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Come provare che un garage non produce rifiuti

24 Giugno 2021
Come provare che un garage non produce rifiuti

La tassa per l’igiene urbana deve essere pagata con riferimento ad ogni locale potenzialmente idoneo a generare rifiuti.

Sei proprietario di un garage che, tuttavia, non utilizzi. Ogni anno, ti arriva l’avviso di pagamento della tassa rifiuti e vorresti evitare di pagare questo tributo in considerazione dell’inutilizzo del bene. Ti chiedi cosa puoi fare per evitare di sostenere quest’onere.

La gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti ha un costo molto elevato per le amministrazioni comunali che finanziano tale onere economico attraverso il gettito della Tari, il tributo comunale sui rifiuti. Anche se sono molto poche, vi sono delle fattispecie che consentono al proprietario di un bene immobile di evitare di pagare questo tributo. Ma come provare che un garage non produce rifiuti? La posizione della giurisprudenza sulla possibilità di omettere il pagamento della Tari è piuttosto rigida ma ci sono, in ogni caso, degli escamotage per omettere il versamento della tassa rifiuti. Ma andiamo per ordine.

Tassa rifiuti: che cos’è?

Ogni soggetto che ha la proprietà o la detenzione di un bene immobile o di una superficie scoperta suscettibili di produrre rifiuti solidi urbani ha l’obbligo di versare, all’amministrazione comunale o al soggetto gestore del servizio di igiene urbana, un tributo comunale che serve a finanziare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.

A partire dal 2014 [1], la tassa rifiuti si chiama Tari e, a differenza della precedente Tarsu, il gettito di questo tributo deve coprire l’intero costo del servizio sostenuto dal Comune per la gestione dei rifiuti.

Tari: come si calcola?

Come abbiamo detto, il gettito della Tari deve coprire l’intero costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Ne consegue che per determinare l’ammontare della Tari gravante sulla singola utenza si deve partire dal costo del servizio preventivato attraverso il piano economico e finanziario annuale. Una volta stabilito il costo da coprire, si deve decidere quale percentuale del costo addossare alle utenze domestiche e quale porzione mettere a carico delle utenze non domestiche.

Si procede dunque a determinare la singola bolletta Tari sulla base delle modalità di calcolo della tassa che si basano su due componenti del tributo:

  1. una parte fissa, determinata dalla superficie dell’immobile e dal numero di componenti del nucleo familiare;
  2. una parte variabile, determinata dai coefficienti di produzione dei rifiuti della singola utenza.

I Comuni che hanno introdotto dei sistemi di misurazione puntuale dei rifiuti conferiti dalla singola utenza possono determinare in modo preciso e non forfettario la parte variabile del tributo e possono anche decidere di passare dalla Tari (che ha natura di tributo) alla tariffa puntuale, che ha natura di corrispettivo.

Tari: si paga anche sui garage?

La Tari si paga anche sulle pertinenze, come garage, cantine, box auto. Il presupposto per l’applicazione del tributo è, infatti, la teorica potenzialità del bene di produrre rifiuti. Esiste, dunque, la possibilità di omettere il pagamento della Tari solo se si dimostra che il bene, per le sue condizioni oggettive di inutilizzabilità, non può produrre rifiuti perché non può essere utilizzato da parte del proprietario o detentore.

Ma come dimostrare che un garage non è suscettibile di produrre rifiuti? La giurisprudenza ha tradizionalmente richiesto, per far scattare il presupposto applicativo della Tari, la presenza alternativa di uno dei seguenti elementi:

  • presenza di almeno un’utenza attiva (elettricità, gas, telefono);
  • presenza del mobilio.

Per provare l’incapacità del bene di produrre rifiuti si poteva, dunque, dimostrare che, all’interno dello stesso, non vi erano arredi né utenze attive. La Cassazione, tuttavia, pare essere giunta di recente a conclusioni parzialmente più restrittive [2] avendo affermato che il criterio per stabilire se un bene è soggetto o meno alla Tari è il fatto di essere frequentato da persone, a prescindere da altri elementi. Seguendo questo criterio, si potrebbe affermare l’esonero dalla Tari solo per garage inagibili o pericolanti, in quanto del tutto inidonei ad essere frequentati da persone.

In ogni caso, i Comuni, all’interno del regolamento comunale sulla Tari, possono specificare meglio i criteri in base ai quali è possibile escludere l’obbligo di pagamento della Tari, indicando gli indici presuntivi che fanno scattare il presupposto applicativo del tributo.


note

[1] L. n. 147 del 27.12.2013.

[2] Cass. n. 23058/2019.


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