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La riconciliazione dei coniugi

13 Febbraio 2014


La riconciliazione dei coniugi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Febbraio 2014



La riconciliazione dei coniugi può avvenire nel corso del giudizio di separazione o anche dopo la sentenza di separazione; con essa l’unione coniugale si ricostituisce e se uno dei due coniugi si pente deve ripresentare nuovamente la richiesta di separazione.

La separazione dei coniugi non è irrevocabile. Marito e moglie possono fare un passo indietro e cancellare, di fatto, senza neanche bisogno dell’avvocato o di un procedimento davanti al giudice, la battaglia che si erano inizialmente fatti l’un l’altro. Insomma, è sempre possibile far cessare di comune accordo gli effetti della sentenza di separazione (sia essa giudiziale che consensuale).

In base alla nostra legge [1] i coniugi possono far cessare, di comune accordo, gli effetti della separazione con:

1) una dichiarazione espressa (orale o per iscritto) oppure

2) con un comportamento non equivoco che sia incompatibile con lo stato di separazione.

Tale dichiarazione o comportamento, quindi, cancellano tutti gli effetti della separazione, senza bisogno di andare in tribunale e revocare la sentenza emessa.

La riconciliazione potrebbe avvenire anche quando la causa di separazione è ancora in corso, così come nel caso in cui il giudice abbia già emesso la sentenza di separazione.

Dunque, come abbiamo visto, la procedura per riconciliarsi è molto semplice e non richiede particolari formalità. Ma affinché della precedente separazione non rimanga alcuna traccia è necessario che i coniugi seguano una particolare procedura.

Qual è la procedura esatta che i coniugi devono seguire?

I coniugi, muniti dei propri documenti di identità e della sentenza o dell’omologa (in caso di separazione consensuale) possono recarsi presso l’Ufficio dello Stato Civile del Comune presso cui è stato celebrato o trascritto il matrimonio.

Quindi la dichiarazione di riconciliazione, espressa dai coniugi, sarà annotata nell’atto di matrimonio.

Non è necessario che i coniugi vadano personalmente al Comune. È possibile anche trasmettere per posta o via fax la dichiarazione di riconciliazione.

La domanda, presentata in bollo con allegati i documenti di identità dei due coniugi, va indirizzata all’Ufficio dello Stato Civile del Comune dove è stato celebrato o trascritto il matrimonio.

Quali sono gli effetti della riconciliazione?

Nel momento in cui i coniugi si riconciliano viene ricostituita l’unione coniugale.

Se, successivamente, uno dei due coniugi si pente della riconciliazione stessa e vorrà nuovamente separarsi, dovrà presentare autonomo ricorso per la separazione. Infatti, tutte le condizioni presenti nel precedente ricorso hanno perso efficacia con la riconciliazione.

Sul punto si è espressa la Corte di Cassazione con una sentenza di qualche tempo fa [2].

Conciliazione per fatti concludenti

La riconciliazione può avvenire, come detto in precedenza, anche attraverso atteggiamenti concludenti, cioè fatti significativi che dimostrino una reale unione di intenti e di vita dei coniugi.

Di certo non sono sufficienti, perché si possa parlare di riconciliazione, i seguenti comportamenti:

– ripresa della convivenza, in via sperimentale e per un breve periodo;

– manifestazioni di buona volontà da parte di un coniuge con doni, elargizioni di denaro ed esecuzione di opere nella casa coniugale;

– ritorno del coniuge in famiglia solo per i fine settimana o in occasione delle vacanze;

– assistenza prestata attraverso visite giornaliere al coniuge separato bisognoso di cure;

– sporadica ripresa dei rapporti sessuali (anche con conseguente nascita di un figlio);

– convivenza dei coniugi nella stessa casa anche se dormono in camere da letto separate.

note

[1] Art. 157 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 334 del 12.01.2012.

Autore immagine: 123rf.com


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