Obesità: nuova speranza per combatterla

19 Febbraio 2021
Obesità: nuova speranza per combatterla

Scoperta una proteina che, se inibita, non fa prendere peso, anche se si mangiano alimenti ricchi di grassi.

Mangiare senza ingrassare: il sogno di tutti probabilmente, ma ancora di più per chi ha già molti chili di troppo e deve cercare di stare più attento. Forse quello di non badare troppo alle quantità di cibo ingerite sarà un lusso che ci si potrà permettere presto. Ma soprattutto, grazie a una recente scoperta scientifica, si potrà contrastare l’avanzata dell’obesità.

L’eccessivo accumulo di grasso corporeo, infatti, è uno dei principali problemi di salute pubblica, in quanto fattore di rischio per l’insorgenza di patologie come il diabete, le malattie cardiovascolari e respiratorie, i tumori, l’artrosi, i disturbi psicologici.

Stando alle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), si parla di obesità quando l’Indice di massa corporea (che si calcola dividendo il peso in chili per il quadrato dell’altezza in metri) oltrepassa il valore 30. Questa condizione interessa l’11% degli adulti italiani, mentre il 32% è sovrappeso.

Uno studioso italiano che lavora negli Stati Uniti d’America, il ricercatore Davide Ruggero, potrebbe aver trovato finalmente la chiave per combattere l’obesità. Il segreto è in una proteina chiamata Elf4e: stando a una ricerca di un team di scienziati dell’Università della California a San Francisco, diminuendo le attività di questa proteina, geneticamente o con un medicinale, si ridurrebbero anche i chili di troppo.

Gli studiosi hanno analizzato il ruolo di Elf4e in alcuni topi. I risultati sorprendenti delle loro osservazioni sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Metabolism. «Abbiamo scoperto che la proteina Elf4e aiuta a immagazzinare i grassi e i topi con solo il 50% di questa proteina mangiavano molto ma non prendevano peso – ha dichiarato Ruggero, coordinatore del lavoro, all’agenzia di stampa Ansa -. Se i topi normali e quelli con meno Elf4e corressero una maratona dopo aver mangiato, questi ultimi vincerebbero perché brucerebbero i grassi con più efficienza».

La proteina Elf4e, infatti, è all’origine della formazione delle cosiddette «goccioline lipidiche», serbatoi di lipidi che, se accumulati in organi come il fegato portano a patologie come la steatosi epatica non alcolica, meglio conosciuta come «fegato grasso». Non solo. La proteina Elf4e svolgerebbe un ruolo anche nella formazione di tumori.

Il team di ricercatori americani, guidato da Ruggero, ha sviluppato un medicinale destinato ai pazienti oncologici per inibire l’attività della proteina. Il farmaco è attualmente in fase di sperimentazione. Testandolo sui topi, gli scienziati hanno osservato una diminuzione dei livelli di obesità, dell’accumulo di grasso e di steatosi epatica, anche nei topi che mangiavano alimenti molto grassi.

Ridurre l’attività della proteina Elf4e riduce anche la quantità di goccioline lipidiche e questo va a incidere direttamente sulle riserve di energia, che diventano meglio spendibili, anziché depositarsi nel tessuto adiposo. Gli obesi, infatti, immagazzinano più energia di quanta non ne spendano.

Gli esperimenti sui topi hanno dimostrato che quelli con meno goccioline lipidiche erano più energici, perché riuscivano a bruciare i grassi meglio.



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