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Sentenza del giudice non rispettata: che fare?

23 Febbraio 2021
Sentenza del giudice non rispettata: che fare?

Che fare se una persona non rispetta una sentenza? Mancato adempimento sentenza civile: l’esecuzione forzata e il ricorso all’ufficiale giudiziario.

Una volta vinta una causa, non è detto che si riesca a conseguire l’intento sperato. La sentenza è sì obbligatoria, ma non tutti sono disposti ad accettare la sconfitta. E così anche chi non fa appello potrebbe rendersi inadempiente al comando del giudice. Cosa succede in questi casi? Che fare se la sentenza del giudice non viene rispettata? Si può denunciare la controparte per non avere rispettato l’ordine di un’autorità? Cerchiamo di fare il punto della situazione sulla scorta di quelle che sono le previsioni del Codice di procedura civile. Ci riferiremo infatti unicamente al caso di mancato adempimento di una sentenza civile. Ma procediamo con ordine.

Che importanza ha una sentenza?

Prima di stabilire che fare se una persona non rispetta una sentenza, sarà bene capire che valore ha una sentenza. 

Una sentenza è ciò che tecnicamente si definisce titolo esecutivo: è cioè un documento con una forza imperativa massima, che legittima il titolare della stessa ad avvalersi della forza pubblica per farne rispettare il contenuto (vedremo a breve come ciò possa avvenire e attraverso quali procedure).

Una sentenza è tale anche se soggetta a impugnazione, in appello o in Cassazione. A meno che infatti il giudice del successivo grado non ne sospenda l’efficacia in attesa della definizione del giudizio, la parte che ha vinto il precedente grado può obbligare l’altra a rispettarne il contenuto.

Detto in parole ancora più semplici, una sentenza è sempre obbligatoria finché non è un altro giudice ad annullarla o a sospenderla. Come tale va quindi rispettata. 

Che fare se non si rispetta una sentenza civile?

Nel caso in cui una sentenza non venga rispettata è necessario avviare, con il proprio avvocato, un secondo procedimento chiamato esecuzione forzata. L’iniziativa spetta quindi alla parte vincitrice che, per forza di cose, è anche tenuta ad anticipare le spese per poi rivalersi contro l’avversario in un secondo momento.

La procedura di esecuzione forzata è diversa a seconda del contenuto della sentenza non rispettata. Esistono, più in particolare, svariate tipologie di sentenze. In generale, gran parte delle sentenze contengono una condanna; ci sono poi le sentenze che condannano una persona a pagare una somma di denaro, quelle che invece la obbligano a fare qualcosa (si pensi all’obbligo di abbattere un albero che minaccia di cadere sulla proprietà altrui, all’obbligo di riparare una conduttura rotta, all’obbligo di riassumere un dipendente illegittimamente licenziato, ecc.) e quelle che invece vietano di fare qualcosa (ad esempio, il divieto di fare rumore durante la notte, il divieto di impedire l’utilizzo di una servitù di passaggio, il divieto di utilizzare un’area condominiale per scopi privati, ecc.).

Per ognuno di questi casi, bisogna seguire un iter differente. Vediamo dunque che fare se una persona non rispetta la sentenza civile del giudice.

Che fare se una persona non paga dopo la sentenza?

È una costante: causa vinta ma la controparte non paga. Che fare in questi casi? Nulla di più lungo e tortuoso: individuare i beni di cui il soccombente è titolare e pignorarglieli. 

Il pignoramento viene eseguito tramite l’ufficiale giudiziario presso cui deve rivolgersi l’avvocato della parte vincitrice, munito della sentenza. Prima dell’avvio del pignoramento, è bene notificare al debitore un ultimo avviso, detto atto di precetto, con cui gli si danno 10 giorni di tempo per adempiere.

Il pignoramento può avere ad oggetto dei beni mobili, come ad esempio l’arredo di casa, i gioielli, gli averi in cassaforte, un’auto; dei beni immobili, come la casa o i terreni; dei crediti vantati nei confronti di terzi come ad esempio lo stipendio, la pensione, il conto corrente, i canoni di affitto. 

Se vengono pignorati i beni mobili, verranno disposte delle aste giudiziarie, sotto il controllo del tribunale, e l’eventuale ricavato sarà dato al creditore. 

Se vengono pignorate delle somme di denaro, sarà il giudice a ordinare al debitore del debitore (ossia colui che è in possesso di tali somme) di versarle direttamente al creditore.

Che fare se una persona non rispetta l’obbligo di non fare?

Anche dinanzi al mancato adempimento di un obbligo di non fare è prevista l’esecuzione forzata: nel caso specifico, si parla di esecuzione forzata degli obblighi di non fare. 

Questo tipo di procedura si pone solo quando si tratta di distruggere delle opere che l’avversario ha compiuto in violazione della legge: si pensi alla demolizione di un muro, all’arretramento di un recinto, al ripristino di un passaggio per una servitù, ecc.

È necessario in questo caso, sempre a mezzo del proprio avvocato, presentare un ricorso al giudice. Il giudice dell’esecuzione fissa una data per l’udienza di comparizione. All’udienza, il giudice, sentita la parte obbligata, pronuncia un’ordinanza con la quale:

  • designa l’ufficiale giudiziario che deve procedere all’esecuzione forzata;
  • decide le modalità di esecuzione;
  • indica le persone che devono provvedere alla distruzione dell’opera compiuta dalla tua controparte.

Leggi sul punto “Come imporre a qualcuno di non fare qualcosa“.

Il giudice potrebbe anche imporre una multa per ogni giorno di violazione dell’obbligo di non fare.

Che fare se una persona non rispetta l’obbligo di fare?

La sentenza potrebbe, al contrario, obbligare ad un determinato comportamento. Che succede se il debitore non vi provvede? È necessario avviare la cosiddetta esecuzione forzata in forma specifica.

Leggi l’articolo “Come costringere qualcuno a fare qualcosa“.

Questa procedura è rivolta a ottenere:

  • la consegna di un bene mobile o immobile da chi lo possiede e non vuole restituirlo: si parla a riguardo di esecuzione per consegna e rilascio;
  • la realizzazione di un determinato comportamento che una persona dovrebbe fare e non vuole compiere: si parla a riguardo di esecuzione forzata per obblighi di fare.

In entrambi i casi, la parte vincitrice, tramite il proprio avvocato, chiede l’intervento dell’ufficiale giudiziario a riprendere ciò che è del debitore e consegnarglielo (essendo pubblico ufficiale ha il potere di obbligare il soggetto passivo e, in caso di sua residenza, avvalersi della forza pubblica come carabinieri o polizia) oppure nominare un altro soggetto che compia l’opera dovuta o rimuova quella illegittima a spese però del responsabile.



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