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Rubare in negozio: quali pene?

23 Maggio 2021 | Autore:
Rubare in negozio: quali pene?

Furto in supermercato e in altre attività commerciali: com’è punito il taccheggio? Qual è la differenza tra furto semplice e furto aggravato?

Non tutti i crimini sono uguali. Con ciò si vuole dire che non solo esistono reati più gravi degli altri (l’omicidio è sicuramente molto più grave delle percosse, ad esempio) ma anche che un reato, commesso in determinate circostanze di tempo e luogo, è più grave dello stesso tipo di crimine commesso però con modalità diverse. Prendiamo ad esempio il furto: per la legge, una cosa è il furto commesso sotto il naso del proprietario derubato, altra cosa è il furto in un supermercato e altro ancora è quello effettuato in casa altrui. Insomma: la condotta è praticamente la stessa solo che, in base alle modalità e alle circostanze concrete, cambia la risposta sanzionatoria dall’ordinamento. Con questo articolo vedremo quali pene sono previste per ogni singola tipologia di furto e, tra le altre cose, quali pene per chi ruba in negozio.

Sin da subito, possiamo affermare che il furto commesso in un negozio assume un nome particolare: quello di taccheggio. Anche per il taccheggio, la legge prevede sanzioni specifiche. Per la precisione, rubare al supermercato o in un altro negozio che espone al pubblico la propria merce implica la commissione di un furto punito con pene particolarmente severe, maggiori rispetto al cosiddetto furto semplice. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: ti basteranno cinque minuti per sapere quali pene sono previste per il furto in negozio.

Furto: cosa dice la legge?

Secondo il Codice penale, il furto è la condotta di chi s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri [1].

Per legge, il furto consiste nella sottrazione illegittima di un bene a colui che ne è il detentore. Ciò significa che si commette furto anche se ci si impossessa di una cosa che non è di proprietà di colui che ce l’ha in quel momento.

Tizio ruba dalle mani di Caio un cellulare, non sapendo che il telefonino è in realtà di Sempronio.

Oggetto del furto deve essere necessariamente una cosa mobile: non è possibile, pertanto, rubare una casa o un fondo. In casi del genere, al massimo, può integrarsi il reato di invasione di edifici o terreni.

Furto semplice: com’è punito?

Quello appena descritto nel paragrafo superiore è il cosiddetto furto semplice, cioè il furto commesso senza particolari stratagemmi né avvalendosi di specifiche situazioni che possono aver facilitato l’opera del reo.

Il furto semplice è punito dalla legge con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 154 a euro 516.

Questo tipo di reato è procedibile a querela di parte. Ciò significa che la vittima del reato ha tre mesi di tempo per denunciare il fatto alle autorità, decorsi i quali non si potrà più procedere nei confronti del colpevole.

Come si dirà nel prosieguo, il furto semplice è divenuto oramai un’ipotesi del tutto residuale. Infatti, le circostanze che trasformano il furto semplice in aggravato sono talmente numerose che è difficilissimo immaginare ipotesi in cui esse non ricorrano.

Costituisce furto semplice quello commesso davanti al proprietario del bene, senza utilizzo di inganni, abilità, complici o di altri sotterfugi.

Furto aggravato: cos’è?

Secondo il Codice penale, la sottrazione di una cosa altrui, quando avviene in determinati modi o in specifiche situazioni, merita di essere punita più severamente. Queste circostanze sono definite aggravanti, al cui ricorrere la pena lievita fino a poter raggiungere, nel caso di concomitanza di più circostanze, fino a dieci anni.

Per la legge, il furto è aggravato quando:

  • il ladro usa violenza sulle cose o si avvale di un mezzo ingannevole (emblematico è il furto di energia elettrica);
  • il colpevole porta con sé armi o narcotici, pur senza usarli;
  • si ha furto con destrezza, cioè quando l’autore agisce con speciale abilità, superiore a quella normalmente usata dal comune ladro e, perciò, idonea a eludere la normale vigilanza dell’uomo dalla diligenza media;
  • è commesso da tre o più persone, oppure anche da una sola, se sia travestita in modo da celarne l’identità o da simulare la qualità di pubblico ufficiale;
  • riguarda il bagaglio dei viaggiatori in ogni specie di veicoli, nelle stazioni, negli scali o banchine, negli alberghi o in altri esercizi ove si vendono alimenti;
  • è commesso su beni presenti in uffici pubblici, oppure sottoposti a sequestro o a pignoramento, o ancora esposti necessariamente o abitualmente alla pubblica fede (es., macchina parcheggiata in luogo non custodito; taccheggio nel supermercato, ecc.);
  • è commesso su componenti metalliche o altro materiale sottratto ad infrastrutture destinate all’erogazione di energia, di servizi di trasporto, di telecomunicazioni o di altri servizi pubblici e gestite da soggetti pubblici o da privati in regime di concessione pubblica;
  • è commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria, ovvero su animali bovini o equini, anche non raccolti in mandria;
  • è commesso all’interno di mezzi pubblici;
  • è commesso nei confronti di persona che stia uscendo da istituti di credito o uffici postali, oppure abbia effettuato un prelievo presso gli sportelli automatici a ciò adibiti [2].

Furto aggravato: com’è punito?

Il furto aggravato è punito con la reclusione che va da due a sei anni, oltre alla multa da 927 a 1.500 euro. Com’è facile intuire, praticamente ricorrerà sempre almeno una delle circostanze sopra elencate; ciò rende il furto semplice un vero e proprio “reato in via di estinzione”.

Risponde di furto semplice Tizio che sottrae a Caia la borsa che aveva momentaneamente poggiato su una panchina del parco. Se Tizio utilizzasse un metodo per ingannare Caia (ad esempio, avvicinandosi a lei e distraendola, favorendo il complice Sempronio), ricorrerebbero gli estremi di un furto aggravato da mezzo ingannevole.

Il furto aggravato, inoltre, è procedibile d’ufficio, nel senso che chiunque può segnalare alle autorità questo fatto criminoso, anche una persona diversa dalla vittima del reato: si pensi al passante che, casualmente, vede un individuo forzare la porta di casa di una persona che conosce.

Furto in negozio: com’è punito?

Il furto in negozio è punito a titolo di furto aggravato. Per la precisione, rubare in un negozio integra l’aggravante (sopra vista) della sottrazione di oggetti esposti necessariamente o abitualmente alla pubblica fede.

Si tratta del cosiddetto taccheggio, cioè del furto di beni esposti nelle vetrine e sui banconi dei negozi (supermercati, boutique, cartolibrerie, ecc.). Si pensi a chi ruba prodotti alimentari (scatolette di tonno, merendine, ecc.) dagli scaffali di un supermercato, oppure a chi si infila in tasca un rossetto o un altro oggetto di piccole dimensioni.

Il furto in negozio è aggravato perché il commerciante, per esporre e pubblicizzare i suoi prodotti, è costretto a metterli in mostra e, quindi, si espone al rischio di subire furti. Proprio perché queste attività presuppongono la correttezza e la lealtà dei clienti, la condotta di chi ruba in negozio è punita più severamente, a titolo di furto aggravato.

Il furto in negozio è dunque punito con la pena da due a sei anni di reclusione e con la multa da 927 a euro 1.500 euro.

Furto in abitazione e furto con strappo: quale pena?

Ancora diversamente sono punite altre due tipologie di furto che, secondo la legge, costituiscono due ipotesi autonome di reato: il furto in abitazione e quello con strappo.

La pena prevista per il furto in abitazione e per il furto con strappo è la reclusione da quattro a sette anni e la multa da 927 a 1.500 euro, più alta, quindi, anche di quella prevista per il furto aggravato (per il quale, come detto nel paragrafo precedente, è prevista la reclusione da due a sei anni).

Per di più, chi si macchia di questo reato incorrendo in una delle aggravanti sopra viste per il furto, rischia un aumento di pena e, in particolare, la reclusione da cinque a dieci anni e la multa da 1.000 a 2.500 euro.


note

[1] Art. 624 cod. pen.

[2] Art. 625 cod. pen.

[3] Art. 624-bis cod. pen.

Autore immagine: canva.com/


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