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Il traffico di influenze illecite

28 Giugno 2021
Il traffico di influenze illecite

Caratteristiche del reato e sanzioni: quando l’attività di intermediazione è vietata dalla legge.

Devi ottenere il rilascio di alcune autorizzazioni dalla pubblica amministrazione. L’iter burocratico è parecchio complesso e non sei certo di avere tutti i requisiti richiesti. Un tuo conoscente ti dice che ha vari contatti tra i pubblici funzionari e che, a fronte del pagamento di una certa somma di denaro, è disposto a mediare per poterti agevolare. Ti chiedi: è una condotta lecita?

Ebbene, devi sapere che, nel nostro ordinamento, quello che ti è stato proposto costituisce reato e che il tuo conoscente rischia di essere condannato per il traffico di influenze illecite. Ma in cosa consiste esattamente? Andiamo a vedere nei paragrafi che seguono di che tipo di delitto si tratta e come viene punito.

Il traffico di influenze illecite: cos’è?

Il traffico di influenze illecite [1] è un reato introdotto nel nostro Codice penale con una legge del 2012 [2]. L’obiettivo è tutelare la correttezza, l’autonomia, l’imparzialità ed il buon andamento della pubblica amministrazione. Di recente, poi, il legislatore ha ulteriormente modificato la normativa ed ampliato i casi in cui si configura tale delitto [3]. Ma in cosa consiste?

Con l’introduzione del traffico di influenze illecite, il legislatore ha voluto punire lo svolgimento di attività di intermediazione illecita su pubblici ufficiali.

Secondo quanto disposto dal Codice penale, commette il reato chi:

  • si fa promettere o dare, anche per conto di altri, denaro o altri vantaggi di natura patrimoniale sfruttando le relazioni con un pubblico ufficiale (ossia il soggetto che esercita una funzione pubblica legislativa, giudiziaria o amministrativa.) o un incaricato di pubblico servizio (cioè chi, pur non essendo un pubblico ufficiale, svolge un servizio di pubblica utilità) come prezzo della propria mediazione;
  • si fa promettere o dare denaro o altra utilità (sempre sfruttando le relazioni con un pubblico ufficiale) per pagare un funzionario affinché compia un atto contrario ai suoi doveri di ufficio o ometta o ritardi un atto del suo ufficio;
  • dà o promette denaro o altro vantaggio patrimoniale in modo indebito (ossia senza averne alcun diritto)

Il legislatore, in pratica, ha deciso di sanzionare la condotta di chiunque partecipi ad un accordo che ha come scopo quello di influire in modo illecito sull’attività di pubblici ufficiali o incaricati di pubblici servizi.

Ma cosa si intende per “mediazione illecita“? Il traffico di influenze illecite si realizza quando il soggetto esercita un’attività di intermediazione che consiste in vere e proprie pressioni operate da gruppi o personaggi influenti a carico degli agenti pubblici per favorire la realizzazione di interessi privati.

Per la realizzazione del reato, inoltre, è necessario che il mediatore agisca con dolo, ossia con la volontà di ottenere la remunerazione o la promessa in cambio della propria intermediazione.

Traffico di influenze illecite: cosa si rischia?

Torniamo al nostro esempio introduttivo: sei stato avvicinato da un conoscente che si è offerto di fare da intermediario presso un funzionario pubblico a fronte del pagamento di una certa somma di denaro. Cosa rischia il tuo conoscente? Chi pone in essere una delle condotte indicate nel paragrafo precedente può essere punito con la pena della reclusione da un anno a quattro anni e sei mesi. Tale pena, tuttavia, può essere aumentata nel caso in cui chi commette il reato, cioè chi realizza la mediazione illecita, riveste la qualifica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio.

La pena, inoltre, potrà essere aumentata anche nel caso in cui la mediazione illecita venga realizzata con riferimento all’esercizio di attività giudiziarie.

Nel caso in cui, invece, la condotta di mediazione sia di particolare tenuità, la pena potrà essere diminuita.

Il traffico di influenze illecite: rapporti con altri reati

Attenzione però: il reato di traffico di influenze illecite potrebbe essere confuso con altri tipi di delitti previsti dal nostro codice penale. A far chiarezza, tuttavia, è intervenuta la Corte di Cassazione, la quale ha precisato in cosa tale fattispecie si differenzia da altre. Andiamo ad analizzare le ipotesi principali.

Traffico di influenze illecite e millantato credito

Come accennato sopra, con la riforma del duemila diciannove, il nostro legislatore ha ampliato le ipotesi in cui si realizza il reato di traffico di influenze illecite, comprendendovi anche il delitto di millantato credito [4] che quindi è stato abrogato.

Il millantato credito consiste nell’ottenere, vantando una particolare influenza presso un pubblico ufficiale o presso un impiegato che presti un pubblico servizio, la dazione o la promessa, per sé o per altri, di denaro o altra utilità come prezzo della propria mediazione.

Ma in cosa si distingue, allora, dal reato di cui ci stiamo occupando? La differenza rispetto a questa ipotesi di reato sta nel fatto che, per il traffico di influenze illecite, è richiesta l’effettiva volontà dell’intermediario di utilizzare il denaro o il vantaggio patrimoniale per remunerare il pubblico ufficiale. Come precisato dalla Corte di Cassazione, quando c’è vero ascendente si ha traffico di influenze illecite, mentre se il potere è solo “ostentato” si fa strada la fattispecie di millantato credito [5] .

Traffico di influenze illecite e corruzione

La giurisprudenza ha chiarito anche il rapporto tra traffico di influenze illecite e corruzione [6], che si realizza quando un soggetto agisce contro i propri doveri e i propri obblighi a fronte del conseguimento di denaro o altre utilità.

Al riguardo, la Corte di Cassazione ha precisato che il traffico di influenze illecite è assorbito da quello di corruzione se esiste un vero e proprio patto corruttivo; ciò significa che deve escludersi il reato di cui ci stiamo occupando quando la promessa o la dazione di denaro sono utilizzate per remunerare il pubblico ufficiale e questo sia direttamente partecipe del patto corruttivo [7]


note

[1] Art. 346 bis cod. pen.

[2] Art. 1 L. n.190 del 6.11.2012.

[3] L. n.3 del 9.01.2019.

[4] Art. 346 cod. pen.

[5] Cass. pen. sez. VI n.53332 del 27.09.2017.

[6] Art. 319 cod. pen.

[7] Cass. pen. sez. VI n.12095 del 19.02.2020.


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