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Voltura utenze in affitto: è obbligatoria?

27 Giugno 2021
Voltura utenze in affitto: è obbligatoria?

Sono le parti del rapporto locatizio a decidere se l’inquilino debba intestarsi o meno le utenze relative al bene locato.

Hai deciso di prendere in affitto un appartamento. Stai negoziando con il proprietario le condizioni da inserire nel contratto di locazione. Il locatore vorrebbe che ti intestassi le utenze di luce, acqua e gas relative all’immobile ma tu, visto che non hai intenzione di restare in questa casa molto tempo, preferiresti evitarlo. Vuoi sapere se tale passaggio è obbligatorio per legge.

Quando si stipula un contratto di locazione, molto spesso, ci si dimentica di disciplinare la voltura utenze in affitto: ciò determina il sorgere di dubbi e l’inquilino, in particolare, si chiede se tale attività sia obbligatoria o meno.

Nel silenzio della legge, che non disciplina in modo specifico questo aspetto, per evitare discussioni e incomprensioni è meglio definire direttamente nel contratto di affitto la voltura delle utenze così che non possano esserci dubbi in merito.

Contratto di affitto: cos’è?

Il contratto con cui un soggetto concede ad un altro l’uso di un bene viene definito, nel linguaggio comune, contratto di affitto. In verità, dal punto di vista giuridico, si tratta di quello che il Codice civile definisce contratto di locazione [1]. Con questo accordo il proprietario (detto anche locatore) concede un bene mobile o immobile in uso al conduttore (detto anche inquilino o locatario) e, in cambio, ottiene il pagamento di una somma di denaro mensile che prende il nome di canone di locazione.

Contratto di affitto: quale disciplina?

La legge [2] distingue tra locazioni abitative e non abitative e, in entrambi i casi, prevede una rigida regolamentazione del contratto di locazione, soprattutto con riferimento alla durata e alla possibilità delle parti di recedere o di dare disdetta.

In particolare, per le locazioni abitative, la legge offre alle parti due schemi contrattuali alternativi:

  1. il contratto 4+4: prevede una durata iniziale di quattro anni ed un rinnovo automatico, alla scadenza, di altri 4 anni;
  2. il contratto 3+2: prevede una durata iniziale di tre anni ed un rinnovo automatico, alla scadenza, di altri 2 anni.

In entrambi i casi, il conduttore può recedere dal contratto, con un preavviso di sei mesi, solo se ricorrono gravi motivi, ossia, situazioni imprevedibili al momento della stipula del contratto, che sono sopravvenute in epoca successiva e che rendono eccessivamente gravosa la prosecuzione del rapporto locatizio.

Il locatore, invece, non può mai recedere durante il corso del rapporto ma può esercitare il diritto di disdetta alla prima scadenza solo se ricorrono una serie di ipotesi tassative indicate dalla legge che riguardano, essenzialmente, l’esigenza oggettiva di rientrare in possesso del bene per esigenze proprie o dei propri familiari stretti.

Contratto di affitto: il riparto delle spese

Un tema molto “caldo” nell’ambito del rapporto di locazione è la ripartizione delle spese di gestione e manutenzione del bene locato tra proprietario e conduttore. Il principio generale prevede che tutti gli oneri sono a carico del locatore, fatta eccezione per la piccola manutenzione ordinaria resa necessaria dal normale uso del bene.

Al proprietario compete la sostituzione della caldaia rotta, mentre al conduttore spettano gli interventi di ordinaria manutenzione della caldaia e le spese amministrative della stessa (controllo dei fumi, tassa regionale, etc.).

Contratto di affitto: la voltura delle utenze

Sono, senza alcun dubbio, a carico del conduttore le spese relative al consumo di luce, acqua e gas. Si tratta, infatti, con tutta evidenza di costi connessi all’uso dell’immobile locato. La legge, tuttavia, non prevede l’obbligo del conduttore di intestarsi le utenze domestiche e di effettuare la voltura. Tale eventuale obbligo deve essere, dunque, previsto dal contratto di locazione.

Se l’accordo scritto nulla dice in merito, le parti dovranno trovare un accordo. Di certo, la voltura delle utenze da parte dell’inquilino è un’importante garanzia per il proprietario. Se, infatti, alla fine del rapporto locatizio, ci sono ancora delle bollette da pagare e il conduttore non provvede a farlo, il soggetto erogatore del servizio chiederà il pagamento direttamente al proprietario, intestatario dell’utenza.


note

[1] Art. 1571 cod. civ.

[2] L. 431/1998.


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