Cashback: a rischio il super premio da 1.500 euro

22 Febbraio 2021 | Autore:
Cashback: a rischio il super premio da 1.500 euro

In bilico, una parte dell’agevolazione pensata dal Governo Conte bis per premiare chi paga con carta di credito e bancomat. Motivo: i furbetti.

È un po’ come le punizioni a scuola: per colpa di qualche incorreggibile, alla fine, pagano tutti. Vanno intesi, in effetti, in un’ottica punitiva i provvedimenti che il ministero dell’Economia sarebbe in procinto di prendere in materia di Cashback.

La misura era stata fortemente voluta dal secondo Governo Conte per incentivare i pagamenti elettronici (carta di credito, carta di debito, bancomat, app ecc.), in modo da renderli tracciabili in chiave anti-evasione fiscale.

Un’agevolazione divisa in tre parti. La prima era l’Extracashback di Natale: un rimborso pari al 10% della spesa (ma comunque mai oltre i 15 euro per ogni transazione e mai oltre i 150 euro in totale) per chi, nell’ultimo mese dell’anno, riusciva a totalizzare un minimo di 10 pagamenti in moneta elettronica.

Poi, c’è il Cashback vero e proprio, entrato a regime dal primo gennaio 2021 che è l’equivalente dell’Extracashback di Natale, spalmato, però, su un intero anno. Questo vuol dire che, invece di prendere un unico mese come parametro, si ragiona su 12 mensilità. Bisogna totalizzare un minimo di 100 transazioni (50 a semestre) per avere indietro 300 euro di rimborso massimo.

Infine, il Supercashback: superpremio semestrale da 1.500 euro ai maggiori utilizzatori di carte in Italia. Se lo aggiudicano i primi centomila italiani in classifica. È proprio qui che vuole agire il Governo per garantire una maggiore trasparenza nell’usufruire del beneficio.

Dalle parti di via XX Settembre, si starebbe pensando di bloccare fino a dicembre questa parte dell’agevolazione. Questo perché al ministero dell’Economia sono arrivate molte segnalazioni sui «furbetti del rimborso»: gente che usa gli stratagemmi più vari per massimizzare il numero di transazioni, così da scalare la classifica dei super utilizzatori di carte.

Il sistema più diffuso è quello delle micro-transazioni: per esempio, invece di fare una spesa unica in un negozio, ci si va più volte, comprando prodotti singoli. A sollevare il problema, secondo quanto riporta oggi Il Messaggero, sarebbero stati i gestori delle pompe di benzina. Pare, infatti, che molti si stiano accanendo proprio sull’acquisto di questo bene di prima necessità per aumentare il numero delle transazioni. Anziché fare un pieno di carburante, ci si rifornisce al self-service per importi minimi nel giro di poche ore, in modo che l’app Io conteggi più pagamenti.

C’è da dire che questo, al momento, non è vietato dal regolamento, dunque è anche legittimo chiedersi cosa si intenda per «furbetti». Lo sono senz’altro coloro che «barano» con trucchetti che consentono loro di ottenere il rimborso anche quando non dovrebbero (per approfondire leggi qui: Cashback: come avere il rimborso gratis). D’altro canto, i micro-pagamenti sono mal tollerati dagli esercenti per i costi delle commissioni.

Ma come impedire il frazionamento dei pagamenti? Pare che i tecnici di PagoPa, società che gestisce l’app Io per il computo delle transazioni, stiano pensando di lavorare a un algoritmo capace di individuare i micro-pagamenti e di non tenerne conto.

La proposta delle associazioni di categoria degli esercenti, invece, è quella di mettere un limite al numero di pagamenti eseguibili in 24 ore nello stesso esercizio commerciale e di non conteggiare le spese inferiori a un euro tra quelle valide ai fini del Cashback.

Per ora, comunque, l’idea che va per la maggiore è quella di uno stop temporaneo (per tutto quest’anno) al Supercashback, in attesa di sviluppare l’algoritmo anti-furbi.



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