Dichiarazioni in ritardo: lo sconto sulle sanzioni

23 Febbraio 2021 | Autore:
Dichiarazioni in ritardo: lo sconto sulle sanzioni

Il 10 marzo scadono i 90 giorni per la presentazione tardiva del modulo. Per il 770 si rischia il reato. Cosa si guadagna con il ravvedimento spontaneo.

Un ritardo di oltre 90 giorni dopo la scadenza trasforma la dichiarazione dei redditi, dell’Irap o il 770 in una dichiarazione omessa, con tanto di sanzione. I più distratti, però, questa volta sono agevolati per quanto riguarda la dichiarazione che doveva essere presentata nel 2020, quella relativa ai redditi del 2019. In pratica, il termine ordinario del 30 novembre è stato spostato al 10 dicembre. Questo significa che c’è tempo fino al 10 marzo 2021 per consegnare il modulo, evitare che la dichiarazione venga dichiarata omessa e pagare una sanzione scontata grazie ad un ravvedimento spontaneo.

In generale, la dichiarazione omessa comporta una sanzione di 250 euro, purché sia in assenza di debito d’imposta. Poi, c’è la sanzione per l’omesso o il tardivo versamento di quanto dovuto, se la dichiarazione non risulta «a credito» ma «a debito».

Tuttavia, se la dichiarazione viene presentata con un ritardo non superiore a 90 giorni e si opta per il ravvedimento spontaneo, si ottiene un doppio beneficio. Il primo: la sanzione di 250 euro si riduce a un decimo, cioè a 25 euro. Il secondo beneficio: l’omesso o il tardivo versamento può essere sanato applicando le riduzioni che spettano a seconda del momento in cui viene presentata la dichiarazione e aggiungendo gli interessi legali.

Va ricordato, comunque – dettaglio non da poco – che l’omessa presentazione della dichiarazione del sostituto d’imposta è un reato punito con la reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni. Il reato si configura nel momento in cui l’importo delle ritenute non versate supera i 50mila euro. C’è, comunque, il modo di aggirare l’ostacolo o, meglio, di evitare il rischio della reclusione: non superare i 90 giorni di ritardo dalla scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione. In questo caso, visto lo spostamento del termine fissato per lo scorso anno, non si deve andare oltre il 10 marzo 2021.

Dall’11 marzo in poi, comunque, conviene presentare la dichiarazione il prima possibile e, soprattutto, prima che parta l’attività di controllo. In questo modo, si può beneficiare di queste agevolazioni:

  • il dimezzamento delle sanzioni sulle ritenute non versate: anziché essere tra il 120% e il 240% del dovuto diventano tra il 60% e il 120%;
  • la non punibilità per il reato di omessa dichiarazione nel caso fosse stata superata la soglia dei 50mila euro di ritenute non versate.

Prima che scadano quei 90 giorni, è possibile regolarizzare omissioni ed errori commessi, presentando una dichiarazione integrativa che verrà sanzionata come «dichiarazione irregolare» e sostituisce quella presentata entro il termine ordinario.

La sanzione, in caso di errori non rilevabili, varia da 250 a 2.000 euro ma, con il ravvedimento entro 90 giorni, si pagano:

  • un nono di 250 euro, quindi 27,78 euro;
  • la maggiore imposta, se dovuta;
  • le sanzioni ridotte;
  • gli interessi dalla data di scadenza del versamento.

Se vengono corretti degli errori rilevabili, la sanzione riguarda solo l’omesso versamento, pari al 30% di ogni importo non versato.



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