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Cosa fare in caso di assenza alla visita fiscale?

28 Giugno 2021 | Autore:
Cosa fare in caso di assenza alla visita fiscale?

Il lavoratore che non resta a disposizione del medico dell’Inps durante le fasce orarie di reperibilità può essere giustificato?

Durante il periodo della malattia, il lavoratore dipendente può essere soggetto a dei controlli sanitari effettuati dal personale medico incaricato dall’Inps: i controlli, detti visita fiscale, possono essere richiesti all’Inps dal datore di lavoro o essere disposti d’ufficio dall’istituto. Può subire la visita fiscale anche il lavoratore parasubordinato o autonomo iscritto presso la gestione separata in via esclusiva.

I controlli sono previsti sia per i dipendenti che per gli iscritti presso la gestione separata, in quanto si tratta di categorie di lavoratori che beneficiano di un’indennità durante il periodo di malattia.

Ma cosa fare in caso di assenza alla visita fiscale? A questo proposito, bisogna osservare che il lavoratore è tenuto alla reperibilità presso il proprio domicilio, entro determinate fasce orarie, per essere sottoposto agli accertamenti sanitari da parte del medico fiscale.

Ci sono tuttavia delle ipotesi relativamente alle quali il lavoratore non è tenuto alla reperibilità, ma è esonerato dalla visita fiscale. In altri casi, invece, l’assenza alla visita fiscale può essere giustificata.

Osserviamo dunque che cosa deve fare il lavoratore ammalato nel caso in cui debba assentarsi dal proprio domicilio durante le fasce di reperibilità per evitare sanzioni. Ricordiamo, a quest’ultimo proposito, che il lavoratore assente ai controlli sanitari dell’Inps può subire delle pesanti sanzioni.

Sanzioni per assenza a visita fiscale

Le conseguenze, per il lavoratore assente agli accertamenti sanitari Inps, possono essere:

  • l’applicazione di sanzioni disciplinari da parte del datore di lavoro, sino al licenziamento per giusta causa;
  • la perdita dell’indennità di malattia per un massimo di 10 giorni di calendario, dall’inizio dell’assenza dal lavoro, in caso di prima assenza a visita di controllo non giustificata;
  • la perdita dell’indennità di malattia per il 50% nel restante periodo di assenza dal lavoro, in caso di seconda assenza a visita di controllo non giustificata;
  • la perdita dell’intera indennità di malattia dalla data della terza assenza a visita di controllo non giustificata.

Reperibilità per la visita fiscale

Il lavoratore assente per malattia ha l’obbligo di essere reperibile presso l’indirizzo abituale o il domicilio occasionale, indicato nel certificato del medico curante inviato telematicamente all’Inps:

  • durante tutta la durata della malattia, comprese le domeniche ed i giorni festivi;
  • in specifiche fasce orarie di reperibilità diverse per i lavoratori del settore privato e quelli del pubblico impiego:
    • dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 per i lavoratori del settore privato;
    • dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 per i dipendenti pubblici.

Esonero visita fiscale

Sono esonerati dalla visita fiscale i lavoratori con:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • malattie collegate alla situazione di invalidità riconosciuta, che deve determinare una riduzione della capacità lavorativa nella misura pari o superiore al 67%;
  • malattia per la quale sia stata riconosciuta la causa di servizio (solo per alcune categorie di dipendenti pubblici).

Assenza giustificata alla visita fiscale

In assenza di esonero, il lavoratore non può assentarsi dall’indirizzo di abituale dimora durante le fasce orarie di reperibilità in cui viene effettuato il controllo se non per:

  • necessità di sottoporsi a visite mediche generiche urgenti e ad accertamenti specialistici che non possono essere effettuati in orari diversi da quelli compresi nelle fasce orarie di reperibilità;
  • provati gravi motivi personali o familiari;
  • cause di forza maggiore.

Non può essere sottoposto alla visita fiscale, inoltre, il dipendente che si trova in ospedale ricoverato (in questo caso, deve essere emesso dalla struttura sanitaria un certificato di ricovero, da inviare all’Inps).

Come informare dell’assenza alla visita fiscale?

Il lavoratore che deve assentarsi durante le fasce orarie di reperibilità deve avvertire immediatamente la propria amministrazione (che provvede ad avvertire l’Inps) o il proprio datore di lavoro, fornendo la motivazione dell’allontanamento del domicilio (che dovrà essere supportata da idonea documentazione).

Come giustificare l’assenza alla visita fiscale?

Il dipendente, per giustificare l’assenza dal proprio domicilio durante le fasce di reperibilità, quando la motivazione dell’assenza stessa è di natura sanitaria, deve trasmettere all’Inps la relativa documentazione entro 15 giorni.

Quest’adempimento è obbligatorio per i dipendenti pubblici e, come chiarito dall’Inps [1], per i lavoratori del settore privato che non ricevono l’indennità di malattia dall’istituto, ma dal datore di lavoro. L’Inps, a seguito della ricezione della documentazione, fornisce un parere sull’opportunità di giustificare, o meno, l’assenza.

Gli esiti della valutazione dell’Inps sono messi a disposizione del datore di lavoro, che può consultarli online, presso la sezione del portale web dell’istituto: Richiesta visite mediche di controllo/consulta verbale giustificabilità.

È dunque il datore a dover decidere sulla giustificazione dell’assenza alla visita fiscale, sia per motivi sanitari (su cui l’Inps esprime solo un parere) che, a maggior ragione, per ogni altro genere di motivi.

Per saperne di più, leggi: Guida alle assenze giustificate alla visita fiscale.

Cambio indirizzo per visita fiscale

Se il lavoratore ha la necessità di variare il domicilio presso il quale risulta reperibile per la visita fiscale, deve:

  • accedere al portale web dell’Inps, previa autenticazione tramite le proprie credenziali dispositive (Pin, Spid, carta nazionale dei servizi o carta d’identità elettronica);
  • entrare nella sezione Servizi online, Sportello al cittadino per le Vmc (visite mediche di controllo);
  • comunicare il nuovo indirizzo di reperibilità attraverso la funzione “Indirizzo reperibilità ai fini delle visite mediche di controllo”; è possibile variare il domicilio più volte nell’arco di una stessa assenza per malattia.

In ogni caso, il dipendente deve effettuare le dovute comunicazioni al datore di lavoro; inoltre, qualora si sposti all’estero, la procedura è differente e richiede la preventiva autorizzazione da parte dell’Inps.



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