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Covid, le nuove misure in arrivo: cosa cambia

22 Febbraio 2021 | Autore:
Covid, le nuove misure in arrivo: cosa cambia

Confermata la proroga del divieto di spostamenti per un mese e di restrizioni sulle visite ad amici e parenti. Oggi, il Cdm decide sul prossimo Dpcm.

Il Governo Draghi non abbandonerà la linea del rigore nella lotta al Covid. Si va, però, verso un’altra strategia per decidere le chiusure e, soprattutto, per aiutare i settori produttivi più penalizzati. È quanto è emerso dall’incontro tra i ministri della Salute e degli Affari regionali, Roberto Speranza e Maria Stella Gelmini, con i governatori, in vista del Consiglio dei ministri che oggi pomeriggio deciderà il contenuto del nuovo decreto legge e, soprattutto, del primo Dpcm dell’era Draghi.

La riunione di Gabinetto di oggi prolungherà di altri 30 giorni il divieto di spostamento tra le Regioni, anche tra quelle gialle, e quello di fare visita ad amici e parenti in più di due persone, insieme ai figli minori di 14 anni. Questi sono i primi due punti fermi.

Quanto alle chiusure, si valuta di modificare i parametri e deciderle di volta in volta più sulla base della situazione negli ospedali che non sull’indice Rt, oggi vincolante per passare da un colore all’altro. Inoltre, si vuole creare un meccanismo per far scattare immediatamente i ristori di pari passo con le chiusure, indipendentemente dal fatto che vengano decise dal Governo centrale o da quelli territoriali. «Le Regioni devono essere maggiormente coinvolte nel processo decisionale», ha osservato Gelmini. «E ci deve essere più attenzione per i danni economici che la pandemia sta causando». A tal proposito, oggi, il Consiglio dei ministri discuterà del superamento della divisione del Paese per fasce, sulla possibilità di riaprire alcune attività come cinema e palestre, anche se con protocolli rigidissimi. Non manca chi spinge verso la riapertura serale dei ristoranti.

Nel tentativo di prendere delle decisioni il più possibile condivise, in vista della scadenza del Dpcm in vigore fino al 5 marzo, il Cdm di oggi potrebbe ad un certo punto coinvolgere il Comitato tecnico scientifico ed i governatori. «Non possiamo pretendere di chiamarvi a ratificare decisioni già prese – ha detto ancora Gelmini ai presidenti delle Regioni – ma possiamo e vogliamo chiedervi di partecipare ad un processo decisionale che certo dovrà essere tempestivo, snello, ma che non potrà calare sulle vostre teste».

Una svolta nella comunicazione sarà un altro degli obiettivi del nuovo Governo. Che valuta di spostare dal venerdì al lunedì il monitoraggio dell’andamento della pandemia per non ritrovarsi a far sapere all’ultimo momento i cambi di colore.

Non ultimo, il tema della campagna vaccinale. Il problema da superare – hanno fatto notare le Regioni – è quello dell’approvvigionamento delle dosi, e questo dipende dal Governo. Si vuole accelerare a tutti i costi, anche perché la minaccia delle varianti si fa ogni giorno più seria, al punto da temere che tra qualche mese si siano sostituite al Covid così come lo conosciamo oggi e che si faccia concreta la minaccia di una nuova pandemia derivata da quella attuale, con conseguenze ancora più pesanti di quelle che oggi conosciamo.



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1 Commento

  1. Ritengo che il limite dei14 anni per i figli in visita, particolarmente ai nonni, sia una grande cavolata. In particolare ho un figlio solo con 4 nipoti di cui una da 15 anni. La lasciano a casa ??

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