Diritto e Fisco | Articoli

Contratto interinale: quante proroghe possibili?

27 Giugno 2021
Contratto interinale: quante proroghe possibili?

Con l’entrata in vigore del Decreto Dignità il contratto di somministrazione a tempo determinato è stato equiparato al contratto a termine anche sotto il profilo della prorogabilità del rapporto contrattuale.

Sei stato assunto da un’agenzia di somministrazione di manodopera con un contratto a termine. Sei stato, dunque, inviato in missione presso un’azienda utilizzatrice della tua prestazione. L’agenzia ti ha proposto, per la quinta volta, di prorogare il contratto e ti chiedi se esiste un numero massimo di proroghe nel contratto interinale.

Attraverso la somministrazione di manodopera, il lavoratore interinale viene assunto da un’agenzia e inviato a lavorare presso un soggetto utilizzatore. Ma qual è la disciplina del rapporto tra il lavoratore somministrato e l’agenzia? Si applicano le regole previste, in generale, per il contratto a termine? Nel contratto interinale: quante proroghe sono possibili?

Il Decreto Dignità ha introdotto, in modo inedito rispetto alla previgente disciplina, l’equiparazione tra contratto di somministrazione a tempo determinato e rapporto a termine. Ne consegue che l’agenzia del lavoro dovrà rispettare i limiti previsti per la generalità dei datori di lavoro all’assunzione del lavoratore a termine.

Contratto interinale: cos’è?

Il contratto interinale deve questa definizione alla locuzione utilizzata dalla prima legislazione in materia (il cosiddetto “Pacchetto Treu”) introdotta nel 1997 [1]. Nell’attuale contesto normativo, questa tipologia contrattuale si chiama contratto di somministrazione di lavoro. Si tratta di un contratto trilaterale che vede il coinvolgimento di tre diverse parti:

  • l’agenzia di somministrazione, che assume alle proprie dipendenze il lavoratore somministrato;
  • il lavoratore somministrato, che viene assunto dall’agenzia ma svolge la prestazione di lavoro a favore dell’utilizzatore;
  • l’utilizzatore, che riceve la prestazione di lavoro del lavoratore somministrato.

Nella somministrazione di manodopera vengono, dunque, ad instaurarsi due diversi rapporti contrattuali:

  1. il rapporto tra agenzia di somministrazione e lavoratore somministrato, regolato da un contratto di lavoro subordinato;
  2. il rapporto tra agenzia di somministrazione e utilizzatore, regolato da un contratto commerciale di somministrazione.

In questo contratto si assiste, dunque, ad una interposizione di manodopera, ovvero, ad una dissociazione tra il datore di lavoro formale (l’agenzia di somministrazione), che si limita a gestire il rapporto di lavoro dal punto di vista amministrativo, ed il datore di lavoro sostanziale (l’utilizzatore) che esercita sul dipendente in missione tutti i poteri tipici del rapporto di lavoro subordinato.

Somministrazione a tempo determinato: cosa si intende?

L’agenzia di somministrazione può assumere il lavoratore interinale sia con un contratto di lavoro a tempo indeterminato sia con un contratto a termine. Nel primo caso, siamo in presenza del cosiddetto staff leasing, o somministrazione a tempo indeterminato. Nel secondo caso, invece, si instaura un contratto di somministrazione a tempo determinato.

Qual è la disciplina applicabile a questo rapporto? Con l’entrata in vigore del Decreto Dignità [2] il rapporto a termine tra agenzia e lavoratore interinale è soggetto alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato (ed ai relativi limiti) con esclusione delle disposizioni relative [3]:

  1. al periodo di stacco tra due successivi contratti a termine (cosiddetto stop and go);
  2. alla percentuale massima di contratti a termine che possono essere stipulati ogni anno dal datore di lavoro (pari al 20% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di riferimento);
  3. ai diritti di precedenza.

Per tutto il resto, il rapporto a termine tra agenzia e dipendente è soggetto ai limiti previsti per il contratto a tempo determinato.

Contratto interinale: quante proroghe possibili?

Come noto, la legge prevede che il contratto a tempo determinato può essere prorogato per un massimo di quattro volte nell’arco di ventiquattro mesi, indipendentemente dal numero dei contratti. Questa disposizione si applica anche al contratto di somministrazione a tempo determinato? La risposta è negativa.

La legge [4] prevede che il termine inizialmente posto al contratto di somministrazione a tempo determinato può, in ogni caso, essere prorogato, con il consenso del lavoratore e per atto scritto, nei casi e per la durata previsti dal contratto collettivo applicato dal somministratore.

Nel caso di specie, il Ccnl per la categoria delle Agenzie di Somministrazione del 15 ottobre 2019 prevede che il regime generale delle proroghe dei contratti di lavoro a tempo determinato è fissato in un numero massimo di 6 proroghe per ogni singolo contratto, nell’arco del limite legale di 24 mesi.


note

[1] L. 196/1997.

[2] D.L. n. 87 del 12.07.2018, convertito con modificazioni dalla L. n. 96 del 9.08.2018.

[3] Art. 34 co. 2 D. Lgs. 81/2015.

[4] Art. 34 co. 2 ultima parte, D. Lgs. 81/2015.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube