Diritto e Fisco | Articoli

Cartella esattoriale: il coobbligato può sfruttare l’annullamento ottenuto dagli altri debitori

16 febbraio 2014


Cartella esattoriale: il coobbligato può sfruttare l’annullamento ottenuto dagli altri debitori

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 febbraio 2014



Il contribuente può avvalersi della decisione che annulla la cartella di pagamento resa in favore del coobbligato in solido.

Se una cartella esattoriale (emessa, nella maggior parte dei casi da Equitalia) viene inviata a due soggetti perché entrambi coobbligati in solido, e solo uno dei due la impugna, l’eventuale sentenza favorevole a quest’ultimo vale anche per l’altro soggetto. In pratica, il contribuente può avvalersi della sentenza che cancella la cartella di pagamento resa in favore del coobbligato solidale.

È questa la sintesi di una recente e importante pronuncia della Cassazione [1] che ha rigettato l’opposta tesi avanzata dall’Agenzia delle Entrate.

Secondo la Suprema Corte, in materia di tributi, qualora uno dei coobbligati faccia opposizione contro l’avviso di accertamento e ottenga una sentenza a lui favorevole (che, per esempio, annulli completamente il debito o semplicemente lo riduca), l’altro coobbligato, nonostante sia rimasto inerte di fronte all’avviso di accertamento ed all’avviso di liquidazione (ossia non lo abbia impugnato), può sempre avvantaggiassi di tale sentenza: infatti egli può opporre all’amministrazione, in sede di impugnazione della cartella di pagamento, tale precedente giudicato favorevole (ma non potrà ottenere indietro quanto già versato) [2].

Ricordiamo che il nostro codice civile [3] stabilisce che la sentenza pronunciata nella causa tra il creditore e uno solo dei debitori in solido (perché, magari, gli altri sono rimasti inerti e non hanno partecipato al giudizio) non ha effetto contro gli altri debitori. Per esempio: se Tizio, creditore, cita in causa Caio, che è suo debitore solidale (insieme ad altri soggetti) e quest’ultimo viene condannato al pagamento, tale sentenza non vale nei confronti di Sempronio, altro condebitore, per la cui condanna sarà necessaria un’altra causa.

Gli altri debitori, però, possono opporre la sentenza al creditore (salvo che sia fondata su ragioni personali tra il creditore e il condebitore).

In materia tributaria, però, la giurisprudenza ha ormai affermato la regola secondo cui i condebitori in solido hanno facoltà di opporre al creditore, avvalendosene, la sentenza favorevole alla comunione pronunciata tra questi e uno degli altri condebitori, all’unica condizione che la sentenza suddetta sia stata resa in un giudizio cui non abbiano partecipato i condebitori che intendano opporla [4].

note

[1] Cass. sent. n. 3598 del 14.02.2014.

[2] La prevalenza dell’unitarietà dell’obbligazione solidale nascente dallo stesso titolo sul suo aspetto pluralistico, sancita dal citato art. 1306 cod. civ., opera, infatti, sul piano processuale come deroga ai limiti soggettivi del giudicato e ne consente l’estensione, prescindendo dalle vicende extraprocessuali relative alla situazione sostanziale in cui versa il condebitore inerte, il quale perciò non incontra limiti diversi da quelli costituiti dal giudicato diretto o da preclusioni processuali.

[3] Art. 1306 cod. civ.

[4] Cass. sent. n. 1779/2007, n. 682472001, n. 5262/2001.

Autore immagine: 123rf.com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Mi interessa sapere se chi deve pagare smette di pagare, il coobligato cosa può fare in sua difesa,grazie per il consiglio.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI