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Mantenimento figli: quando è ridotto per emergenza Covid?

24 Febbraio 2021 | Autore:
Mantenimento figli: quando è ridotto per emergenza Covid?

La diminuzione dell’assegno può essere giustificata, ma non sempre, da difficoltà economiche e diminuzioni dei redditi dovute alla crisi provocata dalla pandemia.

La pandemia di Covid-19 ha determinato una profonda crisi economica che coinvolge moltissimi lavoratori dipendenti o precari, imprenditori, professionisti, artigiani e commercianti. Le ripercussioni sono notevoli anche sull’obbligo di mantenimento dell’ex coniuge e dei figli stabilito nei provvedimenti di separazione o di divorzio: in parecchi casi, la contrazione dei redditi incide sulla capacità di pagare l’assegno.

Questo fenomeno, a volte, può giustificare la riduzione, anche solo temporanea, dell’importo da versare, in attesa di tempi migliori; altre volte invece, nonostante la crisi, l’obbligo rimane fermo e va corrisposta la somma intera. Vediamo dunque quando il mantenimento dei figli è ridotto per emergenza Covid esaminando i criteri stabiliti dalla legge ed alcune recenti pronunce giurisprudenziali che sono intervenute sul punto.

L’obbligo di mantenimento

L’obbligo di versare il mantenimento nella misura stabilita dal giudice nei provvedimenti di separazione e divorzio, oppure in quella determinata negli accordi raggiunti tra i coniugi, serve a garantire un’assistenza economica adeguata all’ex ed ai figli anche dopo la cessazione del vincolo coniugale.

Permane, infatti, il dovere stabilito dalla legge [1] a carico dei genitori di «mantenere, istruire ed educare ed assistere moralmente i figli» e questi ultimi vantano un correlativo diritto alla corresponsione dell’assegno ed alla prestazione delle altre attività in loro favore [2].

Riduzione dell’assegno di mantenimento

La riduzione dell’assegno di mantenimento è possibile quando si verifica un mutamento rilevante delle condizioni economiche di chi è obbligato al pagamento. La revisione al ribasso, però, non può mai essere autodeterminata da chi è tenuto al versamento dell’assegno periodico, bensì dovrà essere stabilita dal giudice chiedendo una modifica delle condizioni iniziali (per sapere come fare leggi l’articolo “Riduzione assegno di mantenimento: quando?”).

Riduzione mantenimento per difficoltà economiche

Quindi, in linea generale, e a prescindere dalla pandemia di Covid-19, le sopravvenute difficoltà economiche possono giustificare la riduzione dell’assegno di mantenimento purché vengano debitamente documentate al giudice che è chiamato a stabilirla, determinando quale sarà l’entità della nuova e minore somma da pagare.

Riduzione mantenimento per calo dei redditi

Tra queste difficoltà economiche è evidentemente compreso il calo dei redditi conseguiti dal lavoratore, dall’imprenditore o dal professionista, tenendo presente che gli operatori nel settore privato, soprattutto se non sono lavoratori dipendenti assunti a tempo indeterminato, sono molto più esposti alle conseguenze negative delle crisi e recessioni del mercato e i loro ricavi e compensi sono soggetti a variazioni in diminuzione.

Riduzione assegno mantenimento per emergenza Covid

Proprio durante l’emergenza Covid, le contrazioni e flessioni reddituali al ribasso sono state notevoli, da marzo 2020 in poi, a causa dei lockdown, delle limitazioni agli spostamenti e delle protratte chiusure della maggior parte degli esercizi commerciali. Lo stato di emergenza durerà fino al 30 aprile 2021 (salvo ulteriori proroghe) e i segnali di ripresa economica sono ancora lontani, per ammissione unanime del Governo ora guidato da Mario Draghi e delle principali istituzioni finanziarie come la Banca d’Italia e la Bce (Banca Centrale Europea).

Così, nel periodo emergenziale, ci sono state molte domande di riduzione dell’assegno di mantenimento per emergenza Covid. In alcuni casi, queste richieste sono state accolte dai tribunali, come abbiamo resocontato nell’articolo “Il danno da Covid taglia l’assegno ai figli”: in quell’occasione, il caso deciso riguardava un libero professionista che aveva avuto grosse difficoltà a riprendere l’attività anche dopo la fine del lockdown ed ha perciò ottenuto la riduzione dell’importo da versare.

In altre situazioni, invece, le richieste sono state respinte: in un recente caso, il tribunale di Torino [3] ha escluso la revisione al ribasso di un assegno divorzile di mantenimento in favore del figlio minore ad un genitore che aveva avuto la trasformazione del proprio rapporto di lavoro dipendente da tempo pieno in part-time: il no dei giudici è stato pronunciato perché la riduzione delle ore lavorative non era giustificata da un oggettivo calo della produttività dell’impresa presso cui era assunto.

L’uomo lavorava in una piccola ditta edile che aveva diminuito l’attività e, perciò, si era visto tagliare dal suo datore le ore di lavoro da prestare e dimezzare lo stipendio da 1.500 euro ad 800 euro mensili. Nonostante ciò, la riduzione delle ore lavorative non risultava dovuta ad esigenze aziendali di carattere oggettivo e neppure è stata ritenuta legata all’andamento negativo della produttività dell’impresa in periodo di emergenza Covid.

Per approfondire il tema trattato e conoscere in dettaglio quali sono le possibilità di riduzione dell’assegno da versare a causa dell’emergenza Covid-19 leggi anche l’articolo “Coronavirus e revisione assegno mantenimento“.


note

[1] Art. 147 Cod. civ.

[2] Art. 315 bis Cod. civ.

[3] Tribunale di Torino, sent. n. 808/21 del 18.02.2021.

Autore immagine: canva.com/


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