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Covid, approvato il nuovo decreto spostamenti: le novità

22 Febbraio 2021
Covid, approvato il nuovo decreto spostamenti: le novità

Il divieto di mobilità regionale rimane fino al prossimo 27 marzo, ma restano anche le deroghe. Stop alle visite a parenti e amici in zona rossa.

Via al primo Consiglio dei ministri del nuovo Governo presieduto da Mario Draghi. L’Esecutivo ha approvato, con decreto, la proroga del blocco della mobilità regionale. Significa che non ci si potrà spostare in regioni diverse rispetto a quella di residenza. Ci sono, però, dei motivi che giustificano il viaggio verso un’altra regione: salute, lavoro e specifiche necessità sono sempre ragioni valide per contravvenire alla regola generale dello stop agli spostamenti.

Inoltre, è sempre permesso il ritorno alla propria residenza, abitazione (intesa come la casa in cui si vive per la maggior parte dell’anno, anche se non si ha la residenza nel Comune in cui si trova l’appartamento), domicilio.

Restano dunque sia il divieto (che sarebbe scaduto il 25 febbraio), sia le deroghe. Quello che cambia, invece, è la socialità nelle zone rosse, dove le precauzioni si fanno ancora più stringenti. Il nuovo decreto, infatti, prevede che non sia più possibile andare a trovare parenti e amici nelle aree a maggior rischio.

Attualmente, dopo l’ultimo cambio di colori in vigore da domenica 21 febbraio, nessuna regione italiana è zona rossa, ma molti sono i Comuni praticamente in regime di lockdown, in Abruzzo, Umbria, Molise e Provincia autonoma di Bolzano.

In zona gialla e arancione, resta la regola classica: si può fare visita a parenti e amici al massimo una volta al giorno (perché, nell’arco di ventiquattr’ore è permesso solo uno spostamento verso un’abitazione) solo se si è in due (ma si possono portare figli under 14 e conviventi non autosufficienti, che dunque non rientrano nel conto). Il tutto, ovviamente, tra le 5 e le 22, la sola fascia oraria in cui è consentito uscire di casa a livello nazionale per il coprifuoco (salvo le solite deroghe riguardanti lavoro, salute e urgenze).

Il primo Consiglio dei ministri dell’era Draghi, convocato stamattina alle 10, è durato un’ora e mezza. Le Regioni condividono la nuova restrizione per le zone rosse, in una fase delicata per la gestione della pandemia, a causa della diffusione delle varianti del Coronavirus. Ieri sera, i governatori avevano fatto il punto con la neoministra degli Affari regionali Mariastella Gelmini.

«Ora – ha sottolineato il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini – c’è l’esigenza di due incontri da svolgere il prima possibile con l’Esecutivo. Il primo a brevissimo termine sui contenuti che dovrà avere il prossimo Dpcm per il contenimento dell’emergenza Covid-19. Il secondo, per il quale comunque i tempi stanno stringendo, dovrà riguardare il lavoro di squadra per un efficace utilizzo delle risorse che saranno previste dal Recovery Plan».

I presidenti di Regione hanno anche consegnato a Gelmini un documento con loro proposte per il prosieguo della gestione dell’emergenza sanitaria. Nel testo, viene reiterata la richiesta di rivedere i criteri per l’ingresso nelle aree di rischio gialle, arancioni e rosse. Inoltre, si chiedono ristori per i lavoratori più colpiti dalle restrizioni e la riapertura serale dei ristoranti.



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