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Come si calcola il reddito imponibile?

23 Giugno 2021
Come si calcola il reddito imponibile?

I contribuenti sono tenuti a pagare allo Stato l’imposta sul reddito delle persone fisiche che si calcola applicando un’aliquota fiscale variabile in base agli scaglioni di reddito.

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Tutti i contribuenti sono tenuti a versare allo Stato un’imposta che viene calcolata sul reddito percepito nell’anno fiscale detta Irpef. L’ammontare di questa imposta dipende dallo scaglione di reddito trattandosi di una tassa progressiva. L’Irpef, tuttavia, non si calcola sull’intero reddito percepito dal contribuente ma solo su una parte di questo.

Ma come si calcola il reddito imponibile? Come vedremo, le modalità con cui determinare la porzione di reddito soggetta a tassazione Irpef dipende dal regime fiscale applicabile al contribuente. Inoltre, lo Stato consente di portare in deduzione o in detrazione determinate spese sostenute durante il periodo di imposta alle quali viene riconosciuto un determinato valore sociale.

Irpef: che cos’è?

L’Irpef – acronimo di imposta sul reddito delle persone fisiche – è la principale tassa che ogni contribuente deve versare all’Erario e si applica sul reddito percepito nel periodo di imposta. In linea con il principio di progressività della tassazione previsto dalla nostra Costituzione [1], questa tassa non si applica in modo fisso e lineare a tutti i redditi ma viene applicata in modo progressivo. Ciò significa che l’aliquota fiscale Irpef aumenta in corrispondenza di redditi più alti, sulla base dei seguenti scaglioni.

Scaglioni Irpef 2021Aliquota Irpef 2021Imposta dovuta
fino a 15.000 euro23%23% del reddito
da 15.001 fino a 28.000 euro27%3.450,00 + 27% sul reddito che supera i 15.000,00 euro
da 28.001 fino a 55.000 euro38%6.960,00 + 38% sul reddito che supera i 28.000,00 euro
da 55.001 fino a 75.000 euro41%17.220,00 + 41% sul reddito che supera i 55.000,00 euro
oltre 75.000 euro43%25.420,00 + 43% sul reddito che supera i 75.000,00 euro

Come si calcola il reddito imponibile?

L’ammontare dell’Irpef non dipende solo dall’aliquota fiscale applicabile, ma è legato soprattutto alla base imponibile, ovvero alla porzione di reddito percepito dal contribuente che deve essere assoggettata a tassazione fiscale.

Il reddito assoggettato a tassazione viene detto reddito imponibile e si calcola sottraendo al reddito complessivo gli oneri deducibili e le deduzioni per oneri di famiglia. Le principali deduzioni fiscali che consentono al contribuente di ridurre il reddito imponibile sono le seguenti:

  • oneri deducibili al 100%: contributi previdenziali e assistenziali; contributi facoltativi versati alla gestione pensionistica obbligatoria di appartenenza; contributi versati per il riscatto della laurea; assegni periodici corrisposti al coniuge a seguito di separazione o divorzio; spese sostenute dai disabili per motivi sanitari e di assistenza; erogazioni liberali alle Ong, alle Onlus, alle università;
  • oneri deducibili  fino alla soglia annua di 5.164,57 euro: contributi versati ai fondi pensione;
  • oneri deducibili fino alla soglia annua di 1.549,37 euro:  contributi versati a favore di colf e badanti, babysitter.

Inoltre, una volta applicata l’aliquota fiscale al reddito imponibile e determinata l’Irpef, possono essere applicate al contribuente le detrazioni fiscali che, a differenza delle deduzioni che agiscono direttamente sulla base imponibile, vanno a ridurre l’imposta dovuta. Tra le principali detrazioni troviamo un importo pari al 19% delle spese mediche sostenute nel periodo di imposta.

Per ridurre l’Irpef è dunque importante orientare la propria spesa verso oneri deducibili, che possono essere sottratti alla base imponibile su cui applicare l’Irpef e verso spese detraibili che possono essere sottratte (almeno in parte) alla tassa dovuta. In entrambi i casi l’effetto prodotto è un alleggerimento del carico fiscale.

Regime forfettario: il reddito imponibile

Sono soggetti ad una particolare modalità di calcolo del reddito imponibile i contribuenti che aderiscono al cosiddetto regime forfettario. In questo caso, infatti, l’aliquota fiscale non è progressiva per scaglioni ma è fissa (15%) e viene applicata su una porzione di reddito stabilita forfettariamente dalla legge sulla base dei codici Ateco dell’attività svolta.

La legge, dunque, presuppone che del reddito complessivo percepito dal contribuente nel periodo di imposta una percentuale forfettaria costituisca il coefficiente di redditività sul quale occorre calcolare l’imposta fissa del 15%. Il coefficiente di redditività varia dal 40%, previsto per i contribuenti che esercitano attività di commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande o servizi di alloggio e ristorazione fino al 78% delle attività professionali.


note

[1] Art. 55, Cost.


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