Diritto e Fisco | Articoli

Azione revocatoria dei creditori nel caso di vendita dell’immobile

13 febbraio 2014


Azione revocatoria dei creditori nel caso di vendita dell’immobile

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 febbraio 2014



Nell’ambito dell’azione revocatoria di un atto di vendita la partecipazione alla frode ai creditori da parte del terzo acquirente è provata da un quadro di elementi indiziari come, per esempio, l’immediata immissione in possesso degli acquirenti malgrado il mancato pagamento del prezzo.

Chi vende o dona un bene (per esempio, una casa) al solo scopo di frodare i propri creditori – e quindi sottraendolo all’eventuale pignoramento per debiti preesistenti – si sottopone al rischio di una azione revocatoria. La revocatoria consente, infatti, ai creditori di dichiarare l’atto di alienazione come inefficace nei loro confronti (in pratica, sarà come se l’atto non fosse mai stato posto in essere).

Ma affinché ciò avvenga, è necessario dimostrare che il terzo acquirente dell’immobile fosse consapevole del pregiudizio arrecato al creditore [1]. Una prova che, apparentemente, potrebbe essere assai difficile da fornire. Ma non sempre.

Infatti, secondo una recente sentenza della Cassazione [2], tale prova può essere data anche con una serie di elementi indiziari. Un esempio potrebbe essere il caso in cui il venditore consegni il possesso dell’immobile all’acquirente anche se questi non ha ancora pagato il corrispettivo della vendita. È chiaro infatti che, se l’intento della alienazione del bene è solo fraudolento, l’ultima preoccupazione del venditore sarà quella di riscuotere il prezzo (peraltro falso) della vendita (fatta probabilmente all’amico o al parente connivente).

Un altro elemento indiziario potrebbe essere il fatto che nel rogito notarile, il venditore dichiari falsamente che il prezzo di acquisto sia già stato pagato, mentre invece non è così.

La Corte poi ha ritenuto che possano essere ulteriori indizi della conoscenza, da parte del terzo, dell’intento fraudolento del debitore, le seguenti circostanze:

– la stipula del preliminare subito dopo la sentenza di condanna del debitore (specie se l’esito della sentenza è prevedibile);

– la vendita dell’immobile subito dopo l’avvio dell’esecuzione forzata o della notifica del precetto;

– il prezzo modesto della compravendita;

– la notizia, nei giornali locali, della sentenza di condanna nei confronti del debitore.

note

[1] Cosiddetta “partecipatio fraudis”.

[2] Cass. sent. n. 3196/14 del 12.02.2014.

Autore immagine: 123rf.com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Sei compera da una societa srl,rispettando il prezzo,una perizia di un tecnico ,è soprattutto un mutuo bancario ci sarebbero problemi. La banca comunque ha diritto si tutti i creditori?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI