Diritto e Fisco | Articoli

Partita Iva regime forfettario: malattia

23 Febbraio 2021 | Autore:
Partita Iva regime forfettario: malattia

Un lavoratore autonomo aderente al regime fiscale di vantaggio può ottenere l’indennità dall’Inps se si ammala o viene ricoverato?

I lavoratori dipendenti, nella generalità dei casi, sono tutelati in caso di malattia: le assenze per malattia sono difatti indennizzate, dall’Inps o dal datore di lavoro, sino a specifici limiti massimi che variano in base alla categoria di appartenenza.

Ma queste tutele valgono anche per i liberi professionisti ed i lavoratori autonomi con redditi non molto alti, che beneficiano del regime fiscale di vantaggio?

Facciamo il punto sui lavoratori con partita Iva regime forfettario: malattia, quando ed in quali casi è tutelata, quanto spetta e per quanto tempo.

Ricordiamo che il regime di vantaggio, o forfettario, è un regime fiscale agevolato introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 [1]. Questo regime prevede la tassazione sostitutiva ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività, se si soddisfano particolari requisiti, mentre la tassazione sostitutiva è del 15% negli altri casi; prevede inoltre l’esenzione dall’Iva e dai relativi adempimenti (dichiarazione Iva, fatturazione elettronica, comunicazione delle liquidazioni periodiche), dagli indici sintetici di affidabilità, dall’Irap, dall’Irpef, dalle addizionali e dalla tenuta delle scritture contabili.

L’appartenenza al regime di vantaggio non determina, per il lavoratore con partita Iva, il diritto all’indennità di malattia da parte dell’Inps: questo beneficio, difatti, spetta solo se il lavoratore è un libero professionista iscritto in via esclusiva presso la gestione Separata Inps, a prescindere dal regime fiscale adottato.

Diritto all’indennità di malattia Inps per partite Iva

I professionisti iscritti presso la gestione Separata Inps hanno diritto all’indennità di malattia se:

  • risulta accreditato almeno un mese di contributi nella gestione separata, nei 12 mesi che precedono la data di inizio della malattia;
  • nell’anno solare che precede la data di inizio della malattia, il reddito soggetto a contribuzione non supera il 70% del massimale contributivo annuo (il massimale è pari a 103.055 euro nel 2020 e 2021, quindi il reddito non deve superare 72.138,50 euro annui);
  • l’attività lavorativa autonoma risulta in corso al momento del verificarsi della malattia;
  • c’è un’effettiva astensione dal lavoro durante il periodo indennizzato.

Poiché la base imponibile sulla quale calcolare il minimale contributivo è pari a 15.953 euro per il 2021, il lavoratore possiede un mese di contributi se risultano versati almeno 385,26 euro come libero professionista, in quanto l’aliquota 2021 è pari al 25,98%.

A quanto ammonta l’indennità di malattia Inps per partite Iva?

La misura dell’indennità di malattia si calcola in questo modo:

  • si prende come riferimento il massimale contributivo annuo, pari a 103.055 euro per il 2021;
  • lo si divide per 365;
  • si moltiplica il massimale giornaliero così ottenuto per le seguenti diverse misure percentuali, a seconda del numero di mensilità di contribuzione accreditate nei 12 mesi precedenti la data della malattia:
    • 8% se risultano accreditate sino a 4 mensilità;
    • 12% se risultano accreditate da 5 a 8 mensilità;
    • 16% se risultano accreditate da 9 a 12 mensilità.

Quanto dura l’indennità di malattia Inps per partite Iva?

L’indennità di malattia spetta, nell’anno, per massimo 1/6 delle giornate lavorate o retribuite nei 12 mesi precedenti l’inizio dell’evento di malattia, comunque per almeno 20 giorni.

Il numero di giorni indennizzabili in uno stesso anno non può superare il limite massimo di 61 giorni [1].

La tutela della indennità di malattia è esclusa per gli eventi di durata inferiore a 4 giorni.

Come si chiede l’indennità di malattia Inps per partite Iva?

Per avere diritto all’indennità, il lavoratore deve farsi rilasciare il certificato di malattia dal medico curante che provvede a trasmetterlo telematicamente all’Inps.

Il lavoratore deve inoltre inviare un’apposita istanza all’Inps utilizzando il modello di domanda di prestazione e di trasmissione della documentazione medica (modello SR06).

Nel caso in cui debba comunicare l’effettuazione di terapie antineoplastiche o la sussistenza di gravi patologie croniche, deve consegnare la relativa documentazione medica in plico chiuso, riportante la dicitura “contiene dati sensibili di natura sanitaria”.

Anche le partite Iva sono sottoposte a visita fiscale dall’Inps?

Durante il periodo della malattia, anche il lavoratore con partita Iva può essere soggetto a controlli sanitari effettuati dall’Asl o dall’Inps, disposti d’ufficio dall’Istituto previdenziale: in altri termini, anche il libero professionista può essere sottoposto alla visita fiscale.

Il lavoratore ha l’obbligo di essere reperibile presso l’indirizzo abituale o il domicilio occasionale durante tutta la durata della malattia, comprese le domeniche ed i giorni festivi, nelle fasce orarie di reperibilità, che sono:

  • dalle ore 10 alle ore 12;
  • dalle ore 17 alle ore 19.

L’assenza alla visita medica di controllo, se non giustificata, determina la non indennizzabilità delle giornate di malattia:

  • per un massimo di 10 giorni di calendario, dall’inizio dell’evento, in caso di 1° assenza a visita di controllo non giustificata;
  • per il 50% dell’indennità nel restante periodo di malattia, in caso di 2° assenza a visita di controllo non giustificata;
  • per il 100% dell’indennità dalla data della 3° assenza a visita di controllo non giustificata.

Per approfondire, leggi: Guida alla visita fiscale Inps

Diritto all’indennità di degenza ospedaliera per partite Iva

I professionisti iscritti presso la gestione Separata Inps hanno diritto all’indennità di degenza ospedaliera se:

  • risulta accreditato almeno un mese di contributi nella gestione separata, nei 12 mesi che precedono la data di inizio del ricovero;
  • nell’anno solare che precede la data di inizio del ricovero, il reddito soggetto a contribuzione non supera il 70% del massimale contributivo annuo;
  • l’attività lavorativa autonoma risulta in corso al momento del verificarsi del ricovero.

Per avere diritto all’indennità, il lavoratore deve farsi rilasciare il certificato di ricovero.

A quanto ammonta l’indennità di degenza ospedaliera per partite Iva?

La misura dell’indennità di degenza ospedaliera si calcola in questo modo:

  • si prende come riferimento il massimale contributivo annuo, pari a 103.055 euro per il 2021;
  • lo si divide per 365;
  • si moltiplica il massimale giornaliero così ottenuto per le seguenti diverse misure percentuali, a seconda del numero di mensilità di contribuzione accreditate nei 12 mesi precedenti la data del ricovero:
    • 16% se risultano accreditate sino a 4 mensilità;
    • 24% se risultano accreditate da 5 a 8 mensilità;
    • 32% se risultano accreditate da 9 a 12 mensilità.

note

[1] Inps Circ. 76/2007.

Autore immagine: pixabay.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube