Autonomi: via acconto e saldo Irpef e ritenuta

20 Febbraio 2021 | Autore:
Autonomi: via acconto e saldo Irpef e ritenuta

La proposta della commissione Finanze della Camera: sostituire il versamento da fare due volte l’anno con un pagamento mensile.

Per ora, è solo una proposta avanzata dalla commissione Finanze della Camera, se ne parla da tempo e potrebbe far parte della riforma fiscale del nuovo Governo Draghi. Presidente e vicepresidente della commissione, Luigi Marattin e Alberto Gusmeroli, vorrebbero eliminare l’acconto e il saldo Irpef così come li conosciamo oggi e la ritenuta d’acconto del 20% per autonomi e partite Iva. No, non si tratta di togliere del tutto le tasse, sarebbe troppo bello. Ma di spalmarle.

In pratica, l’ipotesi appena comunicata ai rappresentanti delle associazioni e delle imprese consiste nel cancellare dal calendario fiscale gli appuntamenti di giugno-luglio e di novembre con il saldo e l’acconto Irpef e di introdurre un versamento mensile ma non per cassa: 12 rate equivalenti ad un dodicesimo ciascuna delle imposte da pagare dell’anno precedente. Se ci fosse un eventuale sfasamento, cioè delle differenze da compensare da un anno all’altro, lo si farebbe nella rateazione dell’anno successivo.

Che cosa cambierebbe? In teoria, si tratterebbe di una questione pratica per autonomi e partite Iva. Lo Stato incasserebbe gli stessi soldi, ma anziché vederli tutti insieme due volte all’anno, ne vedrebbe un po’ per volta ogni mese. Per i contribuenti, invece, potrebbe essere più comodo pagare un tot al mese anziché dover tirar fuori di colpo i soldi dell’acconto e del saldo a metà e verso la fine dell’anno.

Già lo scorso mese di settembre, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, aveva parlato della necessità di abolire acconti e saldi Irpef ma spingendosi oltre, cioè ipotizzando di passare a un meccanismo per cassa, con il versamento delle tasse mese per mese, «sulla base di quanto si incassa effettivamente e al netto di quanto si spende per svolgere la propria attività». Così facendo, aveva aggiunto Ruffini, «verrebbe definitivamente superato l’attuale meccanismo degli acconti e dei saldi d’imposta che non rispecchiano l’effettivo andamento» dell’attività.

Ruffini immagina di applicare questo sistema a:

  • imprese minori in contabilità semplificata;
  • persone fisiche in regime di vantaggio e forfettario;
  • lavoratori autonomi.

Fuori dai calcoli del direttore delle Entrate resterebbero le società di capitali.

Accanto a questa misura, ce n’è un’altra avanzata dalla commissione Finanze della Camera che completerebbe la riforma, ovvero l’abolizione della ritenuta d’acconto del 20% che chi paga una fattura deve versare allo Stato per conto del professionista.

Oggi, questa ritenuta viene applicata su:

  • redditi da lavoro dipendente ed assimilati;
  • compensi per prestazioni di lavoro autonomo;
  • provvigioni per prestazioni inerenti a rapporti di commissione, agenzia, mediazione, rappresentanza di commercio e procacciamento d’affari;
  • corrispettivi dovuti dal condominio all’appaltatore per prestazione di opere o servizi;
  • interessi ed altri proventi ricavati da investimenti finanziari;
  • compensi per perdita dell’avviamento commerciale a causa della cessazione di rapporti di locazione;
  • premi e vincite corrisposti dallo Stato;
  • compensi erogati a sportivi non professionisti da associazioni e società dilettantistiche.


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