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Apprendistato: cosa succede se manca il piano formativo?

23 Giugno 2021
Apprendistato: cosa succede se manca il piano formativo?

Il lavoratore che viene assunto con un contratto di apprendistato deve ricevere un’effettiva formazione da parte del datore di lavoro.

Sei un piccolo imprenditore. Hai assunto diversi lavoratori come apprendisti ma ti sei accorto che, nei contratti di assunzione, mancano la nomina del tutor aziendale e il piano formativo individuale. Vuoi sapere se queste carenze formali possono determinare la revoca delle agevolazioni contributive da parte dell’Inps.

Il contratto di apprendistato è una tipologia di rapporto lavorativo molto utilizzata per l’avviamento al lavoro dei giovani. Con questo contratto, infatti, l’apprendista, oltre a svolgere la prestazione lavorativa a favore del datore di lavoro, segue uno specifico percorso di formazione che gli consente di apprendere un mestiere. Possono, tuttavia, verificarsi delle carenze formali nel contratto in grado di incidere sulla legittimità dell’apprendistato. Cosa succede se manca il piano formativo?

In questi casi, il lavoratore può agire per la trasformazione del rapporto di apprendistato in un contratto di lavoro a tempo indeterminato e l’Inps può recuperare le somme che non sono state versate dal datore di lavoro a causa dell’agevolazione contributiva prevista per l’assunzione di apprendisti. Di recente, tuttavia, la Cassazione ha mostrato un approccio meno formalistico sul punto.

Apprendistato: cos’è?

Il contratto di apprendistato è una tipologia di rapporto di lavoro a causa mista, formazione e lavoro.

L’apprendista, infatti, viene assunto per svolgere attività lavorativa a favore del datore di lavoro e, in cambio, riceve, oltre alla retribuzione, una specifica formazione che gli consente di acquisire la qualifica professionale di destinazione.

Nel nostro ordinamento ci sono tre tipologie di contratto di apprendistato:

  1. apprendistato per la qualifica e il diploma professionale;
  2. apprendistato professionalizzante;
  3. apprendistato per l’alta formazione e la ricerca.

Apprendistato: quali vantaggi per il datore di lavoro?

L’assunzione di lavoratori con contratto di apprendistato è fortemente incentivata dal legislatore che prevede, in particolare, un forte sgravio contributivo. Il datore di lavoro, infatti, può usufruire di una contribuzione, per tutta la durata dell’apprendistato, pari al 10% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali. Si tratta, con tutta evidenza, di un carico contributivo di gran lunga inferiore a quello previsto per i rapporti di lavoro standard, che si aggira intorno al 30%. Tale sgravio perdura, inoltre, anche per i dodici mesi successivi alla fine del periodo di apprendistato.

Oltre alla riduzione dei contributi previdenziali, il datore di lavoro ha anche la possibilità di sottoinquadrare l’apprendista fino a due livelli rispetto al livello di inquadramento contrattuale. In questo modo, è possibile ottenere anche un risparmio sulla retribuzione erogata all’apprendista. In alcuni casi, tuttavia, il contratto collettivo prevede, in alternativa al sottoinquadramento, la retribuzione dell’apprendista in misura percentuale, in modo graduale all’anzianità di servizio.

Apprendistato: quando è illegittimo?

Il contratto di apprendistato è illegittimo quando non sussiste, realmente, un’esigenza di formazione della risorsa oppure quando il datore di lavoro omette di erogare all’apprendista la formazione specifica per cui è stato assunto.

Proprio al fine di garantire l’effettività della formazione, la legge prevede che il contratto di apprendistato debba comprendere anche la nomina di un tutor aziendale, vale a dire, un soggetto che fa parte dell’organizzazione del datore di lavoro che si occuperà di affiancare l’apprendista nel percorso formativo.

Il contratto deve, inoltre, contenere il piano formativo individuale, ossia, il percorso di formazione che l’apprendista seguirà durante l’apprendistato. La carenza di tali elementi all’interno del contratto di apprendistato può essere indice dell’assenza di alcuna attività di formazione e, dunque, dell’illegittimità dell’apprendistato stesso.

Apprendistato illegittimo: quelli conseguenze?

L’illegittimità dell’apprendistato determina due distinte conseguenze.

Il lavoratore, innanzitutto, può chiedere di essere riconosciuto sin dall’inizio come un lavoratore subordinato a tempo indeterminato e ottenere le differenze retributive tra il trattamento economico che gli è stato corrisposto in qualità di apprendista e quello che gli sarebbe stato erogato se fosse stato assunto sin dall’inizio come dipendente.

L’Inps, dal canto suo, può agire per recuperare l’ammontare dei contributi previdenziali che non sono stati versati a causa degli sgravi contributivi previsti per l’apprendistato. Sotto questo profilo, tuttavia, la Cassazione ha chiarito, di recente [1], che la carenza di elementi formali, come la designazione del tutor e il piano formativo, non è di per sé sufficiente a dimostrare l’assenza di un’effettiva attività di formazione a favore dell’apprendista e non può, dunque, legittimare di per sé la richiesta di risarcimento avanzata dall’Inps.


note

[1] Cass. n. 4416 del 18.02.2021.


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