Diritto e Fisco | Articoli

Quante ore si può lavorare per legge?

28 Giugno 2021
Quante ore si può lavorare per legge?

L’introduzione di un limite massimo all’orario di lavoro rappresenta una grande conquista per la tutela della salute e della sicurezza del lavoratore.

Sei stato assunto come dipendente in un’attività commerciale. Il contratto di lavoro prevede un orario di lavoro settimanale pari a 40 ore ma, in realtà, ti viene richiesto quasi ogni settimana, di lavorare molte più ore. Ti chiedi se c’è un limite massimo previsto dalla legge per le ore di lavoro del dipendente.

La previsione per legge di un tetto all’orario di lavoro del dipendente è stata una delle più importanti conquiste del sindacato e persegue la finalità di tutelare la salute del lavoratore che, se viene chiamato a lavorare per un numero eccessivo di ore, può compromettere seriamente la propria condizione psicofisica.

Ma quante ore si può lavorare per legge? L’attuale normativa in materia di orario di lavoro fissa dei precisi limiti alla durata della giornata lavorativa e prevede la possibilità di effettuare lavoro straordinario entro determinati paletti.

Orario di lavoro: cos’è?

La legge [1] definisce orario di lavoro qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni. L’attività di lavoro è, sicuramente, fonte di affermazione personale e di crescita ma è anche causa di stress e di affaticamento psicofisico. Per questo, la legge fissa dei precisi limiti per lo svolgimento della prestazione di lavoro.

Cos’è l’orario normale di lavoro?

Nell’attuale contesto normativo, non esiste una norma che fissa, in modo specifico, la durata massima della giornata di lavoro. Tuttavia, questo limite può essere ricavato analizzando le norme in materia di orario normale di lavoro e di riposo minimo.

In particolare, la legge prevede che l’orario normale di lavoro è fissato in 40 ore settimanali. Non si tratta di una previsione rigida poiché i contratti collettivi di lavoro possono stabilire, ai fini contrattuali, una durata minore e riferire l’orario normale alla durata media delle prestazioni lavorative in un periodo non superiore all’anno.

Ci sono, ad esempio, alcuni Ccnl che prevedono un orario normale di lavoro settimanale pari a 38 o 39 ore settimanali. La determinazione dell’orario normale di lavoro è molto importante perché da essa deriva anche l’individuazione del lavoro straordinario che, in base alla legge, è il lavoro prestato oltre l’orario normale di lavoro.

Qual è la durata massima della giornata di lavoro?

La durata massima della giornata lavorativa si può ricavare dalla disciplina dei riposi. La legge prevede, infatti, che ferma restando la durata normale dell’orario settimanale, il lavoratore ha diritto ad un periodo di riposo continuativo di almeno undici ore ogni ventiquattro ore. Ne consegue che la giornata lavorativa può durare, al massimo, 13 ore. In ogni caso, occorre anche considerare il diritto del lavoratore il cui orario di lavoro giornaliero ecceda il limite di sei ore ad un intervallo per pausa pari, almeno, a dieci minuti.

Qual è la durata massima dell’orario di lavoro settimanale?

Come abbiamo visto, l’orario normale di lavoro settimanale è pari a 40 ore o il minore numero di ore indicato dal Ccnl. Spesso, tuttavia, al lavoratore sono richieste prestazioni di lavoro straordinario. Ma qual è l’orario di lavoro massimo settimanale? La legge prevede che la durata media dell’orario di lavoro non può superare mai, per ogni periodo di sette giorni, le quarantotto ore, comprese le ore di lavoro straordinario.

Anche il lavoro straordinario è soggetto a limiti: il datore di lavoro non può richiedere tale tipo di prestazione per un numero di ore superiore a duecentocinquanta annuali.

Nella determinazione dell’orario settimanale, occorre anche considerare che il lavoratore ha diritto, in base alla legge, ogni sette giorni, a un periodo di riposo di almeno ventiquattro ore consecutive, di regola in coincidenza con la domenica.

Quante ferie spettano al lavoratore?

A ridurre il monte ore complessivo del dipendente contribuisce, infine, la fruizione delle ferie. La legge prevede che ogni dipendente matura almeno 4 settimane di ferie retribuite all’anno. Inoltre, numerosi Ccnl prevedono il diritto del lavoratore a fruire di permessi retribuiti orari (rol o ex festività) che riducono ulteriormente l’orario di lavoro complessivamente prestato dal dipendente.


note

[1] Art. 1 co. 2 lett. a) D. Lgs. 66/2003.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube