Contanti: meno controlli e sanzioni per chi non li usa

22 Febbraio 2021 | Autore:
Contanti: meno controlli e sanzioni per chi non li usa

Paga la metà chi commette qualche violazione sulla dichiarazione Iva e si accorciano i termini degli accertamenti da parte del Fisco.

Chi incassa, e non solo chi paga, con metodi alternativi al denaro contante è meno esposto a sanzioni e a controlli da parte del Fisco rispetto a chi si ostina a non utilizzare la moneta elettronica. I vantaggi per i consumatori sono aumentati negli ultimi mesi con il cashback di Stato e con la lotteria degli scontrini, i due principali incentivi all’uso di carte di credito, Bancomat e app di pagamento introdotti dal Governo Conte. Ma anche chi ha un’attività o una partita Iva può trarre qualche importante beneficio dalla rinuncia ai contanti.

È il caso, come spiega questa mattina Il Sole 24 Ore, delle violazioni in materia di dichiarazione di Iva, di redditi o di Irap e degli obblighi strumentali come fatturazioni o registrazioni: meglio sarebbe non dover pagare alcuna sanzione, ma se proprio non se ne può fare a meno, si riduce del 50% per chi utilizza soltanto metodi di pagamento o di incasso elettronici o, comunque, diversi dai contanti (ad esempio, bonifici bancari) per tutte le operazioni che hanno a che fare con la sua attività. Questo «sconto» riguarda chi ha ricavi o compensi fino a 5 milioni di euro ed è valido di anno in anno: chi ne intende beneficiare, infatti, deve riportare nella dichiarazione dei redditi e Iva gli estremi dei rapporti con gli operatori finanziari avuti nel periodo a cui si riferisce la dichiarazione. Se questa segnalazione viene omessa, addio sconto sulla sanzione. Dovrà essere inserita nel quadro VB del modello Iva 2021 e nel quadro RS del modello Redditi.

Sanzioni ridotte ma anche meno controlli. Chi utilizza un mezzo di incasso o di pagamento che garantisce la tracciabilità delle operazioni superiori a 500 euro vedrà ridotti di due anni i termini di accertamento ai fini Iva e dei redditi di impresa e di lavoro autonomo. Ne beneficiano i soggetti obbligati alla fatturazione elettronica. Il beneficio viene meno se c’è anche un solo pagamento in contanti. Come quella precedente, anche questa agevolazione va riportata sulla dichiarazione.

Il Fisco riserva qualche vantaggio anche a chi appartiene al regime forfettario e privilegia l’uso degli strumenti tracciabili di pagamento. I termini di accertamento per i redditi si riducono di un anno se si ha un fatturato completamente documentato da fatture elettroniche. Quindi, niente contanti, accertamenti più brevi. Come noto, i forfettari non sono tenuti alla fatturazione elettronica se non nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, anche se si sta spingendo affinché adottino il più possibile questo sistema. Non solo: i termini si accorciano di due anni se il forfettario garantisce la tracciabilità degli incassi e dei pagamenti di importo superiore ai 500 euro.

E poi ci sono i vantaggi già noti per i consumatori, anche perché sono i benefici più pubblicizzati negli ultimi mesi, ovvero quelli del cashback (sul quale sono partiti i primi rimborsi ma restano alcune polemiche) e della lotteria degli scontrini, partita anch’essa con dei problemi logistici per non pochi commercianti, privi ancora del software per la comunicazione delle transazioni e, quindi, per l’emissione dei biglietti.



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