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Materiale pornografico: si può chiedere a maggiorenne?

6 Marzo 2021
Materiale pornografico: si può chiedere a maggiorenne?

Ho iniziato a produrre foto e video pornografici con lo scopo di guadagnare tramite le piattaforme online come Pornhub. Ho già dei video caricati che ho fatto con delle ragazze. Vorrei sapere se è illegale chiedere a ragazze maggiorenni nei social se sono disponibili per produrre pornografia in cambio di un compenso e che tipo di rischi potrei correre nel chiederlo.

Non è illegale chiedere a persone maggiorenni di partecipare a un progetto pornografico fatto di video, foto, ecc. Tuttavia, effettuare queste richieste tramite social può comportare dei rischi perché non si può essere certi dell’età della persona a cui la proposta è rivolta.

L’art. 609-undecies del codice penale punisce con la reclusione sino a tre anni chi adesca un minore di anni sedici per commettere un delitto a sfondo sessuale. Si tratta del reato di adescamento di minorenni.

Per la precisione, l’adescamento di minorenni presuppone che le lusinghe nei confronti della persona minore di sedici anni siano dirette a commettere uno dei seguenti reati: riduzione in schiavitù, prostituzione minorile, pornografia minorile, detenzione di materiale pedopornografico (anche virtuale), iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile, violenza sessuale, atti sessuali con minorenne, corruzione di minorenni o violenza sessuale di gruppo.

Secondo la legge, per adescamento si intende qualsiasi atto volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante l’utilizzo di internet o di altre reti o mezzi di comunicazione.

Dunque, la lusinga o l’allettamento del minore, di per sé, non costituisce reato; lo è, però, se è diretto a commettere uno dei reati sopra elencati, anche se poi l’intento non si realizza concretamente (per questo si dice che l’adescamento di minorenni è un reato di pericolo, perché è sufficiente che vi sia il semplice pericolo astratto che si verifichi una delle conseguenze che la norma intende scongiurare).

Peraltro, anche se la ragazza dichiarasse di essere maggiorenne, la legge (art. 609-sexies c.p.) dice che l’ignoranza dell’età della persona offesa non scusa, a meno che non fosse un’ignoranza inevitabile.

Dunque, si integra il reato di adescamento di minorenni se si cerca di allettare (tramite lusinghe, raggiri, ma anche promesse di compenso) il minore a realizzare una delle condotte vietate sopra elencate, tra le quali rientra anche il materiale pedopornografico. Ciò significa che contattare una minorenne per indurla a realizzare esibizioni pornografiche è reato.

Poiché il reato di adescamento presuppone però che l’autore ponga in essere una serie di condotte volte a carpire la fiducia del minore, si deve ritenere che se la richiesta è fatta in maniera pulita, senza pressioni di sorta e senza avvalersi di mezzi coercitivi, senza minacce e senza mostrare materiale pornografico, allora non si commette alcun reato, neanche se il destinatario della richiesta fosse un minorenne. In assenza di pressioni, non è possibile parlare del reato di corruzione di minorenne.

In ogni caso, attesa la delicatezza della materia, il consiglio è, innanzitutto, di accertarsi sempre dell’età delle ragazze e di rivolgersi solo a persone maggiorenni; in secondo luogo, è bene che la richiesta di collaborare al progetto sia fatta in maniera assolutamente pulita e professionale, senza allegare o mostrare alcun tipo di materiale pornografico, senza fare pressioni, lusinghe o assumere atteggiamenti aggressivi. Nemmeno bisogna chiedere del materiale pornografico da visionare se non si è assolutamente certi dell’età della persona coinvolta. Inoltre, non bisogna mai insistere nella richiesta, pena il reato di molestie. Adottando queste precauzioni, ci si potrà tenere al sicuro anche nella malaugurata ipotesi in cui ci si dovesse interfacciare, per sbaglio, con una minorenne.

Ad ogni modo, va ribadito ancora una volta che, per essere davvero certi di non commettere reati, la richiesta di cui al quesito va effettuata solo a persone maggiorenni, in quanto sia la pedopornografia che l’adescamento di minorenni costituiscono reato. Il coinvolgimento, anche involontario, di minori potrebbe far scattare un’indagine che, anche se non sfociasse poi in condanna, comporterebbe spiacevoli grattacapi.

In sintesi: chiedere immagini pornografiche a un adulto non è reato; chiederle a un minorenne potrebbe far scattare i reati di adescamento di minorenni o di pedopornografia.

Nel caso in cui la richiesta sia effettuata a persona maggiorenne, quest’ultima potrà anche minacciare la denuncia ma questa, se sporta, verrebbe archiviata.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva



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