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Defibrillatori nei luoghi di lavoro: obbligo o facoltà?

26 Giugno 2021
Defibrillatori nei luoghi di lavoro: obbligo o facoltà?

L’utilizzo dei defibrillatori semi automatici costituisce la principale arma per combattere gli arresti cardiaci al di fuori delle strutture sanitarie.

Sei stato assunto di recente in un’azienda agricola. Il lavoro che devi svolgere ogni giorno è molto pesante e richiede un costante affaticamento fisico. Hai chiesto al proprietario se è presente in azienda un defibrillatore e ti è stato risposto di no. Vuoi sapere se il datore di lavoro è obbligato a dotarsi di tali apparecchiature nei luoghi di lavoro.

I defibrillatori semi automatici sono considerati dall’Inail lo strumento più importante per combattere gli arresti cardiaci che avvengono in ambiente extra-ospedaliero. Non c’è dubbio che anche in fabbrica la presenza di questi strumenti possa essere considerata una garanzia per i lavoratori. Ma cosa prevede la legge sui defibrillatori nei luoghi di lavoro: è un obbligo o facoltà?

La normativa in materia di defibrillatori specifica quali sono i contesti nei quali la presenza di questi strumenti è obbligatoria. In ogni caso, è il datore di lavoro a dover valutare quali sono le misure di prevenzione da adottare per tutelare al meglio la salute e la sicurezza dei propri dipendenti.

Cosa sono i defibrillatori?

I defibrillatori semiautomatici esterni (Dae) sono degli strumenti portatili idonei ad analizzare il ritmo cardiaco e a rilasciare una scarica elettrica al cuore al fine di rimetterlo in ritmo.

I Dae possono essere utilizzati anche da personale non sanitario poiché sono dotati di una tecnologia che riconosce senza commettere errori i casi in cui il rilascio della scarica è necessario. Ne consegue che questi strumenti non intervengono se la terapia elettrica non è indicata con totale certezza. Il soccorritore, dunque, non deve fare alcuna diagnosi, ma deve limitarsi a seguire le indicazioni fornite dalla macchina.

Proprio per la loro automaticità, i Dae e le compressioni toraciche sono considerati dai documenti ufficiali dell’Inail i maggiori determinanti che possono favorire la sopravvivenza di una persona colpita da arresto cardiaco in un contesto extra-ospedaliero.

Dae: in quali casi sono obbligatori?

La legge [1] consente l’utilizzo dei Dae in ambiente extra-ospedaliero da parte di personale non sanitario e un apposito decreto del ministero della Salute [2] raccomanda, in base all’afflusso di utenti, ai dati epidemiologici e a specifici progetti, che è opportuno dotare di Dae le aree con particolare afflusso di pubblico e quelle con particolari specificità come luoghi isolati e zone disagiate, anche con bassa densità di popolazione come:

  • luoghi in cui si pratica attività ludica o sportiva (auditorium, cinema, stadi, centri sportivi, parchi di divertimento);
  • luoghi pubblici (scuole, università, uffici);
  • luoghi ad alto afflusso di persone (aeroporti, stazioni ferroviarie, centri commerciali, alberghi, ristoranti, ipermercati);
  • luoghi ad alto rischio, come le strutture industriali, oppure zone isolate dove è più difficile far arrivare i soccorsi, come impianti di perforazione, cantieri di costruzione, piattaforme marine ecc.

La presenza dei Dae deve essere appositamente segnalata utilizzando la specifica segnaletica internazionale.

Inoltre, le persone autorizzate ad operare con il Dae in caso di emergenza devono aver seguito un apposito corso di formazione.

Dae: sono obbligatori nei luoghi di lavoro?

Non esiste uno specifico obbligo di legge di dotarsi dei Dae nei luoghi di lavoro. Tuttavia, come regola generale, il datore di lavoro deve adottare tutte le misure di sicurezza necessarie a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori (cosiddetto obbligo di sicurezza) [3].

Inoltre, tra le misure generali di tutela che devono essere adottate, la legge [4] prevede espressamente le misure di emergenza e l’adozione dei Dae nel luogo di lavoro costituisce, senza dubbio, una fondamentale misura di emergenza che è in grado di proteggere la vita umana in caso di arresto cardiaco.

Lo stretto legame tra Dae e sicurezza sul lavoro è confermato dal fatto che l’Inail riconosce riduzioni del premio assicurativo ai datori di lavoro che investono nell’acquisto dei Dae e nella formazione ai dipendenti per l’utilizzo di questi strumenti.

Inoltre, nel caso di lavorazioni particolarmente stressanti oppure caratterizzate dalla presenza di sostanze pericolose per il sistema cardio-vascolare, l’arresto cardiaco può essere considerato anche un rischio specifico per i lavoratori. In questi casi, l’adozione dei Dae non è, dunque, semplicemente, una generale misura di tutela ma costituisce una misura specifica legata ai rischi correlati alla prestazione di lavoro.


note

[1] L. n. 120 del 3.04.2001.

[2] Ministero della Salute, D.M. 18.03.2011.

[3] Art. 2087 cod. civ.

[4] Art. 15, D. Lgs. 81/2008.


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