Dal 1° febbraio le banche faranno la ritenuta del 20% sui bonifici dall’estero in automatico

13 febbraio 2014


Dal 1° febbraio le banche faranno la ritenuta del 20% sui bonifici dall’estero in automatico

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 febbraio 2014



Gli istituti di credito effettueranno una ritenuta automatica sui bonifici ricevuti dai privati cittadini dall’estero per l’anticipo dell’imposta.

Dallo scorso 1° febbraio, su tutti i bonifici che arriveranno dall’estero in favore dei privati cittadini, le banche saranno obbligate a fare una ritenuta pari al 20%. Questo perché, a seguito di una legge del 2013 [1], il Fisco considera da oggi, in automatico, come redditi tutti i bonifici provenienti dall’estero e diretti a una persona fisica italiana, salvo che quest’ultima dimostri il contrario. Insomma, al cittadino, come al solito, verrà imposto il cosiddetto onere della prova contrario: il titolare del conto su cui arriva il versamento, cioè, dovrà dimostrare che il bonifico non ha una componente reddituale.

Le ritenute saranno effettuate automaticamente dalle banche (a meno di precedente richiesta di esclusione).

L’effetto pratico sarà che tutti i contribuenti che riceveranno un bonifico dall’estero sul proprio conto personale – e non professionale o d’impresa – si vedranno un importo ridotto del 20%, pari alla ritenuta a titolo di acconto che tratterrà la banca e che dovrà versare all’erario. Tale somma sarà, poi, scomputata in sede di dichiarazione annuale dei redditi da parte del contribuente.

Sarà, insomma, come se il contribuente anticipasse già il pagamento dell’Irpef su tutti i bonifici che riceverà dall’estero, ma – qui sta la particolarità – sia su quelli che avranno valenza reddituale, sia su quelli che non l’avranno (per esempio un rimborso spese o la restituzione di una caparra). In tal ultimo caso, sarà lo stesso povero contribuente a doversi sobbarcare l’onere di dimostrare la diversa natura del pagamento.

Si tratta, quindi, di una vera e propria “trattenuta”.

Ancora più complesso sarà, però, il meccanismo che impone al funzionario di banca di ricevere la dichiarazione del contribuente e valutarla.

In ogni caso, che si effettui la ritenuta o meno, il nominativo del percipiente andrà segnalato dalla banca all’agenzia delle Entrate. E il contribuente ha tempo fino al 28 febbraio dell’anno successivo a quello della trattenuta per attestare l’impropria applicazione della ritenuta e chiedere alla banca la restituzione.

La ritenuta si applica solo ai privati; non si applica quindi alle persone fisiche che ricevano bonifici nell’ambito della propria attività d’impresa o di lavoro autonomo e quando la riscossione non avvenga tramite l’intervento di un intermediario finanziario.

Il contribuente potrà evitare la ritenuta esibendo una autocertificazione, possibilmente preventiva, rispetto alla movimentazione finanziaria, valevole quanto meno per un intero periodo di imposta (a proposito si attendono chiarimenti).

note

[1] Art. 4, comma 2, Dl n. 167/90 modificato dalla legge 97/2013.

Autore foto: 123rf.com

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1 Commento

  1. …..tutti i bonifici che arriveranno dall’estero in favore dei privati cittadini ….
    RESIDENTI E CHE FANNO LA dichiarazione annuale dei redditi ….
    O NO?

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