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Nuovo Dpcm Covid: niente riapertura di cinema e palestre

24 Febbraio 2021 | Autore:
Nuovo Dpcm Covid: niente riapertura di cinema e palestre

Chiusure prorogate anche per teatri e piscine: per riprendere ci vorranno meno di 50 nuovi casi su 100mila abitanti.

Gli amanti della Settima arte e dell’allenamento fisico dovranno portare ancora pazienza: il nuovo Dpcm anti-Covid che sta per arrivare nei prossimi giorni (sarà il primo firmato da Mario Draghi) prevede di prorogare la chiusura di cinema e di palestre fino a data da destinarsi. Lo stesso vale per le piscine e per i teatri. Troppa la paura di una ripresa dei contagi in un momento in cui le varianti del coronavirus spaventano più del coronavirus stesso. Basti dare un’occhiata a quello che sta succedendo di nuovo, un anno dopo, in alcuni centri della Bergamasca e in provincia di Brescia, dove il consulente della Regione Lombardia per l’emergenza Covid, Guido Bertolaso, parla di «terza ondata della pandemia in atto».

Per quanto riguarda l’attività sportiva in palestre e piscine, vince l’orientamento che vuole la riapertura solo quando il rapporto tra nuovi casi e numero di abitanti sarà sceso sotto i 50 ogni 100mila. Significa meno 50 nuovi contagi ogni 100mila abitanti. In pratica, gli stessi numeri necessari per finire nell’immacolata fascia bianca in cui ancora nessuno è riuscito ad entrare. Quando sarà possibile? Non prima dell’arrivo della primavera, secondo quanto trapela da Governo e Regioni. Si parla di fine marzo o, addirittura, della seconda settimana di aprile, cioè dopo Pasqua.

Scadenze suggerite direttamente dal Dipartimento dello Sport, che dipende dalla Presidenza del Consiglio (non è più un ministero nel nuovo Governo). Il Dipartimento era stato interpellato dal Comitato tecnico scientifico ed ha proposto di adottare le maggiori cautele possibili, a costo di rimandare la riapertura di palestre e piscine. Via libera, dunque, al criterio dei contagi inferiori a 50 su 100mila abitanti. Al momento, irraggiungibile.

Pazienza viene chiesta anche nel settore della cultura. Oggi, il ministro Dario Franceschini incontra il Comitato tecnico scientifico per vedere se e quando sarà possibile pensare alla riapertura di cinema e teatri e se si può ipotizzare l’ingresso nei musei e nei parchi archeologici durante il weekend. Franceschini conosce già la risposta, ma chiedere non costa nulla: ottenere un parere positivo in tempi molto brevi sarà ben difficile. Nel frattempo, gli addetti del settore si danno da fare, provando a stringere le misure di sicurezza nella speranza di poter tornare a lavorare. Il nuovo protocollo prevede l’obbligo per gli spettatori di indossare le mascherine FFp2, la prenotazione online di biglietti nominativi per facilitare il tracciamento e il divieto di pagamento alle casse, oltre alla sanificazione delle sale prima di ogni spettacolo.

Quanto all’eterna questione riguardante la riapertura serale di bar e ristoranti, meglio non pensarci. Resta (e resterà per un bel po’) il vincolo di chiusura alle 18 in zona gialla, anche se qualche piccola luce si intravede all’orizzonte nei centri in cui l’andamento dei contagi e la situazione nelle strutture sanitarie risulta più agevole. Meglio, comunque, non attendersi nulla per il momento: gli scienziati vogliono limitare la circolazione ed evitare assembramenti nelle ore serali, più propense ai momenti di aggregazione.

Ultima questione, ma non meno importante, è quella che riguarda la «colorazione» delle Regioni. Ormai, abbiamo capito che nella tavolozza del ministero della Salute è arrivato il colore arancione scuro con cui, ad esempio, sono stati dipinti alcuni territori della Lombardia e dell’Emilia-Romagna. Ai divieti della normale zona arancione si aggiungono quello di recarsi in qualsiasi abitazione in cui non si abbia la residenza (quindi, sono comprese le seconde case) e la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, comprese le materne. Il passo successivo è il lockdown totale.



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8 Commenti

  1. Si ma sono impazziti? Qui, le palestre, le piscine, i cinema, i teatri stanno facendo la fame. Ma di cosa stiamo parlando? E’ meglio ammassarsi come pecore nelle piazze piuttosto che consentire l’accesso ai luoghi di cultura e di benessere psicofisico?

  2. La gente si è seccata di stare a questi giochetti e a questi dpcm che aprono e chiudono le varie attività. Nel caso di teatri, cinema, palestre e altri centri non si apre da mesi. E come pensano di poter far portare il pane a casa a coloro che gestiscono queste strutture e a tutti i lavoratori che ruotano attorno a questo sistema?

  3. Niente cinema, niente palestre, niente spostamenti regionali, niente teatri, niente piscine. Ma i negozi ed i mezzi di trasporto in cui la gente sta schiacciata come sardine in scatole va bene? In questi casi non si diffonde la nuova variante? Ma per piacere! State facendo uno schifo. E non penso che sia questo a causare la diffusione del covid, ma la disorganizzazione di tante altre attività.

  4. Ormai, è da più di un anno che non vado più in palestra e mi sono organizzata a casa con pesetti, esercizi a corpo libero, passeggiate e corsette quando le belle giornate lo consentono. Ormai, anche se i centri sportivi dovessero riaprire, dopo esser stata reclusa in casa per tutto questo tempo, eviterei comunque di andare a rinchiudermi in palestra ma preferirei continuare a fare sport all’aria aperta

  5. Quanto mi mancano le sere a teatro! Eppure, c’è stato un periodo in cui era possibile andarci con tanto di mascherina e distanza di sicurezza. Perché non riaprono i teatri mantenendo queste misure di sicurezza? Perché non consentono agli artisti di lavorare e a tutti gli altri lavoratori dello spettacolo di ritornare in scena e potersi guadagnare da vivere invece di pesare sulle spalle dello Stato e cadere in depressione perché vogliono ritornare sul palco? Molti si sono dovuti riadattare e sono stati fortunati, mentre chi non sa usare i social è rimasto chiuso in casa.

  6. Ma scusatemi tanto, perché i programmi in tv si continuano a fare in presenza di vari ospiti e non si può andare a teatro consentendo accessi limitati e suddividendo gli spettacoli organizzandosi in un certo modo? Cioè mi sembra ridicolo che dopo un anno ancora si continui con scuse banali e chiusure esagerate

  7. Nunzio, forse dovresti capire che restando al chiuso il rischio di essere contagiati è maggiore perché l’aria non circola, non c’è il ricambio… Un conto è seguire uno spettacolo all’aperto e lì mi auguro che quest’estate sarà consentito….Altra cosa è rimanere due ore con la mascherina con un tot di persone al chiuso. Ora, mica che puoi fare uno spettacolo con 10 persone. Alla fine, negli studi televisivi quante persone pensi che ci vadano. Oltretutto, devono fare tutti il tampone e quindi difficilmente c’è il rischio di contagiarsi

  8. Praticamente, quando ci avevano detto di attrezzarci in palestra per consentire la riapertura abbiamo dovuto cacciare bei soldini per voi vederci richiudere. Ora, con questo nuovo Governo, ci si aspettava che le cose sarebbero cambiate e invece sono peggiorate. Ma qui stanno giocando con le nostre vite e non ce ne siamo resi conto. Prima o poi, la gente si ribellerà seriamente

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