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Imu: per meno di un mese si paga?

27 Febbraio 2021
Imu: per meno di un mese si paga?

Ho ricevuto un accertamento Imu per due abitazioni ereditate a seguito della morte di mio padre avvenuta il 7.12.2015. Fondamentalmente mi chiedono il pagamento del solo mese di dicembre. È corretto? Essendo trascorsi cinque anni, posso eccepire la decadenza?

Gentile cliente, in merito all’IMU, in base all’attuale normativa [1] e considerando, altresì, quella in vigore all’epoca dei fatti [2], il tributo in esame era ed è dovuto nei casi in cui il possesso dell’immobile si è protratto per più della metà dei giorni di cui è composto un mese.

Perciò, essendo suo padre deceduto il 7 dicembre del 2015, si è verificato a suo carico, quale erede, l’acquisto del possesso su entrambe le abitazioni per un periodo sufficiente a determinare la richiesta oggetto dell’accertamento.

Ritengo, invece, che possa eccepire l’avvenuta decadenza del tributo in contestazione. L’ente locale, infatti, doveva provvedere a notificare l’accertamento entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui il versamento doveva essere effettuato [3].

Trattandosi, quindi, di un’imposta dovuta per l’anno 2015, sono oramai trascorsi i cinque anni previsti per l’estinzione di ogni pretesa da parte dell’ente creditore. Nel suo caso, l’unico dubbio potrebbe essere rappresentato dalla data in cui il plico è stato, materialmente affidato al messo notificatore o al servizio postale per la spedizione. Se, infatti, ciò dovesse essere avvenuto prima del 31.12.2020, tale dato temporale sarebbe sufficiente per poter ritenere tempestivamente notificato l’accertamento, anche se, di fatto, l’atto è stato a lei recapitato in ritardo.

Pertanto, ricapitolando e ulteriormente precisando:

  • in termini normativi, non può contestare la correttezza dell’accertamento e non sarebbe, quindi, legittima una richiesta di ricalcolo;
  • viceversa, in relazione alle somme oggetto di pretesa, potrebbe invocarne l’estinzione per decadenza, sempreché l’inoltro della spedizione sia stato intempestivo secondo le precisazioni precedenti;

Non le resta, quindi, che approntare la sua richiesta sulla base delle indicazioni che le ho fornito, non dimenticando, però, che ha sessanta giorni di tempo, decorrenti dalla data di ricevimento dell’atto, per impugnarlo dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale.

Non sottovaluti, inoltre, il fatto che la proposizione della sua istanza/richiesta non sospende l’efficacia o la validità dell’accertamento e che tale iniziativa non è in grado di interrompere o di sospendere il predetto termine per fare ricorso.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Marco Borriello


note

[1] Art. 1 co. 761 L. 160/2019

[2] Art. 9 co. 2 Dl 201/2011

[3] Art. 1 co. 161 L. 296/2006


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