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Codice degli appalti: si applica ai privati?

22 Giugno 2021
Codice degli appalti: si applica ai privati?

Le disposizioni del Codice degli appalti pubblici si applicano anche ai soggetti privati quando si è in presenza di un interesse pubblico alla realizzazione dell’opera o del servizio.

Se nel tuo Comune è stata bandita una gara di appalto a cui vorresti partecipare o sono stati pubblicati dei bandi per la concessione di finanziamenti pubblici che vorresti richiedere, ma sei un privato e non sai come fare, qui potrai trovare le risposte che cerchi. Qualsiasi gara richiede una profonda conoscenza dei termini utilizzati nel settore, ma per ogni tipologia di gara è necessario comprendere anche l’iter previsto per la sua partecipazione.

Quasi certamente, i primi interrogativi che ti sarai posto riguardano la normativa a cui fare riferimento. In particolare, il Codice degli appalti si applica ai privati? Ti anticipiamo che nonostante la fuorviante denominazione di “Codice degli appalti pubblici”, le norme in esso contenute si applicano anche ai soggetti privati, ma solo in presenza di determinate condizioni. Analizziamole insieme.

L’ambito di applicazione del Codice degli appalti

Il Codice degli appalti [1] è la legge più importante in materia di appalti pubblici. La sua funzione è quella di disciplinare i contratti di appalto e di concessione delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori aventi ad oggetto l’acquisizione di servizi, forniture, lavori e opere, nonché i concorsi pubblici di progettazione [2]. Tutti i termini appena citati sono dettagliatamente definiti nel Codice degli appalti pubblici. Conoscerle ti sarà certamente utile quando, ad esempio, ti troverai a leggere un bando di gara.

Cos’è il bando?

Il bando è un avviso che viene reso pubblico attraverso l’utilizzo di vari mezzi di comunicazione, principalmente attraverso i siti internet (si pensi, ad esempio, al bando con cui viene indetto un pubblico concorso, reso disponibile alla vista di tutti sul sito internet dell’amministrazione di riferimento).

Nel bando, vengono specificati tutti gli elementi della gara e i requisiti richiesti a chi vi partecipa. In un bando per l’affidamento di lavori, troveremo senz’altro l’indicazione del tipo di lavoro da svolgere, del corrispettivo spettante per l’esecuzione di quel determinato lavoro, la scadenza per partecipare alla gara, i requisiti di natura amministrativa ed economica che i soggetti partecipanti devono avere, la tipologia di gara prescelta, etc.

Cos’è la gara?

La gara è la procedura adottata dalle pubbliche amministrazioni per procedere all’assegnazione di lavori o all’acquisizione di servizi e forniture che garantisce ampia partecipazione a tutti coloro che sono interessati a prendervi parte.

La gara si conclude con l’aggiudicazione che è il provvedimento con cui l’amministrazione sceglie l’impresa, l’operatore o il soggetto che ha partecipato alla procedura e che rispetta i requisiti richiesti. Questi, viene indicato come contraente ed è proprio con il contraente che l’amministrazione procede alla stipula del contratto di appalto o di concessione.

Cos’è il contratto di appalto?

Il contratto di appalto o di concessione viene descritto come un contratto con cui la Pubblica Amministrazione procede all’acquisizione di servizi o di forniture o all’esecuzione di opere o lavori. Sono contratti a titolo oneroso (cioè che prevedono un costo o un prezzo) e sono stipulati per iscritto tra una o più amministrazioni interessate all’appalto che, nel codice degli appalti vengono indicate in vario modo: talvolta come stazioni appaltanti, altre volte come operatori economici, altre volte ancora come amministrazioni aggiudicatrici o indicati con l’espressione altri soggetti aggiudicatori.

Cosa sono i concorsi di progettazione?

I concorsi di progettazione, invece, sono procedure con cui si forniscono alle stazioni appaltanti, piani o progetti in settori peculiari, quali il settore della pianificazione territoriale, forestale, paesaggistica, naturalistica, del verde urbano, dell’urbanistica, dell’architettura, dell’ingegneria, del paesaggio forestale agronomico, del verde urbano o dell’elaborazione di dati.

Per comprendere meglio di cosa si tratta, prendiamo come esempio la pubblicazione sul sito di un Comune di un bando di gara per la realizzazione di lavori di costruzione e ripristino delle strade interpoderali. Insieme al bando, di solito, viene fornita tutta la documentazione utile e necessaria alla partecipazione alla gara. In genere, viene fornito un disciplinare di gara (insieme di norme che disciplinano lo svolgimento della gara) e un modello di domanda di partecipazione.

Quando si applica il Codice degli appalti ai privati?

Chiariti questi concetti fondamentali, non sarà difficile comprendere che secondo parere unanime di dottrina e giurisprudenza, il Codice degli appalti va applicato ai privati tutte le volte in cui questi agiscono per la realizzazione di opere o lavori di interesse pubblico.

L’interesse pubblico è l’interesse di tutti, del complesso della collettività, della pubblica amministrazione.

Può parlarsi di soddisfazione di un interesse pubblico quando si realizza una nuova strada che collega più rapidamente due punti della città, quando si ristruttura un edificio scolastico per adeguarlo alla normativa antisismica, quando si affida ad un’impresa la cura del verde pubblico, etc.

Ad affermare la rilevanza dell’interesse pubblico è innanzitutto la Corte di Cassazione che in una sua ordinanza recentissima sostiene che l’applicazione della normativa sugli appalti pubblici ai committenti privati che non rivestano la qualità di pubbliche amministrazioni è possibile soltanto ove sia presente un rilevante interesse pubblico alla realizzazione dell’opera o del servizio [3].

Per il medesimo motivo, secondo l’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici (in sigla Avcp) sono applicabili le norme del Codice degli Appalti ai soggetti privati che utilizzano finanziamenti pubblici o sono percettori di contributi pubblici, ossia di aiuti di natura economica provenienti dallo Stato, dalle Regioni o dalla Comunità Europea. Vi rientrano, ad esempio, i finanziamenti a fondo perduto per il rinnovo degli impianti o delle attrezzature al fine di garantire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, i finanziamenti agevolati per l’avvio delle imprese, etc.


note

[1] D.Lgs. n. 50 del 18.04.2016.

[2] Art. 1 co.1 D.Lgs. n. 50 del 18.04.2016.

[3] Cass., Ord. n.14973 del 14.07.2020.


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