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Prestito: come ottenere la restituzione?

20 Marzo 2021
Prestito: come ottenere la restituzione?

Come posso ottenere la restituzione di un prestito fatto a un amico mediante bonifici bancari privi di causale?

Sebbene non vi siano scritture private formali a provare la natura del prestito, il fatto che esso si sia realizzato mediante strumenti tracciabili facilita il recupero del credito.

Il trasferimento può essere provato perché il pagamento è avvenuto con strumenti tracciabili, sebbene senza indicazione di causale. Per sopperire a tale mancanza si possono allegare, in un futuro giudizio, i messaggi e gli audio WhatsApp, i quali però devono essere estratti mediante perizia tecnica con acquisizione forense certificata. In pratica, per rendere inconfutabile la prova costituita dal messaggio sul cellulare occorre incaricare un perito che certifichi la genuinità della provenienza del messaggio stesso.

Anche la testimonianza può essere d’aiuto e può servire a corroborare la pretesa creditoria.

Se a una formale diffida redatta da un legale il debitore non dovesse adempiere spontaneamente, si dovrà agire con azione giudiziaria. In presenza di crediti certi, liquidi ed esigibili provabili per iscritto, la via più breve è quella del decreto ingiuntivo. Si tratta di un ricorso fatto al giudice territorialmente competente con cui si chiede l’emissione di un provvedimento (il decreto, appunto) con cui si ingiunge al debitore di pagare, entro quaranta giorni, una certa somma. L’azione per decreto ingiuntivo può essere però sorretta solo da prove scritte; ciò significa che non ci si potrà avvalere della testimonianza né di altri mezzi di prova che non siano documentali.

Il consiglio, dunque, è di intraprendere questa via soltanto se si ottiene la certificazione dei messaggi WhatsApp ricevuti, da cui peraltro si deve evincere in modo chiaro che si tratti di un prestito da restituire.

In caso contrario, bisognerà promuovere una classica azione giudiziaria all’interno della quale avvalersi anche di prove testimoniali. Insomma: occorre dimostrare che il trasferimento di danaro non è stato fatto a titolo di donazione. Peraltro, se la somma fosse stata trasferita per il pagamento di una prestazione o di un servizio, tali somme avrebbero dovute essere dichiarate al Fisco.

L’azione giudiziaria diversa dal decreto ingiuntivo prevede tempi più lunghi, non essendo garantita la pronta definizione tipica del procedimento sommario; tuttavia, essa consente di far entrare nel giudizio mezzi di prova che nel ricorso per decreto non sarebbero ammessi.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva



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