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Che fare se non si rispetta una scommessa?

22 Febbraio 2021
Che fare se non si rispetta una scommessa?

Obbligazioni naturali: come ottenere il pagamento in caso di inadempimento da parte di chi perde la scommessa. Il caso degli eredi e del Fantacalcio.

Che fare se una persona non rispetta una scommessa? Si potrà dire che la scommessa non avviene mai per iscritto e che non ci sono prove della parola data; che pertanto è impossibile dimostrare gli accordi intercorsi tra le parti. Ma le cose stanno diversamente. Come spiegheremo a breve, l’impossibilità a far valere una scommessa – come potrebbe essere ad esempio lo stesso fantacalcio – deriva da un’apposita norma inserita nel Codice civile. 

Cerchiamo allora di comprendere che fare se non si rispetta una scommessa e come tutelarsi in anticipo. 

La scommessa è obbligatoria? I debiti di gioco – le cosiddette “obbligazioni naturali” – sono disciplinati dall’articolo 2034 del Codice civile. Questa disposizione stabilisce due importanti norme: la prima in modo diretto, la seconda invece in modo implicito. Le vedremo qui di seguito rispondendo a due diverse domande.

Si può chiedere la restituzione di un pagamento fatto in forza di un debito di gioco?

Innanzitutto, la legge stabilisce che chi paga un debito di gioco non può chiedere la restituzione di ciò che ha pagato in ottemperanza di esso. 

Marco e Giovanni stabiliscono di giocare alle carte e di mettere in palio 100 euro. Marco perde e dà a Giovanni la somma concordata. Il giorno dopo, però, ne chiede la restituzione sospettando che Giovanni lo abbia imbrogliato. Se Marco dovesse andare da un giudice per chiedere tutela, perderebbe la causa: difatti, la legge stabilisce che tale somma è “irripetibile”, ossia non può più essere richiesta indietro.

Affinché però possa applicarsi questa disciplina è necessario che:

  • l’adempimento sia stato spontaneo, non frutto di violenza (fisica o morale, ivi compresa la minaccia);
  • l’adempimento sia stato proporzionato allo status e alla condizione del soggetto adempiente (debitore): non sarebbe tale il caso di una persona povera che si giochi la casa;
  • il debitore sia stato un soggetto capace di intendere e volere, altrimenti l’adempimento non si considera valido.

Leggi “Debiti di gioco: si è obbligati a pagarli?“.

La richiesta sotto minaccia di denaro per pagare i debiti di gioco integra il reato di estorsione.

Si può obbligare una persona a pagare una scommessa?

L’articolo del Codice che abbiamo appena citato contiene anche una seconda norma, enunciata in modo implicito: chi non ottiene l’adempimento spontaneo di un debito di gioco non può rivolgersi al giudice. In buona sostanza, non è possibile obbligare una persona a pagare un debito di gioco. E questo perché l’adempimento non dipende da una norma giuridica ma da un semplice impegno morale, contratto spontaneamente. 

Marco e Giovanni decidono di giocare 100 euro a carte. Marco perde ma si rifiuta di pagare. Giovanni non può agire contro Marco, neanche dinanzi a un giudice, in quanto la legge non gli riconosce una tutela per far rispettare un debito di gioco.

In sintesi, chi perde non è mai tenuto a pagare la somma (persa), se non appunto per senso di dovere morale. Ma se lo fa, non può dopo pretenderne la restituzione.

I debiti di gioco si trasferiscono agli eredi?

Conseguenza di ciò che abbiamo detto è l’impossibilità di trasferire i debiti di gioco agli eredi: se è vero che non si può obbligare una persona ad estinguere le proprie obbligazioni naturali, a maggior ragione è impossibile farlo con i suoi eredi. Pertanto, nessuno dovrà temere di accettare l’eredità di una persona dedita al gioco delle carte o delle scommesse.

Si può obbligare una persona a rispettare il Fantacalcio?

Anche il Fantacalcio è una sorta di scommessa. Pertanto, chi non rispetta la parola data agli amici di gioco non può essere costretto da un tribunale.

Che fare se una persona non rispetta una scommessa?

Spesso, avviene che, per rendere coercitivo l’impegno a rispettare le scommesse, si faccia firmare l’avversario un documento in cui si impegna esplicitamente a pagare la somma in caso di sconfitta. Anche un documento del genere, però, non avrebbe alcun valore e, quindi, non sarebbe utilizzabile per rendere coercitivo un obbligo che non è tale per la legge. 

Ma allora c’è un modo per obbligare una persona a rispettare una scommessa? In teoria no, ma nella pratica sono state tentate diverse soluzioni. Come detto, tutto ciò che non è frutto di una prestazione specifica non può essere oggetto di costrizione. Così, molto spesso, si tende a far figurare il pagamento di un prezzo come corrispettivo per un’attività di “contorno” al gioco stesso, quale l’intrattenimento. Un esempio tipico è il gioco al Luna-park dove spesso si misurano le abilità dei concorrenti e, al vincitore, si dà un premio (un pupazzo, un gioco, ecc.). In questo caso, non si tratta propriamente di una scommessa ma di una prestazione specifica, per quanto generica possa essere. 

Dunque, l’unico modo per obbligare una persona a rispettare una scommessa è concludere con questa un contratto – non necessariamente scritto, ma anche verbale – ed, a fronte di un pagamento, è prevista una specifica prestazione.  


note

[1] Art. 2034 c.c. obbligazione naturale.

Autore immagine: depositphotos.com


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