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Al figlio della vittima della criminalità spetta l’iscrizione al collocamento obbligatorio

13 febbraio 2014


Al figlio della vittima della criminalità spetta l’iscrizione al collocamento obbligatorio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 febbraio 2014



Mio padre, ancora in vita, è stato riconosciuto vittima della criminalità organizzata con una elargizione in misura all’invalidità riconosciutagli del 40%; in virtù dei benefici previsti dalle leggi in merito, mi è stata negata ben due volte la possibilità d’iscrizione al centro per l’impiego territoriale, nelle liste per le categorie protette, come figlia di vittima del dovere, con motivazione perché occupata. Il tutto mi pare assurdo. Ciò mi fa precludere la possibilità di un’assunzione diretta all’ottavo livello, visto il mio titolo di studio, nella amministrazione pubblica, ma risulterebbe importantissimo anche, visto la mia presenza nelle graduatorie scolastiche nel CSA. Sono state inviate diverse istanze al Ministero della giustizia e all’Inps, con successivi solleciti da parte di un legale a tutt’oggi senza risposta.

In relazione al quesito concernente l’eventuale diritto all’iscrizione nelle liste di collocamento obbligatorio possiamo dire quanto segue.

1) In astratto, ai figli dei soggetti resi permanentemente invalidi per effetto  di ferite o lesioni riportate in conseguenza dello svolgersi nel territorio dello Stato di fatti delittuosi commessi per il perseguimento delle finalità delle associazioni per delinquere di stampo mafioso, è riconosciuto il diritto all’iscrizione negli elenchi del collocamento obbligatorio. In ogni caso, l’iscrizione nel predetto elenco è riconosciuta solo in via sostitutiva dell’avente diritto a titolo principale e, quindi, solo a condizione che non ne goda o non ne abbia già goduto il soggetto reso invalido per eventi di criminalità organizzata. Se, quindi, come ci pare di intuire da quanto riferisce, suo padre è soggetto reso invalido in conseguenza di azioni di criminalità organizzata e, sempre a condizione che suo padre non abbia goduto né goda del collocamento obbligatorio,  lei avrebbe diritto all’iscrizione nelle predette liste, a prescindere dal suo stato di disoccupazione. In altri termini, se sussistono tali condizioni, il rifiuto dell’iscrizione nelle predette liste potrebbe non essere giustificato.

2) per ogni altra valutazione, anche in ordine alle modalità con le quali far valere il suo eventuale diritto,   occorrerebbe prendere visione del decreto con il quale, secondo quanto riferitoci, il Ministero dell’Interno ha riconosciuto a suo padre lo status di vittima della criminalità organizzata, delle sue richieste  di iscrizione al collocamento obbligatorio e, se esistenti ed in suo possesso, dei documenti in cui è stato formalizzato il diniego alla sua richiesta, al fine di comprenderne i reali motivi (più in particolare, in assenza di ulteriore documentazione, non siamo in grado di comprendere il riferimento alla collocabilità di suo padre: ad es., sarebbe utile sapere se suo padre è mai stato iscritto nelle liste e/o se, per l’effetto, è stato mai ricollocato).

di MASSIMO CUNDARI

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