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Tari cantina e garage: si paga?

22 Febbraio 2021
Tari cantina e garage: si paga?

La tassa sui rifiuti deve essere pagata anche con riferimento alle pertinenze, a meno che il contribuente non sia in grado di dimostrare la completa inidoneità dell’immobile a produrre rifiuti.

Hai ricevuto l’avviso di pagamento della Tari 2020. L’importo è molto elevato e, in particolare, incide notevolmente sulla determinazione dell’imposta la presenza, all’interno della tua proprietà, di una cantina e di un garage. Ti chiedi se ci sono dei modi per evitare di pagare sulle pertinenze la tassa sui rifiuti.

La Tari è la tassa sui rifiuti che ha preso il posto delle precedenti imposte previste per il finanziamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Il presupposto che fa scattare il pagamento della Tari è la proprietà di un bene immobile che sia suscettibile di produrre rifiuti. Ma qual è la disciplina della Tari con riferimento a cantina e garage? Si paga anche sulle pertinenze?

Il criterio discretivo per stabilire l’assoggettamento di un immobile alla Tari è la sua idoneità a produrre rifiuti. La questione è stata affrontata di recente anche dalla Cassazione che ha irrigidito ulteriormente i criteri previsti in precedenza.

Tari: che cos’è?

La tassa sui rifiuti, comunemente indicata con l’acronimo Tari, è un tributo destinato a finanziare gli oneri sostenuti dall’amministrazione comunale o dal soggetto gestore per il servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti urbani.

La Tari è stata introdotta a partire dal 2014 [1] come componente dell’imposta unica comunale (Iuc) della quale, inizialmente, facevano parte anche la Tasi e l’Imu. A partire dal 2020 [2], l’imposta unica comunale è stata abolita ma la Tari è rimasta in vigore. I Comuni che hanno introdotto dei sistemi di calcolo puntuale della quantità di rifiuti conferiti da parte del contribuente hanno la possibilità di sostituire la Tari, che ha natura tributaria, con una tariffa avente natura di corrispettivo che viene determinata sulla base della specifica quantità di rifiuti conferiti dal singolo utente.

Tari: quando è dovuta?

Il presupposto che fa scattare l’obbligo di pagamento della Tari è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di immobili o aree scoperte operative che siano suscettibili di produrre rifiuti urbani. Ne consegue che, ai fini dell’assoggettamento di un immobile al pagamento della Tari, non conta l’utilizzo effettivo che viene fatto dell’immobile dal proprietario o dal detentore ma ciò che conta è la teorica idoneità dell’immobile a produrre rifiuti. Anche una casa disabitata, dunque, è soggetta al pagamento della Tari se è teoricamente in grado di produrre rifiuti.

Tari: è dovuta anche su garage e cantina?

La Tari deve essere pagata anche con riferimento al garage o alla cantina di cui il soggetto sia proprietario o possessore. L’unico caso in cui è possibile escludere tali immobili dal pagamento della tassa rifiuti è la completa inidoneità dei locali a produrre rifiuti.

Come abbiamo detto, infatti, ai fini del pagamento della Tari non rileva l’effettivo utilizzo del bene che viene fatto dal possessore né rileva la categoria catastale dell’immobile stesso. Ciò che conta è che il locale sia idoneo a produrre rifiuti anche anche solo in modo teorico. Il contribuente può, dunque, invocare l’esclusione del bene dal pagamento della Tari solo se dimostra che l’immobile è del tutto inidoneo a produrre rifiuti in ragione delle sue oggettive condizioni di inutilizzabilità.

La giurisprudenza, in particolare, considera la presenza alternativa dell’arredo e/o di una sola utenza di rete sufficiente a far sorgere il presupposto impositivo della Tari, sulla base di una presunzione semplice. La presenza di tali elementi, infatti, lascia dedurre che l’immobile sia idoneo ad essere utilizzato e dunque a produrre rifiuti.

Tari garage e cantina: è dovuta anche senza elettricità?

Di recente, la Cassazione ha mostrato, tuttavia, un ulteriore irrigidimento della propria posizione con riferimento ai presupposti per assoggettare un locale al pagamento della Tari. In particolare, con una recente decisione, gli Ermellini [3] hanno stabilito che box, autorimesse, cantine, depositi, garage e parcheggi sono sempre soggetti alla Tari anche se non sono allacciati alla rete elettrica a condizione che sono aree frequentate da persone e, quindi, teoricamente idonee a produrre rifiuti in via presuntiva.

Ne consegue che, secondo la Cassazione, l’assenza di un allaccio alla rete elettrica non è, di per sé, un elemento sufficiente ad escludere l’obbligo di pagamento della Tari essendo, invece, necessario dimostrare che il locale non è frequentato da persone e, quindi, è assolutamente inidoneo a produrre rifiuti.


note

[1] L. n. 147 del 27.12.2013.

[2] L. n. 160 del 27.12.2019.

[3] Cass. n. 23058/2019.


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