Diritto e Fisco | Articoli

Se l’auto è in divieto per pochi minuti e la multa non è contestata immediatamente

17 Febbraio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Febbraio 2014



Per comprare le sigarette, ho lasciato l’auto per due minuti sulle strisce gialle e con le quattro frecce accese; quando sono tornato ho trovato l’auto dei vigili che, evidentemente, stavano prendendo la mia targa; tant’è che oggi mi è stata recapitata a casa una multa. Premetto che gli agenti né sono scesi dalla volante, né mi hanno fermato o chiamato. Mi chiedo se la contravvenzione sia illegittima per mancata contestazione immediata, ben potendo gli agenti notificarmela in quel frangente.  

 

In tali casi, la multa è illegittima.

A riguardo, la legge [1] parla chiaro: la sanzione deve essere contestata immediatamente al trasgressore. Solo in pochi e specifici casi è consentita la notifica del verbale in un momento successivo, ossia in tutte quelle ipotesi in cui gli agenti si trovano nell’oggettiva impossibilità di fermare l’automobilista (vedi se il trasgressore è assente o nelle strade a scorrimento rapido o quando lo stop del veicolo potrebbe comportare un rischio per il traffico).

Nel caso di specie, è palese che le dichiarazioni rilasciate dagli agenti nel verbale non corrispondono al vero poiché l’automobilista non soltanto era presente, ma ha avuto addirittura l’opportunità di interagire con gli agenti medesimi.

Questi motivi sono già di per sé sufficienti per ritenere il verbale illegittimo.

Per ottenere l’annullamento della sanzione è necessario dimostrare al giudice la veridicità dei fatti sostenuti e, di riflesso, l’infondatezza delle ragioni addotte nel verbale. Qui sorgono le difficoltà. Infatti, le dichiarazioni contenute in un verbale di accertamento non hanno la stessa valenza di quelle rilasciate da un cittadino qualunque o dal trasgressore, in quanto la legge [2] stabilisce che verbale di accertamento fa piena prova fino a querela di falso.

Ciò significa che il giudice sarà tenuto a considerare sempre veritiera la versione degli agenti che hanno elevato la multa, salvo che il conducente azioni un particolare procedimento (la cosiddetta “querela di falso”) in cui dovrà dimostrare la falsità delle dichiarazioni degli agenti.

Si potrebbe evitare la querela e limitarsi alle normali contestazioni nell’ambito del ricorso al giudice di pace solo se le prove in possesso del trasgressore dimostrino circostanze che, sebbene avvenute, non siano state attestate dal verbale, oppure situazioni contraddittorie rispetto a quanto asserito dagli agenti. Classico caso è la prova chiara e certa che, nell’istante in cui gli agenti sostengono di aver accertato l’infrazione, il conducente era, in realtà, dall’altra parte della città, magari sul posto di lavoro.

Una strada più sicura per contestare il verbale può essere quella del “vizio di motivazione”. Se nella multa gli agenti hanno motivato in modo generico e superficiale l’impossibilità di procedere alla contestazione immediata dell’infrazione (in particolare, scrivendo semplicemente che la contravvenzione non è stata contestata subito per “assenza del trasgressore e/o proprietario dell’auto” [3]) il verbale è illegittimo.

La legge, infatti, dispone che, qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, deve essere notificato un verbale con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione [4].

L’impiego di una motivazione generica e di stile rende quindi illegittima la multa [5].

D’altronde, sempre a detta della Cassazione, la legge impone agli agenti la contestazione immediata dell’infrazione – relegando eventuali deroghe a poche eccezioni – poiché solo questa consente:

– di risolvere a monte possibili equivoci, non risolubili con certezza proprio per l’assenza degli agenti sul posto;

– garantire al trasgressore la piena esplicazione del suo diritto di difesa già nella fase precontenziosa [6].

Addirittura, alcuni giudici si sono spinti nel ritenere che se il contravventore non è reperibile nell’immediatezza, gli agenti, prima di raccogliere i dati del veicolo per la successiva notifica del verbale, devono esperire tutte le ordinarie forme di ricerca e, solo se queste ultime non dovessero portare i frutti sperati, essi possono procedere con la contestazione differita.

Pertanto qualora vi fossero ragioni obiettive che impediscono la contestazione immediata, esse devono essere esplicitate puntualmente e per esteso nel verbale di accertamento insieme alla rappresentazione delle modalità di ricerca esperite, pena la sua illegittimità [7].

Per tutte tali ragioni, nel caso in commento potrebbero esservi tutti i presupposti per ottenere l’annullamento della contravvenzione per motivazione carente e generica.

Ricordiamo, infine, che l’impugnazione di fronte al giudice di pace deve essere proposta entro 30 giorni dalla notifica del verbale oppure entro 60 giorni se si opta per il ricorso al Prefetto.

note

[1] Art. 200 cod. str. (d.lgs. 285/92).

[2] Art. 2700 cod. civ.

[3] Art. 201, comma 1- bis, lett d) cod. str.

[4] Art. 201, comma 1, D.lgs. 285/92.

[5] Cass. sent. n. 11184/01.

[6] Sancito dall’art. 24 Cost.

[7] Cass. sent. n. 7388 del 19.02.2009.

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI