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Allontanamento assemblea condominio: ultime sentenze

23 Febbraio 2021
Allontanamento assemblea condominio: ultime sentenze

La delibera è valida se uno dei condomini si allontana ma non viene scritto nel verbale? Come si calcola il quorum?

Che succede all’assemblea di condominio in caso di allontanamento di uno dei condomini? Cosa indicare nel verbale e che succede se viene a mancare il quorum costitutivo? Ecco quali sono le ultime sentenze in tema di allontanamento dall’assemblea condominiale di uno dei condomini.

È illegittima, per violazione dell’articolo 1136, ultimo comma del Codice civile, la deliberazione di assemblea condominiale all’esito della quale il relativo verbale non rechi l’esatta indicazione dei condomini allontanatisi prima della votazione su uno o più punti all’ordine del giorno. Tale omissione rende infatti impossibile l’esatta quantificazione, sia in termini personali che reali, dell’effettiva consistenza della maggioranza e della sua idoneità a deliberare validamente.

Tribunale Roma sez. V, 07/07/2009, n.15048

Atteso che la deliberazione condominiale deve, per legge, risultare in forma documentale, non è ammissibile la prova testimoniale diretta a dimostrare una volontà difforme da quella attestata dal verbale e, comunque, la circostanza della mancata attestazione del presunto allontanamento di un condomino prima della votazione non incide sulla validità della delibera quando il quorum deliberativo risulti raggiunto anche senza il voto favorevole di tale condomino (c.d. “prova di resistenza”).

Corte appello Roma sez. IV, 15/10/2003, n.4322

Il voto di un partecipante ad un’assemblea condominiale, allontanatosi prima della trattazione e discussione sui punti all’ordine del giorno, non può esser conteggiato per la formazione della maggioranza prescritta per l’assunzione della delibera perché questa è una sintesi, non una somma algebrica, delle volontà dei singoli, sì che l’opinione di ciascuno deve precedere la determinazione di essi.

Cassazione civile sez. II, 23/02/1999, n.1510

In tema di condominio di edifici, ai fini del calcolo delle maggioranze prescritte dall’art. 1136 c.c. per l’approvazione delle delibere assembleari, non si può tenere conto della adesione espressa dal condomino che si sia allontanato prima della votazione dichiarando di accettare le decisione della maggioranza, perché solo il momento della votazione determina la fusione delle volontà dei singoli condomini creativa dell’atto collegiale. Né la eventuale conferma della adesione alla deliberazione, data dal condomino successivamente alla adozione della stessa, può valere, nella predetta ipotesi, come sanatoria della eventuale invalidità della delibera, dovuta al venir meno, per le predette ragioni, del richiesto “quorum deliberativo”, potendo, se mai, tale conferma avere solo il valore di rinuncia a dedurre la invalidità, senza che sia, peraltro, preclusa agli altri condomini la possibilità di impugnazione.

Cassazione civile sez. II, 13/02/1999, n.1208

In tema di condominio di edifici è nulla la deliberazione assembleare che sia stata adottata dopo lo scioglimento dell’assemblea stessa e l’allontanamento di alcuni condomini, a seguito di riapertura del verbale non preceduta da una nuova rituale convocazione a norma dell’art. 66 disp. attuaz. c.c., risultando violate sia le disposizioni sulla convocazione dell’assemblea sia il principio della collegiabilità della deliberazione.

Cassazione civile sez. II, 05/06/1991, n.6366

In tema di condominio di edifici, al fine del calcolo delle maggioranze prescritte dalla norma dell’art. 1136 c.c. per l’approvazione delle delibere assembleari, non si può tenere conto del voto del condomino che, inizialmente intervenuto, si sia successivamente allontanato dichiarando di accettare quanto avrebbe deciso la maggioranza, perché soltanto nel momento della votazione le manifestazioni di voto espresse dai singoli condomini confluiscono per la formazione della volontà dell’assemblea.

Cassazione civile sez. II, 18/07/1985, n.4225



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