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Assegno scoperto: evitare segnalazioni in CAI e avere il risarcimento dal creditore

16 febbraio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 febbraio 2014



Chi emette un assegno scoperto può evitare di essere “segnalato” dalla banca pagando tardivamente e provando il pagamento stesso con quietanza liberatoria del creditore; ma cosa succede se il creditore non rilascia nei termini la quietanza?

L’emissione di un assegno senza provvista (cioè “scoperto”) costituisce un illecito amministrativo punibile con sanzioni pecuniarie e con segnalazione alla CAI (Centrale d’allarme interbancaria). Tali sanzioni possono però essere evitate se l’emittente (colui, cioè, che ha emesso il titolo) paga tardivamente (non oltre sessanta giorni) dalla scadenza del termine di presentazione dell’assegno per l’incasso e il beneficiario gli rilascia quietanza liberatoria.

Vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta.

Conseguenze dell’emissione di un assegno “scoperto”

Le sanzioni pecuniarie, inflitte dal Prefetto a seguito di un apposito procedimento, variano da euro 516,00 a euro 3.099,00 e possono aumentare ulteriormente in caso di assegni con importi molto elevati o di condotte illecite reiterate (quando lo stesso soggetto emette più volte assegni scoperti).

Con l’iscrizione alla CAI, il soggetto che ha emesso l’assegno senza provvista (d’ora in poi, per abbreviare, “emittente”) viene segnalato alle banche come “cattivo pagatore”; per sei mesi dall’iscrizione, egli viene interdetto dall’emettere assegni e deve restituire quelli ancora non utilizzati.

Altra conseguenza della mancanza di provvista è il protesto, atto pubblico con il quale viene accertato il mancato pagamento dell’assegno e viene data pubblicità della mancata provvista.

Come evitare le sanzioni e la segnalazione CAI: il pagamento tardivo

È possibile, tuttavia, evitare tutte le conseguenze sopra elencate, le quali pesano anche sulla reputazione dell’emittente, pagando in ritardo l’assegno.

La legge ammette, infatti, il “ravvedimento” dell’emittente consentendogli di evitare le sanzioni e la segnalazione alla CAI attraverso il pagamento tardivo dell’assegno emesso senza provvista [1].

Il pagamento, però, deve avvenire non oltre sessanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione dell’assegno per l’incasso [2].

Oltre all’importo dovuto e non pagato occorre versare anche gli oneri accessori, cioè:

  • – una penale pari al 10% della somma;
  • – gli interessi legali calcolati per il periodo intercorrente fra la data di presentazione dell’assegno e quella del pagamento tardivo;
  • – le spese relative al protesto (qualora l’assegno sia già stato protestato da un pubblico ufficiale).

La banca, entro il decimo giorno dalla presentazione dell’assegno per il pagamento, è tenuta a di informare (cosiddetto preavviso di revoca), il cliente della mancanza di provvista e della possibilità di evitare le sanzioni attraverso il pagamento tardivo dell’assegno.

Quest’ultimo può essere effettuato tramite costituzione, presso la banca su cui è tratto l’assegno, di un deposito da destinare al definitivo pagamento dell’assegno stesso oppure pagando le somme dovute direttamente al beneficiario dell’assegno. In quest’ultimo caso il beneficiario deve rilasciare una quietanza liberatoria, con firma autenticata, con la quale certifica l’avvenuto pagamento tardivo [3].

Prova del pagamento: cosa succede se il beneficiario non rilascia la quietanza obbligatoria in tempo?

La legge stabilisce che, per evitare le sanzioni e l’iscrizione alla CAI, l’emittente non solo deve procedere al pagamento entro sessanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione dell’assegno ma deve anche dare la prova del pagamento stesso entro quel termine.

La prova è finalizzata a dimostrare alla banca il ravvedimento ed evitare che questa effettui le segnalazioni di “cattivo pagatore” al Prefetto (per le sanzioni) e alla CAI.

Nessun problema sussiste in ordine alla prova quando il pagamento tardivo viene effettuato alla banca indicata nel titolo (per esempio tramite deposito delle somme destinate alla copertura dell’assegno stesso).

Il problema potrebbe sorgere, invece, quando l’emittente paga le somme dovute direttamente nelle mani del beneficiario. In questo caso, la prova dell’avvenuto pagamento deve essere costituita necessariamente da una quietanza liberatoria con firma autenticata del beneficiario che attesta il pagamento tardivo.

Tale quietanza deve poi essere presentata alla banca; il tutto (pagamento più prova del pagamento) deve avvenire sempre entro sessanta giorni dalla data di scadenza per la presentazione dell’assegno. Ciò vuol dire che l’emittente può evitare di essere segnalato alla CAI se il beneficiario gli rilascia in tempo la quietanza liberatoria.

Se il beneficiario ritarda a rilasciare la quietanza

Ma cosa succede se il beneficiario non rilascia la quietanza liberatoria entro i termini? Come fa l’emittente a dimostrare di aver pagato ed evitare di essere sanzionato e segnalato alla CAI?

Per semplificare: immaginiamo che Tizio abbia emesso un assegno scoperto, ma già dopo 30 giorni si rechi dal creditore Caio saldando il proprio debito insieme agli oneri accessori. Il creditore rilascia quietanza di pagamento solo dopo tre mesi. Nel frattempo sono decorsi 60 giorni senza che la banca abbia avuto notizia dell’avvenuto pagamento; essa, dunque, segnala Tizio alla CAI. Quali tutele ha Tizio che, pur avendo tempestivamente pagato l’assegno, per colpa del ritardo di Caio non ha potuto dimostrare in tempo il pagamento alla banca?

Il problema si pone poiché la legge [4] sul punto è molto rigida: se, entro sessanta giorni dalla data di scadenza del termine di presentazione dell’assegno, la banca non riceve la quietanza di pagamento segnala Tizio alla CAI.

Nulla è previsto riguardo all’ipotesi in cui il ritardo della prova del pagamento sia dipeso dal beneficiario dell’assegno.

Dunque, se l’emittente non prova in tempo di aver pagato è in ogni caso segnalato, indipendentemente dal fatto che egli abbia pagato e la prova del pagamento non dipenda solo da lui.

Tuttavia, non si potrebbe ammettere che l’emittente, pur avendo pagato, debba subire le conseguenze negative della segnalazione CAI per colpa del ritardo del beneficiario.  Occorre allora ritenere che l’emittente abbia diritto a chiedere al beneficiario il risarcimento dei danni, patrimoniali e non, subiti a causa del non tempestivo rilascio della quietanza [5].

Il creditore deve risarcire il danno

Per tornare all’esempio, Tizio può chiedere alla banca la cancellazione della segnalazione non appena ottiene la quietanza e agire contro il creditore Caio per ottenere il risarcimento dei danni subiti a causa del tardivo rilascio della quietanza stessa.

Tizio deve provare che la mancata collaborazione di Caio, che ha fatto scadere il termine di sessanta giorni per il deposito della quietanza liberatoria (prova del pagamento dell’assegno), ha provocato la sua segnalazione alla CAI con conseguente impossibilità di emettere assegni dalla data di iscrizione fino a quella di cancellazione.

note

[1] Il pagamento tardivo non è, invece, possibile quando l’assegno sia stato emesso senza autorizzazione, cioè non c’è o si è interrotto il rapporto o la convenzione che attribuiscono al cliente l’autorizzazione a emettere assegni (per esempio il conto corrente è stato chiuso).

[2] Il termine decorre dalla data prevista sull’assegno ed è di 8 giorni, se questo è pagabile nello stesso Comune in cui è emesso, o di 15 giorni, se l’assegno bancario è pagabile in un Comune diverso.

[3] Non sono ammesse altre prove al di fuori della quietanza con firma autenticata per dimostrare il pagamento: quest’ultimo non può quindi essere provato tramite testimoni o altre prove documentali.

[4] Art. 9 L. 386/1990.

[5] Corte Cost. ord. n. 319/2006: “ove l’iscrizione CAI sia derivata dalla mancata collaborazione del prenditore nell’invio della quietanza, il traente può agire nei suoi confronti per il ristoro dei danni”.

Autore immagine: 123rf.com

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17 Commenti

  1. Perchè non indicate che bisogna portare in banca non solo la quietanza liberatoria autenticata, ma anche l’assegno originale?
    grazie

  2. Buongiorno,
    nel caso in cui, l’assegno protestato venga pagato direttamente al titolare della società beneficiaria, ma dopo qualche tempo la Società beneficiaria non esiste più, quale procedura potrò adottare, per avere la liberatoria?
    grazie

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  3. assegno in protesto, pagato con altro assegno,liberatoria non presentata in tempo alla Banca:è possibile che le pratiche vanno avanti fino a che arrivi l’ispettore del tribunale per il pignoramento dei mobili ecc…

  4. Ho ricevuto un assegno scoperto ,ho contattato il cliente dopo diche il cliente ha fatto un deposito cauzionale presso la sua banca e mi ha dato la ricevuta .
    Ho presentato la ricevuta in banca e mi hanno detto che e tutto ok e che bisogna attendere qualche giorno. e passata una settimana poi altri 2 giorni . la mia domanda e : Quanto tempo bisogna passare per avere soldi in banca?

  5. bongiorno,ho pagato tardivamente un assegno,ho fatto la liberatoria con dovuti procedimenti e mi trovo segnalato sul bollettino dei protesti grazie vorrei chiarimenti

  6. Salve ho effettuato un pagamento con assegno, ma al momento ero ancora sprovvista di fondi essendo saliti il giorno dopo.
    La somma da prelevare è stata comunque prelevata 2 giorni dopo, ma ë comunque arrivata una quietanza liberatoria è da pagare il 10% della somma del’assegno.
    Cosa devo fare.

  7. se pago in banca l’assegno più il 10 percento devo anche pagare una marca da bollo di 14euro?

  8. Se l’assegno emesso viene pagato entro 11 giorni dalla data di emissione e nel qual caso Poste Italiane fanno pagare a chi emette l’assegno una penale per tardivo pagamento quindi il creditore incassa l’assegno tutto ok , come è possibile che il debitore risulta iscritto al CAI considerato il fatto che non è mai stato protestato.

  9. avrei bisogno di avere un indirizzo mail o un numero telefonico per esporre un problema che ho avuto con la banca per un assegno.

  10. Buonasera,nel nostro caso nn abbiamo pagato il deposito cauzionale,per assegno tardivo,siamo stati segnalati in cai ed é arrivata una lettera dalla prefettura che chiede una dichiarazione che provi l’assegno pagato.Come possiamo uscirne datt questo?

  11. ho depositato la somma entro i 60 giorni per non essere protestato (deposito cauzionale)-ora la contraparte non vuole intascare la somma,e non so il perche-che cosa ne sara della somma da me versata,CE UN TERMINE DI TEMPO PER DECIDERSI AD INTASCARE LA SOMMA I BENEFICIARI

  12. buongiorno, con le banche nn si scerza.. io ho pagato due assegni con 26 giorni lavorativi di rittardo più penale 10% dirretamente nella mia filiale l’importo da copprire era entrambi assegni per una copertura di un totale di 3946,00 con assegno versato di 5000,00 a vista. Ma dopo 2 due mesi mi e arrivato il protesto. ad oggi nn sò che fare.

  13. buongiorno, io ho avuto un protesto di assegno mai pagato il 30 maggio 2013 ed e’ stato registrato il 20 agosto 2013, ora dopo cinque anni in camera di commercio si è cancellato, ma esiste ancora oggi la segnalazione cai … cosa devo fare per cancellare la segnalazione su cai ?

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