nuovi accessi o diramazioni o vengono trasformati senza alcuna autorizzazione, la sanzione va da 168 a 674 euro.

Passo carrabile: che succede se non si mette il cartello?

Un consiglio da dare è quello di fissare il cartello del passo carrabile al portone o al cancello non appena il Comune lo rilascia insieme all’autorizzazione. In questo modo, si eviterà non solo qualche antipatica dimenticanza ma anche di chiamare inutilmente (e a proprie spese) il carro attrezzi per spostare l’auto di chi ha parcheggiato davanti.

Il proprietario di un immobile può anche urlare al mondo di aver pagato il permesso per il passo carrabile, ma se non appende il cartello nell’apposita area, è come se non avesse mai presentato la domanda al Comune. Quindi, chiunque sarà autorizzato a parcheggiare davanti a quel cancello o a quel portone ed il proprietario dell’immobile non potrà dire alcunché.

Altro discorso è che ci si affidi al buon senso: non è difficile immaginare che da un portone o da un cancello chi abita in quel palazzo potrebbe avere bisogno di entrare o di uscire in qualsiasi momento, quindi sarebbe meglio lasciare la macchina altrove. Ma si sa che una cosa è il buon senso e un’altra la legge (spesso, da applicare quando di buon senso non ce n’è). Lo stesso vale, come detto poco fa, per chi appone un cartello non a norma. C’è chi mette solo il divieto di sosta senza il nome del Comune, il numero di autorizzazione e la dicitura «passo carrabile». C’è chi lo scrive a mano su un pezzo di legno e poi lo inchioda al portone. Fatica inutile.



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