Diritto e Fisco | Articoli

Spaccio di droga a minorenni: cosa si rischia?

27 Giugno 2021 | Autore:
Spaccio di droga a minorenni: cosa si rischia?

La cessione di sostanze stupefacenti a minori dei 18 anni è aggravata e comporta un aumento di pena anche se il fatto è di lieve entità o di particolare tenuità.

Vendere, offrire o regalare sostanze stupefacenti o psicotrope è reato, ma quando la cessione è realizzata verso persone minori dei 18 anni di età ci sono delle aggravanti che aumentano la pena. Queste circostanze, però, devono bilanciarsi con alcune attenuanti previste dalla legislazione in materia, come quella della «lieve entità» e quella della «particolare tenuità del fatto». La prima diminuisce la pena, la seconda la elimina.

In questo articolo ti spiegheremo cosa si rischia per lo spaccio di droga a minorenni. Ci soffermeremo sul trattamento sanzionatorio previsto per questo grave reato e ti spiegheremo qual è l’orientamento della Cassazione sui casi che apparentemente potrebbero essere considerati di scarso peso: le posizioni recenti sono piuttosto severe ed escludono la ricorrenza delle speciali cause di punibilità, anche quando il quantitativo ceduto al minorenne è piccolo.

Cessione di sostanze stupefacenti: le pene previste

La cessione di sostanze stupefacenti rientra nel novero delle condotte illecite riguardanti le droghe, al pari della produzione, distribuzione e trasporto. La legge [1] non distingue tra cessioni operate a titolo gratuito o a pagamento: dunque, anche spacciare gratis è reato.

Le pene previste nel caso di “droghe pesanti[2], come la cocaina e l’eroina, sono la reclusione da 6 a 20 anni e la multa da 26mila a 260mila euro. Per le cosiddette “droghe leggere” la pena è inferiore: si applica la reclusione da 2 a 6 anni con la multa da 5.164 a 77.468 euro. Leggi l’articolo linkato per conoscere qual è la differenza tra droghe leggere e droghe pesanti.

Invece, la condotta di chi riceve la sostanza stupefacente e la detiene per farne uso personale non è reato, ma integra un illecito amministrativo [3]: per conoscere quali sono le specifiche conseguenze a carico dell’acquirente leggi “droga per uso personale: sanzioni“.

Spaccio di droga a minorenni: l’aggravante

La legge [4] prevede un’aggravante specifica che comporta un aumento della pena base da un terzo alla metà nei casi in cui la cessione di sostanze stupefacenti avviene verso una persona di età minore dei 18 anni. Ciò avviene – precisa la norma – sia se le sostanze stupefacenti o psicotrope sono «consegnate» direttamente al minorenne sia quando sono a lui «comunque destinate» (è il caso della consegna mediata attraverso un’altra persona incaricata di portare la droga al ragazzo o alla ragazza).

Lo spacciatore incarica un amico di portare materialmente la droga ad alcuni ragazzi che gliela avevano chiesta e ordinata. Non è stato lui ad effettuare materialmente la consegna ma risponderà comunque del reato di cessione di sostanze stupefacenti a minorenni.

Lo spaccio di lieve entità

Quando la cessione di sostanze stupefacenti è «di lieve entità» opera un’apposita norma [5] che dispone che la pena è ridotta: le pene previste sono notevolmente diminuite ed il “piccolo spaccio” è punito con le pene della reclusione da sei mesi a quattro anni e della multa da euro 1.032 a euro 10.329.

Ma quando la condotta di cessione può considerarsi di lieve entità? Cosa si intende con tale concetto? La norma precisa che per stabilire se il fatto rientra tra quelli di lieve entità bisogna tenere conto dei mezzi, della modalità e delle circostanze dell’azione ed anche della qualità e quantità delle sostanze stupefacenti cedute.

Opera, quindi, una serie di indici, che il giudice dovrà esaminare caso per caso al fine di stabilire la ricorrenza o meno di questa circostanza attenuante. La valutazione di questi elementi è unitaria, perciò non basta un piccolo quantitativo per ottenere automaticamente il riconoscimento dell’attenuante se vi sono indici di segno opposto, tali da far presumere che lo spaccio sia organizzato e, dunque, più allarmante.

Alberto cede una bustina di cocaina ad una ragazza sedicenne. La “dose” è una sola e il quantitativo è meno di un grammo, ma la sostanza stupefacente è confezionata in una bustina e lo spaccio è avvenuto all’interno di un locale di intrattenimento. Alberto non potrà beneficiare dell’attenuante.

Marco è un consumatore di stupefacenti e si rifornisce periodicamente da uno spacciatore. Un giorno, Marco regala al suo amico Franco 5 grammi di hashish per farne uso personale. La cessione è estemporanea e occasionale, si tratta di droga leggera ed il quantitativo è minimo (si possono ricavare circa 15 spinelli): il giudice condanna Marco per il reato di spaccio, ma gli concede l’attenuante della lieve entità e perciò gli applica la riduzione di pena.

Spaccio a minori e non punibilità per tenuità del fatto  

Il Codice penale [6] prevede una speciale causa di esclusione della punibilità «per particolare tenuità del fatto». L’esimente opera quando la pena detentiva non è superiore nel massimo a cinque anni e le modalità della condotta e l’esiguità del pericolo fanno ritenere che il comportamento che costituisce reato è molto lieve e non è abituale.

Dunque, lo spaccio occasionale di droghe leggere a minorenni potrebbe astrattamente rientrare in questa fattispecie (come abbiamo visto, la pena irrogabile è inferiore a cinque anni) ma la Corte di Cassazione, in una nuova sentenza [7] che per la prima volta si è pronunciata sul punto, ha ritenuto l’inapplicabilità di tale causa di esclusione dalla punibilità.

Infatti, la Suprema Corte ritiene che il riconoscimento dell’aggravante specifica per i fatti di spaccio commessi in danno dei minori determina il superamento del limite di cinque anni di reclusione e ciò preclude la possibilità di invocare questa esimente, anche nelle ipotesi di cessione di lieve entità.

La sentenza spiega che l’applicazione dell’aggravante dello spaccio a minorenni ha l’effetto di elevare la pena edittale applicabile ai fatti di lieve entità a sei anni di reclusione, e ciò impedisce l’operatività della causa di esclusione della punibilità, che per espresso dettato normativo [8] è esclusa per le circostanze ad effetto speciale, come quella in esame, che comporta un aumento massimo della metà della pena prevista per il reato base.


note

[1] Art. 73 D.P.R. n. 309/1990.

[2] Indicate nella Tabella1 prevista dall’art. 14 del D.P.R. n.309/1990.

[3] Art. 75 D.P.R. n.309/1990.

[4] Art. 80, comma 1, lett.a) D.P.R. n.309/1990.

[5] Art. 73, comma 5, D.P.R. n.309/1990.

[6] Art. 131 bis Cod. pen.

[7] Cass. sent. n. 3242/2021 del 27.01.2021.

[8] Art. 131 bis, comma 5, Cod. pen.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube